Consueto interesse per il salone internazionale francese: oltre 200mila visitatori

    SIMA 2011: Macchine agricole, la ripresa c’è

    Clima più sereno e operatori fiduciosi Parigi ‘anticipa’ l’uscita dalla crisi

    Se il buongiorno si vede dal mattino... il 2011 potrebbe davvero tornare a essere un anno positivo per la meccanizzazione agricola.
    Al Sima 2011 di Parigi i prodromi si sono visti – con la consueta ressa di agricoltori e contoterzisti – e sentiti – nelle parole dei tecnici e degli operatori del settore –. E, soprattutto, dei costruttori di macchine agricole in genere restii a lasciarsi andare a facili ottimismi.
    Le opinioni di alcuni big sono raccolte nei box in queste pagine, ma quello che più conta è che anche le piccole e medie imprese riconoscano il cambiamento dell’aria, l’inizio della ripresa dopo due anni davvero difficili, la voglia di riscoprire quei fondamentali che nel periodo precrisi sembrava dovessero spingere l’agricoltura verso una crescita inarrestabile. Ricordiamoli: l’aumento della popolazionemondiale, il cambiamento delle abitudini alimentari di diversi grandi Paesi, lo sviluppo delle agroenergie. Un mix che faceva prevedere aumenti a due cifre dei Pil agricoli, bruscamente smentito da due anni di crisi economica mondiale.
    Già all’Eima 2010 alcuni segnali frequenza, interesse, contratti stipulati – avevano spostato il barometro verso il bello. Il Sima 2011 li ha confermati, probabilmente ampliandoli.
    La voce di alcuni agricoltori fra i padiglioni di Villepinte.
    «Stiamo tornando a pensare di investire – sottolinea George Dupré, 250 ettari a cereali a Senlis in Piccardia –.
    I cereali sono tornati a prezzi soddisfacenti e, anche se gli aumenti hanno interessato molti mezzi tecnici, la redditività di fine 2010 consente rappresenta una boccata d’ossigeno».
    «Il rapporto con imprenditori all’avanguardia – conferma Giuseppe Elias, 600 ettari irrigui e 200 vacche nel Lodigiano – è il vero motivo che spinge a fare un salto al Sima. Inoltre conoscere in anticipo le innovazioni significa avere un vantaggio competitivo rispetto alle altre aziende, in particolare per ciò che mi interessa maggiormente, l’agricoltura conservativa».
    E un gruppo di agricoltori torinesi, habituè del Sima parigino, quasi all’unisono rimarcano la voglia di continuare a credere nel settore: «Se siamo qui, è perché vogliamo vedere quali novità può proporre la prima agricoltura europea, quella francese. Anche se non faremmo cambio, viste le possibilità che l’Italia offre... Comunque, con il mais a 25 euro al quintale e anche gli altri cereali alti qualche speranza in più l’abbiamo».
    Un velato ottimismo che si sposa con l’analisi dei costruttori. «Abbiano già la produzione piena e pianificata fino a giugno – evidenzia Mario Rossi di Nobili – e l’impressione è che ci siano tutte le condizioni perché questo exploit arrivi a fine anno».
    «Alcuni mercati, come l’Est Europa, sono ancora fermi – ricorda Maurizio Forigo, della azienda omonima – ma altri sono già partiti e vale la pena sottolineare che anche l’Italia, per molte attrezzature, si può pensare in crescita, pur con tutti i problemi strutturali del settore nel nostro Paese».
    Più cauto Paolo Tencone di Claas Italia: «Sui mercati mondiali qualche effervescenza si nota, ma sul fronte italiano vediamo ancora un 2011 statico o in regresso sia sui trattori che sulle mietitrebbie ».
    Torniamo ai numeri del Sima 2011. Il Salone si conferma uno dei pilastri del panorama fieristico europeo della meccanizzazione agricola: 1.300 espositori, suddivisi pressoché equamente fra francesi ed esteri, con i 150 italiani in prima fila. Ormai consueta l’alta affluenza, che anche nell’edizione 2011, pur non essendo ancora disponibile il dato ufficiale, è stimata sopra la ragguardevole cifra di 200mila visitatori, in linea con le due ultime edizioni.

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