Pomodoro da industria, tecnologie evolute per la raccolta meccanizzata

Ecco i modelli recenti più performanti in campo

Queste macchine sono cantieri complessi formati da numerosi elementi, tra cui quelli più smart per la trasmissione dei dati

L’Italia è il secondo produttore mondiale di pomodoro, con grandi estensioni che si trovano negli areali vocati di Campania, Emilia-Romagna e Puglia. In particolare, quello da insutria, ovvero destinato alla trasformazione in passate, polpe, pelati, concentrati e Ketchup, viene coltivato in file binate distanziate di 60-100 cm con interfila delle piante di 30-40 cm per un investimento di 3-4 piante/m2 ottenendo una produttività media che oscilla tra 65 e 75 t/ha. La raccolta è effettuata con grandi raccoglitrici semoventi delle quali seguono brevi descrizioni, sia delle più moderne tecnologie che dei modelli più performanti oggi disponibili.

Layout delle raccogli-pomodoro

Le raccogli-pomodoro sono macchine semoventi a cantieri riuniti che effettuano il taglio rasoterra della pianta di pomodoro, provvedono alla separazione delle bacche di pomodoro dalla restante massa vegetale nonché allo scarico delle bacche sui rimorchi per il trasporto presso i centri di raccolta. Le raccogli-pomodoro hanno grandi dimensioni (anche fino a 12 metri di lunghezza) ma carreggiate (anche variabili) relativamente strette e un ingombro trasversale di 3,5-4 metri. Questo grazie a un layout costruttivo molto razionale che massimizza la funzionalità degli organi di lavoro. Inoltre, adottano potenti motori diesel con Common rail e ventola viscostatica reversibile, trasmissioni idrostatiche a due o quattro gamme di velocità, trazione e sterzatura sulle quattro ruote, nonché sistemi autolivellanti che le rendono molto agili e permettono agli organi di selezione e cernita di lavorare sempre in piano.

Il layout di queste macchine prevede:

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