Italia e Francia fanno fronte comune sulla Pac: no ai tagli e più tutele per Dop e Igp

Dal vertice di Antibes intesa tra Roma e Parigi su risorse per l'agricoltura, reciprocità negli scambi commerciali, etichettatura d'origine e difesa delle produzioni di qualità. Firmati anche accordi su ricerca e lotta alla contraffazione

Si rafforza l'asse tra Italia e Francia sui principali dossier agricoli europei. Si è infatti tenuto ad Antibes un vertice bilaterale tra i due Paesi, dal quale è emersa una posizione comune in vista dei prossimi negoziati a Bruxelles: difesa della Pac, tutela delle produzioni a indicazione geografica e applicazione del principio di reciprocità negli scambi commerciali.

Nel corso dell'incontro a Villa Thuret, il ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e  Foreste, Francesco Lollobrigida, e la ministra francese Annie Genevard hanno ribadito la volontà di presentarsi con una linea condivisa sulle principali riforme europee.

Pac pilastro per la competitività delle imprese

Al centro del confronto c'è la Politica agricola comune, che i due Paesi considerano un pilastro strategico dell'Unione europea. Italia e Francia ritengono che la Pac debba continuare a disporre di risorse adeguate, senza riduzioni di bilancio, per sostenere la competitività delle imprese agricole, accompagnare la transizione climatica e garantire la stabilità dei mercati.

Sul fronte del commercio internazionale è stata confermata la richiesta di applicare il principio di reciprocità, evitando l'ingresso nel mercato europeo di prodotti provenienti da Paesi terzi che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi richiesti agli agricoltori dell'Unione. I due governi sostengono inoltre l'estensione dell'obbligo di etichettatura d'origine a livello comunitario.

Il vertice ha portato anche alla firma di un Memorandum d'intesa sulle indicazioni geografiche, con il coinvolgimento dell'Inao (Istituto Nazionale dell'Origine e della Qualità), finalizzato a rafforzare la tutela delle produzioni Dop e Igp. L'intesa prevede una collaborazione più stretta nel biennio 2026-2027, con il potenziamento dei controlli anti contraffazione, anche attraverso strumenti digitali, e un maggiore coordinamento sui mercati esteri.

Ricerca, asse Crea-Inrae per innovazione e sostenibilità

La firma dell'alleanza tra il presidente di Crea Andrea Rocchi e il presidente Inrae Philippe Mauguin alla presenza dei Ministri di Italia e Francia

Tra gli accordi siglati ad Antibes figura anche una dichiarazione d'intenti tra Crea e Inrae, il principale istituto francese di ricerca per l'agricoltura, l'alimentazione e l'ambiente. L'intesa, della durata di quattro anni e rinnovabile, punta a rafforzare la collaborazione scientifica tra Italia e Francia su alcune delle principali sfide del settore agroalimentare: sicurezza alimentare, cambiamento climatico, sostenibilità e competitività delle imprese agricole.

Sono previsti lo sviluppo di attività congiunte di ricerca, lo scambio di competenze e ricercatori, l'utilizzo condiviso delle infrastrutture scientifiche e una partecipazione coordinata ai principali programmi europei e internazionali.

Tra gli ambiti di lavoro individuati figurano l'agroecologia, la qualità e la sicurezza degli alimenti, l'economia circolare e le tecnologie innovative, dal digitale alle biotecnologie, con l'obiettivo di accelerare la transizione verso sistemi produttivi più sostenibili, capaci di aumentare le rese riducendo il consumo di input chimici e di risorse naturali.

Per il presidente del Crea, Andrea Rocchi, si configura un'alleanza strategica tra i due enti di ricerca, fortemente sostenuta dai rispettivi ministeri dell'Agricoltura, per mettere a sistema competenze scientifiche di eccellenza e offrire alle imprese agricole strumenti concreti per affrontare la transizione climatica, digitale ed energetica, attraverso soluzioni innovative, economicamente accessibili e rapidamente trasferibili al sistema produttivo.

Gli accordi raggiunti ad Antibes consolidano così la cooperazione tra Roma e Parigi con l'obiettivo di trasformare la convergenza politica in iniziative condivise nei prossimi appuntamenti europei, a partire dalla riforma della Pac e dal futuro piano d'azione sulle indicazioni geografiche.

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