Mais, una stagione da ricordare

    Con una resa media di 155,7 q/ha è stata la seconda migliore annata per il mais italiano dal 2002. Le performance delle varietà delle diverse classi e la situazione micotossine in base ai dati delle prove nazionali coordinate dal Crea di Bergamo

    «Dopo una delle peggiori annate degli ultimi 20 anni (il 2019), nel 2020 arriva il pronto riscatto per il mais, che mette a segno la seconda stagione migliore dal 2002 a oggi».

    Lo ha riferito in occasione della tradizionale Giornata del mais di Bergamo (quest’anno in versione streaming, viste le restrizioni a causa del Covid-19) Gianfranco Mazzinelli, coordinatore delle prove di confronto varietale della rete nazionale organizzate dal Crea di Bergamo. È stata infatti di 155,7 q/ha la resa media registrata nell’ambito di queste prove, contro i 129,6 q/ha del 2019.

    Articolo tratto da Terra e Vita 4/2021

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    Fattore determinante nel raggiungimento di questi risultati l’andamento meteo positivo, con temperature soprattutto a giugno e luglio più fresche rispetto al 2019, cosa che ha determinato meno situazioni di stress per la pianta e quindi produzioni superiori. Le semine si sono svolte precocemente, intorno alla metà di marzo, in linea con la stagione precedente, mentre la fioritura ha anticipato quella del 2019 di una settimana (inizio terza decade di giugno) e il periodo di accumulo è risultato più lungo (61 giorni contro 58).

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    Nel complesso, il 2020 è stato un anno con la media di precipitazioni più alta (dopo il 2016) e la media di temperature più bassa degli ultimi venti anni.
    Dando uno sguardo alle previsioni del servizio di monitoraggio Ue, per l’Italia si stima una resa nel 2020 di 108 q/ha, quindi superiore alla media degli ultimi cinque anni, mentre in altri paesi europei come Francia, Romania e Bulgaria le rese sono state al di sotto della media. Ancora più ottimiste le previsioni Istat, che parlano di un record storico di 112,3 q/ha.

    Tardivi

    Venendo ai risultati delle prove, partiamo dagli ibridi Classe 500, 600 e 700. Ne sono stati testati 44 in 10 località di 5 regioni diverse (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana), di cui 18 Classe 500, 18 Classe 600 e 8 Classe 700, per una resa media complessiva di 155,7 q/ha (contro i 129,6 del 2019).

    La Classe 500 ha registrato una produzione media di 151,7 q/ha, con Portbou (Semillas Fito), Mas 59.K (Mas Seeds) e Kefieros (Kws) sui primi tre gradini del podio; la Classe 600 ha prodotto mediamente 158,1 q/ha, con DKC 6492 (Dekalb), Mas 68.K (Mas Seeds) e LG30.600 (Limagrain) ai primi tre posti; infine, la Classe 700 ha registrato una produzione media di 159,7 q/ha, con DKC 6980 (Dekalb), DKC 6808 (Dekalb) e Kws Elektro (Kws) ai vertici della classifica.

    Precoci

    In prova ne erano presenti 20, in 7 località tra Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Toscana, di cui 6 Classe 300, 13 Classe 400 e per la prima volta in assoluto un Classe 200, per una produzione media complessiva di 125,4 q/ha.

    La Classe 300 ha registrato una resa media di 119,3 q/ha, con LG31.377 (Limagrain), Mas 440.D (Mas Seeds) e DKC 4316 (Dekalb) in testa alla classifica; la Classe 400, invece, ha prodotto mediamente 128,7 q/ha, con P0729 (Pioneer), LG30.500 (Limagrain) e Kws Inteligens (Kws) sui primi tre gradini del podio.

    Mais da trinciato

    Chiudiamo con gli ibridi da trinciato. Ne sono stati testati 23, di cui 6 in Classe 600 e 17 in Classe 700, in 5 località di due Regioni diverse (Lombardia e Veneto), per una produzione media complessiva di 262,8 q/ha di sostanza secca.

    La Classe 600 ha registrato una resa media di 256 q/ha, con DKC 6492 (Dekalb) e Mas 714.M (Mas Seeds) al vertice; la Classe 700 ha visto una resa media di 262,8 q/ha, con SY Bambus (Syngenta), Kws Olimpion (Kws) e Mas T78.T (Mas Seeds) ai primi tre posti della classifica. Dal punto di vista qualitativo, in termini di UFL si sono segnalati alcuni ibridi come SY Bambus, P1772 e Kws Olimpion, mentre in termini di digeribilità si sono distinti SY Bambus, SY Gladius, SY Giants e DKC 6308.

    Nessun problema sanitario per il mais italiano

    Le condizioni meteo sono state determinanti anche per qualità e aspetto sanitario della granella.

    «Nella stagione di monitoraggio 2020 – ha riferito Sabrina Locatelli, del Crea di Bergamo – hanno aderito 44 centri di stoccaggio, per un totale di 299 campioni analizzati in termini di fumonisine, aflatossina B1, Deossinivalenolo (Don) e Zearalenone (Zea)».

    Per le fumonisine, la percentuale di campioni con oltre 4.000 µg/kg è stata solo del 24% (contro l’81% del 2019), la più bassa mai registrata dal 2012 a oggi. Anche per le aflatossine i risultati sono stati ottimi: solo il 4% dei campioni analizzati ha mostrato un quantitativo di AFB1 superiore a 20 µg/kg, molto meglio degli anni precedenti (eccetto il 2018). Chiudendo con Don e Zea, anche quest’anno il 100% dei campioni è risultato inferiore ai valori critici rispettivamente di 1.750 e 350 µg/kg.

    I dati completi della sperimentazione 2020 saranno pubblicati sul tradizionale Speciale “Mais in campo” del n. 8/2021 di Terra e Vita.

    Mais, una stagione da ricordare - Ultima modifica: 2021-02-07T08:55:15+01:00 da Francesco Bartolozzi

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