Sotto la neve pane. Il Burian non dovrebbe far alzare i prezzi del grano

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    Malgrado il freddo e la neve ci si dirige verso un’ulteriore annata di produzione in condizioni agro-climatiche buone se non ottime in Europa. Preoccupa invece la siccità negli Stati Uniti. Il punto dell'esperto Stefano Serra.

    Gli agricoltori si chiedono se il gelo siberiano abbia cambiato qualcosa per il grano.  Possibile una ripresa dei prezzi?

    Salvo qualche incertezza a riguardo di alcune aree dell'Est Europa ove la coltre nevosa era scarsa e non protettiva per il grano, la situazione che viene riportata dalle associazioni dei produttori Europei è nel complesso positiva e come tale non si dovrebbero avere cambi nei prezzi a causa del “Burian” siberiano. Anche nella regione del Mar Nero (normalmente più colpita dai venti invernali da Nord) la copertura nevosa sarebbe sufficiente a scongiurare il cosiddetto “winter kill” e pertanto ci si dirige verso un’ulteriore annata di produzione in condizioni agro-climatiche buone se non ottime. Comunque se il gelo ha risparmiato le colture Europee e Russe, la siccità sta colpendo duramente il centro degli Usa e le loro colture vernine; questo potrebbe essere il vero fattore a supporto di una ripresa delle quotazioni nel caso che le origini Nordamericane cedessero spazio commerciale all’ “orso” Russo e per effetto domino anche all’Europa. Da non sottovalutare a riguardo l’effetto volano degli speculatori, che già sono all’azione sulle borse a termine Usa, che potrebbero arrivare anche sull’Euronext, consolidando anche per le prossime settimane quella volatilità nelle quotazioni, oggi, tendenzialmente rialzista.

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