Grano duro, nel Foggiano bilanci in pareggio o in rosso

grano duro foggiano
Campo di grano parzialmente allettato dopo le piogge cadute nella prima decade di giugno u.s., con l’ulteriore beffa della perdita di qualità quando ormai il grano era maturo e pronto per essere mietitrebbiato
Con rese medie di 20-25 q/ha e costi dei mezzi tecnici in forte aumento, quasi tutti i produttori, pur potendo contare su prezzi superiori a 50 €/q, considerano negativa l’annata 2021-2022, avendo perso, nel migliore dei casi, gran parte dell’utile netto aziendale

Con rese medie di 20-25 q/ha o persino inferiori, perché fortemente condizionate dal pessimo andamento climatico , quest’anno nel Foggiano, anche se le prime quotazioni della Borsa merci del capoluogo dauno sono state di circa 58 €/q + Iva per il grano duro fino, il bilancio economico della coltura del grano duro è andato spesso in pareggio o è risultato negativo, tranne i casi più fortunati, visto che i costi di produzione sono fortemente aumentati rispetto al 2021.

Aumento dei costi per tutte le aziende

Marcello Martino
Marcello Martino

È quanto sostiene Marcello Martino, agronomo responsabile della conduzione di numerose aziende cerealicole rappresentative del Foggiano e produttore egli stesso di grano duro in agro di Manfredonia e Foggia, sulla scorta dei costi reali sostenuti dagli agricoltori foggiani, rilevati dalle fatture di acquisto di fertilizzanti, sementi, agrofarmaci e altri mezzi tecnici necessari per la coltivazione del grano duro. «Stilare un bilancio economico valido per tutte le aziende durogranicole foggiane è impossibile, tenuto conto delle notevoli differenze tra quelle che si rivolgono ai contoterzisti per le diverse operazioni colturali e quelle che dispongono di un proprio parco macchine e attrezzature agricole. Tutte le aziende, in ogni caso, hanno subìto forti incrementi dei costi di produzione, con particolare riferimento a quelle, sempre più numerose, che si servono di contoterzisti, i quali hanno dovuto aumentare le proprie tariffe. Soltanto le aziende di maggiori dimensioni sono riuscite a realizzare una migliore economia di scala, pur essendo soggette, comunque, a un aumento generalizzato dei costi».

Confronto tra le annate 2020-2021 e 2021-2022

costi
Nell'annata 2021-2022 i costi di produzione del grano duro sono saliti vertiginosamente, soprattutto per le lavorazioni agricole, le sementi e i fertilizzanti

Dal confronto fra le ultime due annate durogranicole emerge con evidenza netta che il costo delle lavorazioni agricole (aratura, erpicatura, mietitrebbiatura, ecc.) eseguite da contoterzisti è aumentato mediamente del 20-30%. Ma anche chi dispone di proprie macchine e attrezzature ha dovuto sopportare l’aumento impressionante del costo del gasolio agricolo, dei costi di manutenzione, dei costi dei pezzi di ricambio e di tutto il resto.

«I mezzi tecnici agricoli hanno subìto incrementi notevoli, spesso altissimi – sottolinea Martino –. Il costo delle sementi è cresciuto in maniera direttamente proporzionale all’aumento del prezzo del grano duro riconosciuto al produttore: nell’annata agraria 2020-2021 era pari a 52-56 €/q, Iva compresa, a fronte di un prezzo del grano ottenuto nell’annata precedente (2019/2020) pari a circa 30 €/q, invece nell’annata 2021-2022 è schizzato a 78-82 €/q, Iva compresa, rispetto a un prezzo del grano ottenuto nell’annata precedente (2020/2021) che è arrivato fino a 55-57 €/q. Il costo dei fertilizzanti, e in particolare quello dei concimi azotati, è aumentato di oltre il 100%: esemplare è il caso dell’urea agricola, il cui costo è triplicato, passando dai 30-35 €/q del 2021 ai 90-110 €/q del 2022! Il costo dei fitofarmaci è aumentato un po’ meno dal 2021 al 2022, in media del 10-15%, essendo stato sempre piuttosto elevato! Rialzi minori hanno registrato altre voci di costo, come l’assicurazione contro l’incendio delle granaglie, i contributi di bonifica, la consulenza tecnica, ma si tratta pur sempre di aumenti che pesano sul bilancio economico della coltura».

Ricavi uguali ai costi o addirittura inferiori

Di fatto, nel Foggiano, mentre nel 2021 il costo medio per ettaro del grano duro era stato di 600-700 €/ha, nel 2022 è quasi raddoppiato, raggiungendo 1.000-1.200 €/ha. «Con una resa media di 20-25 q/ha, ma in parecchi areali notevolmente più bassa, persino di 10-15 q/ha, e con i prezzi attuali, in forte discesa, attualmente pari a circa 50 €/q, i ricavi pareggiano i costi o diventano addirittura inferiori».

Anche chi ha prodotto in filiera ha sofferto l’aumento dei costi

Anche coloro che producono grano duro aderendo a un contratto di filiera, conclude Martino, hanno scontato il forte aumento dei costi di produzione. «Anzi, forse più di altri, perché spesso costretti, per rispettare il disciplinare di produzione, a eseguire anche una doppia concimazione azotata e un doppio trattamento anticrittogamico. E ciò a fronte di rese basse e spesso di qualità non eccellente, a causa di un peso specifico inferiore a 77-78 kg/hl e con un contenuto in proteine realmente utilizzabili per la pastificazione inferiore al 14% o al 14,5%, che rappresentano i valori minimi da cui partono quasi tutti gli accordi di filiera per riconoscere la premialità sul prezzo».

Grano duro, nel Foggiano bilanci in pareggio o in rosso - Ultima modifica: 2022-07-15T10:48:02+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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