«Non è un buon accordo, ma è il migliore accordo possibile». È così che Luciano Simonetti, presidente dell’Op Associazione produttori ortofrutticoli partenopea (Apopa), definisce l’accordo sottoscritto fra le Op del Bacino Centro-Sud Italia e l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali (Anicav) per la gestione della prossima campagna di trasformazione del pomodoro da industria.
Pomodoro da industria: i prezzi dell'accordo 2026
Ferma restando l’autonomia contrattuale delle singole aziende in sede di sottoscrizione dei contratti di fornitura, le parti, anche in un’ottica di valorizzazione delle produzioni del Bacino Centro-Sud, hanno definito un prezzo medio di riferimento pari a
- 140 €/ton per il pomodoro tondo,
- 150 €/ton per il pomodoro lungo e
- 210 €/ton per il pomodorino,
- con un’importante maggiorazione rispetto alle precedenti campagne per il pomodoro biologico (+45 €/ton su tutte le tipologie).
Inoltre si è convenuto di mantenere il differenziale tra tondo e lungo con l’obiettivo condiviso di valorizzare in modo specifico le produzioni di pelato anche attraverso il comune sostegno al riconoscimento dell’Igp Pomodoro Pelato di Napoli.
Op Apopa: «Avremmo voluto accordo più conveniente»

Per Simonetti «come produttori avremmo voluto un accordo più conveniente per la parte agricola, almeno confermare l’accordo del 2025 che aveva definito prezzi medi di riferimento pari a 147,50 €/ton per il pomodoro tondo e 155 €/ton per il pomodoro lungo.
Tuttavia bisogna considerare che gli aumenti dei costi registrati dai fertilizzanti, dai carburanti e dal sistema paese nel suo complesso pesano non solo sulla parte agricola, ma anche su quella industriale. Produttori agricoli e industriali trasformatori hanno dovuto tenere conto delle reciproche difficoltà in un mercato sempre più globalizzato. Come produttori avremo però preferito firmare l’accordo ad aprile, eccessivi entusiasmi per gli esiti positivi ma specifici della campagna 2025 hanno spinto molti produttori a investire in superfici che sembrano eccessive e che adesso un po’ spaventano, anche sulla base dell’accordo raggiunto».
Anicav: «Intesa frutto di confronto responsabile»
Secondo Anicav, «l’intesa, frutto di un confronto responsabile e costruttivo tra le parti, conferma la volontà comune di garantire stabilità, programmazione e continuità operativa all’intera filiera del pomodoro da industria, definendo l’accordo di campagna anche per il bacino produttivo del Centro Sud che si aggiunge a quello chiuso per il bacino del Nord nel marzo scorso.
Le parti, anche in considerazione del poco tempo a disposizione che difficilmente avrebbe consentito di affrontare con la necessaria serenità un approfondito confronto finalizzato a definire un nuovo sistema di regole condivise su cui costruire la contrattazione 2026, hanno confermato l‘impianto del Contratto Quadro d’Area delle precedenti campagne 2024 e 2025.

Per Pasquale D’Acunzi, Coordinatore del Comitato Centro-Sud di Anicav, è prevalso il senso di responsabilità da entrambe le parti.
«Il nostro obiettivo è stato garantire certezza alla filiera. Era fondamentale fornire alle imprese e ai produttori un quadro di riferimento certo per gestire la campagna con la necessaria serenità. Non avremmo potuto permetterci di affrontare la prossima campagna di trasformazione senza un contratto e senza un prezzo medio di riferimento. Sarebbe stato un rischio troppo grande. Il mio auspicio è che questa intesa diventi un riferimento stabile per l'intera filiera, contribuendo a rafforzare un clima di fiducia, responsabilità ed equilibrio nei rapporti tra parte agricola e parte industriale. Un presupposto essenziale per garantire programmazione, certezze e benefici reciproci».

Con la sottoscrizione dell'accordo per il Bacino Centro-Sud si completa il quadro degli accordi di campagna per l'intera filiera italiana del pomodoro da industria, dal Nord al Sud dell’Italia.
«È un risultato che ci riempie di soddisfazione – dichiara Aldo Rodolfi, presidente di Anicav – perché dimostra che quando prevale il senso di responsabilità collettiva, da parte sia degli agricoltori sia delle industrie, la filiera sa trovare le risposte giuste anche in momenti non facili. Abbiamo costruito le condizioni per affrontare la campagna 2026 con stabilità e certezze, base indispensabile per tutelare la competitività del settore».











