Crea, 53 milioni nel 2025 per ricerca e innovazione nei campi

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Il bilancio di metà mandato del presidente Andrea Rocchi: 10 milioni destinati alle Tea e 35 brevetti per invenzione industriale

Il Crea, (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) nel corso del 2025 ha acquisito progetti per quasi 53 milioni di euro, con un incremento di valore del 40% rispetto all'anno precedente, confermandosi per il secondo anno consecutivo come primo ente di ricerca italiano nel settore agroalimentare. Lo comunica il presidente Andrea Rocchi, con l’occasione di tracciare un bilancio di metà mandato.

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Andrea Rocchi, presidente Crea dal 2024

Presidiare tutte le esigenze dell’agricoltura moderna

Grande lo sforzo per consolidare e ampliare le ricerche che il comparto richiede a gran voce: agricoltura di precisione, digitalizzazione dei sistemi agroforestali e approcci innovativi alla difesa delle piante per produrre di più con meno e tutelare l'agrobiodiversità. E, poi: gestione intelligente dell'acqua, del suolo e della rete agrometeorologica per contenere l'impatto dei cambiamenti climatici; valorizzazione dei reflui zootecnici e del digestato in chiave circolare e nuove strategie di carbon farming per una sostenibilità veramente efficace ed efficiente. In questo quadro, particolare centralità assume il coordinamento del progetto Masaf Tea4it, finalizzato alla sperimentazione sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea), una delle frontiere più avanzate per lo sviluppo di colture più resilienti agli stress biotici e abiotici, più sostenibili e in grado di garantire elevati standard qualitativi.

Consolidata la rete della ricerca

Sul fronte della gestione strategica dei dati, generati continuamente grazie alle tecnologie avanzate applicate all'agricoltura e alla ricerca, il Crea investe nel potenziamento delle infrastrutture digitali, con l’obiettivo di costruire un ecosistema sempre più integrato e collaborativo, in sinergia con centri di ricerca, università e imprese. Si è consolidato in modo significativo il ruolo del Crea come nodo strategico sia tra istituzioni, sia con il sistema produttivo sia con gli altri interlocutori della ricerca, anche in una prospettiva internazionale. Nel biennio, infatti, sono stati siglati complessivamente 72 accordi, di cui 46 nazionali e 26 internazionali.

Proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico

Il Crea ha anche moltiplicato le azioni di trasferimento tecnologico, attuato attraverso strumenti dedicati alla valorizzazione di brevetti, startup, risultati scientifici e innovazioni sviluppate nei laboratori, nonché mediante l'Agrifood Innovation Hub, che apre stabilmente le sedi del Crea agli istituti agrari e agli studenti, consolidando il legame tra ricerca, formazione e sviluppo di nuove competenze. A conferma di questo impegno, nel 2025 il portafoglio di proprietà intellettuale del Crea conta 35 brevetti per invenzione industriale, 202 privative per novità vegetali, 12 marchi registrati e 831 varietà iscritte ai registri nazionali. Per queste ultime, l’Ente cura le attività di conservazione, articolate tra specie agrarie (180), ortive (68), della vite (271), cloni forestali (47) e specie frutticole (265).

Investimenti infrastrutturali e rafforzamento dell’organico

A sostenere questa fase di crescita sono gli investimenti: 10 milioni di euro per le Tea, 14,5 milioni per l’ammodernamento delle aziende agrarie sperimentali e ulteriori 3 milioni destinati al rafforzamento dell'organico, con 111 unità di personale assunte a vario titolo, a tempo indeterminato. Tra queste figurano numerosi ricercatori e tecnologi, per i quali le procedure sono state riavviate nel 2025, dopo uno stop che durava dal 2016. Infine, le infrastrutture: sono state poste le basi per il raddoppio del Centro di genomica e bioinformatica di Fiorenzuola d'Arda, mentre è stata avviata la realizzazione di Custos Plantis, infrastruttura d'avanguardia per la difesa delle colture e la ricerca fitosanitaria, fino al rilancio delle sedi storiche.

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