Ridurre gli erbicidi si può I primi dati di Agricola 2000

erbicidi
Due i campi prova destinati a questa attività in provincia di Lodi

Diserbanti sotto accusa: non che sia una novità, ma non c’è dubbio che da qualche anno la pressione per una forte limitazione dei medesimi si sia fatta più serrata. Persino superfluo ricordare la vicenda del glifosate, tutt’ora aperta, ma anche la terbutilazina e – da ultimo – il bentazone sono nel mirino. Con richiesta, da parte dell’Europarlamento alla Commissione, di non rinnovare, da metà 2017, l’autorizzazione per quest’ultimo.

Se da una parte si dibatte a suon di ricerche e sperimentazioni sulla maggiore o minor pericolosità degli erbicidi, dall’altra si cominciano a cercare soluzioni per limitare fortemente, se non azzerare, l’uso dei formulati più controversi sulle principali colture. Questo, anche per rispondere ai nuovi vincoli stabiliti, per esempio, dalla regione Lombardia per glifosate e terbutilazina: impiego massimo sul 70% della superficie aziendale a mais per il 2017, con riduzione al 50% a partire dal 2018.

Agricola 2000, società di ricerca in agricoltura, ha aperto una nuova linea di test dedicata proprio a questi obiettivi. «L’attività è la normale prosecuzione di quella avviata nel 2014, quando aprimmo i primi campi dimostrativi, a scopo formativo e divulgativo, in collaborazione anche con il professor Aldo Ferrero, dell’Università di Torino», ci spiega Tiziano Pozzi, uno dei ricercatori. Terminato il primo biennio di prove, da quest’anno ci si è concentrati sui vincoli agli erbicidi, studiando come e quanto sia possibile ridurre l’impiego dei medesimi senza compromettere la qualità delle coltivazioni. Sono stati così realizzati i campi sperimentali di Turano Lodigiano e Olmo, centri agricoli a sud di Lodi. «Abbiamo realizzato diverse tesi, alcune delle quali – dieci, per l’esattezza – diserbate senza terbutilazina. Questa, però, era soltanto una parte della nostra attività di sperimentazione per il 2016. In parallelo, infatti, abbiamo studiato anche il controllo del Cyperus su mais e soia, visto che questa infestante, tipica del riso, è ormai migrata sulle coltivazioni in asciutta. Infine, abbiamo fatto una prova di diserbo con prodotti di contatto e ugelli antideriva, per valutare se questi ultimi, a causa delle gocce di maggior dimensione, siano efficaci quanto gli ugelli tradizionali e se, inoltre, sia possibile ridurre i dosaggi senza compromettere il risultato finale».

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 49-50/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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