Grano duro, siglato in Puglia accordo di filiera per 28 €/q

    grano duro
    Divella, Coldiretti e Consorzio del Centro-sud acquisteranno una prima partita di 30mila tonnellate dalle province di Foggia e Bari al prezzo minimo garantito con una premialità per i grani che superino il 14,5% di proteine.

    Un prezzo del grano duro realmente remunerativo e l’avvio di un percorso di qualità per una pasta 100% made in Puglia: sono i pilastri dell’accordo di filiera firmato da pastificio Divella, azienda leader del settore in Italia, Coldiretti Puglia e Consorzio agrario del Centro Sud. L’accordo prevede l’acquisto di una prima partita di 30mila tonnellate di grano duro dalle province di Foggia e Bari al prezzo minimo di 28 €/q, con una premialità per i grani che superino il 14,5% di proteine. Se l’andamento di mercato dovesse far lievitare i prezzi oltre i 28 €/q, comunque Divella riconoscerà i valori più alti in linea con i mercuriali.

    «L’accordo è partito in fase sperimentale già nella scorsa campagna cerealicola – dichiara il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e il prezzo riconosciuto ha raggiunto in media i 30 €/q, in controtendenza con l’andamento del mercato in assoluto ribasso. Al contempo gli agricoltori, tecnicamente sostenuti, hanno garantito un livello qualitativo elevato, a dimostrazione che fare grano di qualità in Puglia è una certezza. L’accordo con Divella rientra nella nuova forma di rappresentanza in cui Coldiretti, sempre più sindacato imprenditoriale di filiera, e campioni industriali nazionali dei rispettivi settori, compresi i mezzi tecnici per l’agricoltura e la tecnologia avanzata per la trasformazione alimentare, si sono uniti per realizzare accordi economici finalizzati ad assicurare la massima valorizzazione della produzione agricola nazionale anche attraverso la realizzazione di contratti di filiera».

    L’origine del grano è divenuta elemento obbligatorio sulle etichette di pane e pasta, afferma il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo, e la scelta del Tar di respingere l’istanza di sospensione del decreto ha accolto le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. «Fare pasta con grano 100% italiano evidentemente si può, come ampiamente testimoniato dalla concreta volontà espressa dal gruppo Divella e dalla proliferazione di marchi che fanno pasta con grano 100% italiano. Parliamo di un percorso iniziato nei primi anni della crisi sotto la spinta dell’iniziativa del progetto di Filiera Agricola Italiana (FAI), che si è esteso ad alcune catene della grande distribuzione, ai marchi più prestigiosi quali Ghigi, Valle del Grano, Jolly Sgambaro, Granoro, Armando, fino all’annuncio del marchio napoletano “Voiello” del Gruppo Barilla che ora vende solo pasta fatta da grano italiano al 100% di varietà “Aureo”».

     

     

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