Orzo, la domanda fa impennare le quotazioni

    Le quotazioni del cereale sono alte e la ragione sembra essere la domanda mondiale. Si tratta di un'anomalia temporanea o rimarrà così anche nei prossimi mesi?

    Le quotazioni dell’orzo sono alte e la ragione pare la domanda mondiale. Anomalia temporanea o durerà anche nei prossimi mesi?

    Come per ogni altro cereale, il mercato “Italia” è ampiamente condizionato da vicissitudini e strategie comunitarie e talvolta internazionali. Per l’orzo è ormai evidente che la ragione delle tensioni sia riconducibile all’incremento della domanda (soprattutto Saudita) che ha di fatto ridotto le disponibilità in Europa e nel mondo, sostenendo prezzi e scatenando la “solita” speculazione.

    Da qui a fine campagna l’orzo resterà molto sostenuto, con riflessi anche sul 2018/19 in quanto (pare) che alcuni contratti verranno eseguiti in ritardo, pagando penali ma con il più a buon mercato nuovo raccolto Europeo. Se sul breve questi sono i motivi sul medio termine e per la prossima campagna il panorama si arricchisce della querelle USA-Cina che da un lato vedrà ridursi l’export di sorgo americano verso l’Asia, ma dall’altro vedrà più acquisto di cereali a paglia da parte del Dragone cinese, orzo in primis, con probabile mantenimento di quotazioni sopra la media degli ultimi anni.

    In conclusione quella che sembrava una fiammata di prezzo dell’orzo, potrebbe durare a lungo .. ed i ritardi nelle semine in Centro Europa ed Ucraina non sono certo fattori rasserenanti.

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