Ancora in difficoltà l’Europa dei trattori

Dopo i primi quattro mesi segni negativi per tutti i sei mercati più importanti

Anche se per qualche mercato il mese di aprile è stato il “meno negativo” del primo quadrimestre 2015, per i sei mercati più importanti d’Europa le vendite dei trattori continuano a registrare dei cali rispetto al già difficoltoso 2014. Come a dire, l’aria di ripresa, almeno per quanto riguarda i trattori, nel Vecchio Continente ancora non si respira.

La Germania, primo mercato in assoluto, in aprile ha fatto meglio che nei primi tre mesi, nel senso che ha perso solo il 2,2%, portando il totale trattori nel primo terzo dell’anno a quota 10.413, pari a un -9% rispetto al pari data 2014 quando i trattori venduti furono 11.449.

La Francia, che ricordiamo registrò uno straordinario exploit nel 2013 per pagare poi dazio nel 2014 (-25%), nel 2015 non dà segnali di risalita, dato che anche in aprile ha registrato un segno negativo (-11,4%), per cui nei primi quattro mesi ha perso il 13,7% sul primo quadrimestre 2014, in virtù dei 6.873 trattori immatricolati.

Anche l’Italia ha poco di che rallegrarsi: il recupero nel mese di aprile (+5,7% rispetto ad aprile 2014) serve solo a ridurre leggermente il deficit del primo quadrimestre, che ha chiuso a -8,3% in virtù dei 5.801 trattori immatricolati contro i 6.329 del pari data 2014. Come la Francia, anche il Regno Unito segna un -13,7% dopo i primi quattro mesi, e per fortuna in aprile ha praticamente immatricolato lo stesso numero di trattori del pari data 2014 (solo -0,8%): sono quindi 3.921 i trattori venduti in Gran Bretagna in questo inizio 2015 rispetto ai 4.542 del pari data 2014 (erano 4.365 nel 2013).

Male anche l’Austria, anche se il -12,4% di questi primi quattro mesi è migliore del -21,6% con cui aveva chiuso l’anno 2014. Alla stregua di Germania, Francia e Regno Unito, febbraio è stato un mese disastroso (-25,9%), mentre aprile ha chiuso in linea con il calo del quadrimestre (-12,2%). Dunque, dopo il primo quadrimestre i trattori venduti in Austria sono fermi a quota 1.845, contro i 2.107 del pari data 2014.

Chiudiamo con la Spagna, l’unica ad aver chiuso in positivo (+10%) il 2014. Qui il mese buio è stato gennaio (-21,9%), mentre febbraio e aprile hanno registrato segni positivi (rispettivamente +10,9% e +3,4%). Dopo quattro mesi il bilancio è comunque in calo del 4,3%, con 2.851 immatricolazioni contro le 2.978 del primo quadrimestre 2014.

 

Classi di potenza e quote mercato

Guardando più nel dettaglio alcuni di questi mercati, in Germania sorprende che l’unico segmento in crescita sia quello sotto i 50 cv (+16%), mentre perdono tutti gli altri: -24,4% per il segmento 51-100 cv, -14,5% per quello tra 101 e 150 cv e -5,3% per gli oltre 150 cv.

Anche la Francia vede in positivo solo il segmento sotto i 50 cavalli (+29,9%), mentre calano tutti gli altri, in particolare quelli tra 200 e 250 cv (-30,8%) e tra 250 cv e 300 cv (-21,8%). Pagano dazio anche gli specialistici, con un -6,6% sul pari data 2014 per un totale di 969 trattori registrati, anche se va evidenziata l’ottima performance di questo segmento nel mese di aprile (+15,1%).

Il segmento vigneto-frutteto, invece, è l’unico a far sorridere l’Italia, dove nel primo quarto dell’anno le trattrici specializzate immatricolate sono cresciute del 3%. Dopo i primi quattro mesi, comunque, il segmento di potenza più diffuso in Italia è quello tra 37 e 74 kW (49,9%), seguito da 74-132 kW (27,3%) e da 0-37 kW (14,5%), Ancora marginali, invece, quelli dell’alta potenza: 4,6% per la fascia 132-177 kW e 3,8% oltre i 177 kW.

Per quanto riguarda la Spagna, il primato al momento spetta a John Deere (21,3% di quota), seguita da New Holland (18,4%), mentre al terzo posto si è ormai insediato stabilmente il marchio giapponese Kubota (9,5% di quota).

Chiudiamo con l’Austria. Il mercato è come sempre nelle mani del marchio locale Steyr con il 21,8% di quota, mentre al secondo posto è lotta tra New Holland (13,4% di quota, in crescita) e il secondo marchio di casa, Lindner, con il 13% di market share. Il comparto vigneto-frutteto (dove il primo posto è da anni saldamente nelle mani di Fendt) si comporta meglio rispetto agli standard, mantenendo praticamente lo stesso numero di trattori venduti nel primo quadrimestre (89 contro 88).

Un accenno, infine, anche all’andamento delle vendite dei trattori oltreoceano: gli Usa hanno registrato un buon mese di aprile, che consente al mercato statunitense di chiudere praticamente in pari il primo quadrimestre (61.458 trattori vs. 61.500 del 2014, pari a un -0,1%). Discorso analogo può essere fatto per il Canada, dove però il passivo del primo quadrimestre è un po’ più alto (-2,4%, in virtù dei 6.841 trattori venduti rispetto ai 7.011 del pari data 2014).

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