Suini, razione più digeribile col sistema Pigfeed Cavitator

Razione più digeribile col sistema Pigfeed Cavitator
Una tecnologia che sfrutta il fenomeno della cavitazione controllata per omogeneizzare e pastorizzare qualsiasi matrice alimentare, dalle componenti più fibrose, come gli insilati, alle granelle

Incremento della digeribilità e della biodisponibilità degli insilati più fibrosi, riduzione della quantità di liquido rispetto al solido, pompabilità omogenea in tutto il circuito di alimentazione. Senza dimenticare la digestione completa da parte dello stomaco del suino, con aumento della resa dell’allevamento sia nei tempi che nella crescita dell’animale. Sono alcuni dei vantaggi riscontrati nel sistema Pigfeed Cavitator, tecnologia che sfrutta il fenomeno della cavitazione controllata per omogeneizzare e pastorizzare qualsiasi matrice alimentare, dalle componenti più fibrose, come gli insilati, alle granelle. Ottenendo una disgregazione elevata, aumenta la digeribilità dell’intera razione migliorando le performance produttive dell’animale.

Il sistema converte la forma fisica della matrice alimentare da palabile a pompabile e la rende omogenea e scorrevole fino alla mangiatoia, assicurando la stessa assunzione di sostanza secca a tutti gli animali, per una crescita più sana e bilanciata. Inoltre, permette di gestire la temperatura del prodotto trattato per offrire un alimento più caldo e appetibile durante l’inverno, a favore del benessere dell’animale.

pigfeed cavitator
Paolo Avanzini, titolare dell’azienda agricola Avanzini Giovanni e Paolo a Pessina Cremonese (Cr).

Sviluppato da Soldo Cavitator presente nel mercato globale in molti settori industriali, il sistema è stato adottato da Paolo Avanzini, titolare dell’azienda agricola Avanzini Giovanni e Paolo a Pessina Cremonese (Cr), che conta un allevamento di 420 scrofe a ciclo chiuso e 5mila posti ingrasso. «Credendo che il futuro della suinicoltura sia nella cura dell’alimentazione in ogni fase della vita dell’animale – spiega Marco Soldo, titolare di Pigfeed Cavitator – l’allevatore cercava un sistema innovativo di trattamento delle materie prime, destinate all’alimentazione dei suini».

Come racconta infatti Paolo Avanzini, «In azienda volevamo avere a disposizione un sistema che ci permettesse di avere meno perdite in campo, di guadagnare qualcosa in termini di sanità della granella, di tempo e di curare a 360° l’alimentazione dei suini. Dopo aver provato varie soluzioni senza successo, ci siamo rivolti all’azienda Pigfeed Cavitator, tecnologia utilizzata da molto tempo per qualsiasi fibra nel settore del biogas, pensando di poterlo utilizzare per omogeneizzare gli insilati destinati all’alimentazione dei suini. Pigfeed Cavitator è installata nella nostra azienda, la macchina è in funzione da luglio con risultati importanti».

Pigfeed tratta la materia dapprima trinciata, attraverso il fenomeno fisico della cavitazione, ottenendo una completa omogeneizzazione con controllo della temperatura. Il risultato è un prodotto di consistenza densa, al quale viene aggiunta la parte di liquido strettamente necessaria, recuperando totalmente quella presente nella fibra e rendendola completamente edibile.

Il vantaggio principale del trattamento consiste nella disgregazione della fibra alimentare che determina una maggiore resa di conversione e digeribilità dell’alimento.

Granulometria del prodotto ottenuto

Un altro aspetto essenziale è la verifica della granulometria del prodotto ottenuto. È noto, infatti, che la causa maggiormente indicata come prevalente nella generazione delle lesioni gastriche sia la macinazione troppo fine dei mangimi. Quando la dimensione media delle particelle è inferiore ai 600 micron, ci si trova nella situazione che favorisce l’insorgenza dell’ulcera gastrica nel suino. Il primo effetto delle farine fini, correlato alle lesioni gastriche, è un maggior rimescolamento della massa contenuta nello stomaco. Di conseguenza, la mucosa subisce un’esposizione prolungata al materiale proveniente dalla zona sottostante dello stomaco, caratterizzato da un pH particolarmente basso.

Il secondo effetto delle farine fini dipende dalla maggiore velocità di svuotamento dello stomaco, che può favorire la risalita dei succhi biliari fino alla mucosa con l’instaurarsi di fenomeni erosivi.

Quali vantaggi

Da un punto di vista commerciale, i vantaggi di questo trattamento sono evidenti. Aumentando infatti la resa del mangime, l’allevatore ha la possibilità di abbassare la voce di costo che maggiormente pesa nella gestione dell’allevamento e che oggi arriva a coprire circa il 70% dei costi di produzione.

pigfeed cavitator
Il prodotto come esce dalla macchina per essere somministrato ai suini per l’alimentazione.

Poiché si tratta del primo impianto utilizzato in Italia, al momento è in corso una prova sperimentale su suini all’ingrasso, la quale ha l’obiettivo di valutare gli effetti del trattamento sulle performance di allevamento, di macellazione e di qualità della carne, chimica e sensoriale. Saranno considerate anche le caratteristiche del mangime in termini di granulometria e di composizione chimica. Le analisi sono in corso di svolgimento da parte del Crpa di Reggio Emilia e della Facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università degli studi di Milano. I primi risultati saranno disponibili entro pochi mesi.

Per il momento, come prosegue a spiegare Avanzini, «Sono stati centrati gli obiettivi che ci eravamo posti. Anzitutto, dal punto di vista agronomico, riusciamo a massimizzare lo sfruttamento della superficie agricola, minimizzando le perdite in campo delle colture. Vale a dire che, raccogliendo la pannocchia integrale da trinciare 15-20 giorni prima del solito, riusciamo a evitare l’umidità che si crea nel frattempo e possiamo utilizzare agevolmente anche il tutolo, che è la parte centrale e più fibrosa del prodotto».

Il secondo vantaggio Avanzini lo identifica nel guadagno in termini di tempo e nel miglioramento dell’idraulica. «Non ultimo – prosegue l’allevatore – il prodotto pastorizzato e omogeneizzato trattato dal Pigfeed Cavitator è tale che non rischia di intasare le tubazioni dell’impianto di distribuzione della razione di alimentazione e le fosse dei reflui».

Le analisi sulle prime matrici trattate col Pigfeed Cavitator confrontate con la materia prima trinciata da campo e immessa nel sistema hanno dato esito positivo.

Come riferisce l’alimentarista che segue l’azienda Avanzini, «Abbiamo osservato una riduzione del 50% della fibra grezza, una riduzione della stessa quantità della proteina grezza e una diminuzione dei parametri estrattivi inazotati. Questo calo lo riteniamo attribuibile ai polisaccaridi non di struttura, che presumiamo siano diminuiti perché è diminuita la fibra grezza».

PRESTO A ITALPIG ED EUROTIER

Il prodotto verrà presentato per la prima volta alle Fiera di Cremona Italpig e in Germania a Eurotier, mentre i risultati scientifici della sperimentazione, con i tre enti Crpa di Reggio Emilia e della Facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università degli studi di Milano, verranno pubblicati a ottobre sul sito www.pigfeed-cavitator.com.

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 9/2017

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