Quasi 500 sequestri per un valore economico complessivo superiore a 47,8 milioni di euro, 55mila controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, 5.559 contestazioni amministrative, 3.411 diffide e 132 notizie di reato trasmesse all’Autorità giudiziaria. Sono alcuni dei principali numeri contenuti nel Report delle attività Icqrf 2025, presentato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste con la partecipazione del Conaf, Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali.
La presentazione del rapporto ha rappresentato anche l’occasione per celebrare due anniversari: i 40 anni dalla fondazione dell’Ispettorato (1986-2026) e i 50 anni dal riordino della professione e dall’istituzione del Consiglio dell’Ordine, istituzioni indicate come cardine per la tutela del patrimonio agroalimentare.
Controlli: +21% dal 2023
«L’Icqrf ha dimostrato non solo capacità e attività nel settore agroalimentare, ma una specificità che pochi altri al mondo hanno. I controlli sono cresciuti del 21% dal 2023 come numero e qualità, cioè quelli che rilevano davvero le imperfezioni di sistema o addirittura gravi reati», ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione del Report 2025.
«In questi decenni l’agroalimentare è diventato sempre più centrale nelle strategie economiche, sociali e ambientali del Paese - ha aggiunto il Capo dipartimento Felice Assenza - e l’Icqrf ha saputo consolidare il proprio ruolo quale sistema avanzato di tutela, prevenzione e controllo, riconosciuto come modello di riferimento anche a livello europeo».
Tutela delle produzioni certificate
Tra i dati evidenziati dal Report emerge il ruolo del presidio laboratoristico dell’Icqrf, che ha effettuato 10.837 controlli analitici e 367.039 determinazioni su un totale di 55.314 prodotti, a conferma del rilievo assunto dagli strumenti scientifici nella verifica della tracciabilità e dell’autenticità degli alimenti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela della qualità certificata: sono stati realizzati 6.448 controlli specifici sulle produzioni a Indicazione geografica (Dop e Igp) e oltre 11mila verifiche nel settore vitivinicolo regolamentato.
Pratiche sleali, aumentano le verifiche
Il Report mette inoltre in evidenza i risultati dell’attività di contrasto alle pratiche commerciali sleali, a tutela della trasparenza dei contratti e della dignità economica dei produttori, in particolare delle realtà più piccole.
I controlli nell’ambito della normativa contro le pratiche sleali sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025.
«Gli elevati standard qualitativi e produttivi raggiunti dalla filiera agroalimentare - ha detto Mauro Uniformi, presidente Conaf - sono stati ottenuti grazie all’impiego di competenze e conoscenze specialistiche capaci di produrre cibo sano e sicuro e di farlo in modo sostenibile sia economicamente che socialmente».












