Agrozootecnico e agroindustriale, il digestato si sdoppia

digestato
Restano esclusi alcuni sottoprodotti e quindi è bene fare molta attenzione alla classificazione delle matrici in ingresso nel digestore. Altra occasione persa la gestione dell’N

Dopo un lungo iter di approvazione durato quasi tre anni è stato pubblicato il Decreto ministeriale 25 febbraio 2016 concernente i “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato“ (G.U. n. 90 del 18 aprile 2016).

Il decreto, emanato dal Mipaaf, con il concerto dei ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, della Salute e dei Trasporti, abroga il Dm. 7 aprile 2006, che per più di dieci anni ha regolamentato la materia nonostante, a partire dal 2008, fossero intervenute rilevanti novità in relazione alla diffusione degli impianti di digestione anaerobica e nonostante i cambiamenti climatici in corso imponessero già da tempo una modifica dei criteri di gestione degli effluenti.

Al fine di rispondere a tali esigenze il decreto prevede la revisione delle norme relative all’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue con particolare riferimento ai seguenti aspetti:

a) possibilità per le Regioni di modificare il periodo obbligatorio di divieto di spandimento degli effluenti, a seconda delle diverse condizioni climatico-ambientali;

b) criteri aggiuntivi per l’individuazione delle ZVN;

c) calcolo dell’azoto tramite l’effettivo fabbisogno delle colture.

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