Lollobrigida e Giansanti: dialogo su competitività e mercati

Dall'assemblea estiva di Confagricoltura un confronto sulle priorità del settore: consegnato al ministro un documento sulle colture strategiche, mentre Lollobrigida annuncia l'imminente approvazione di ColtivItalia. Al centro anche costi di produzione, Pac, Tea, manodopera e commercio internazionale

Politica agricola comune, competitività delle imprese, costi di produzione, innovazione, manodopera e apertura di nuovi mercati. Sono stati questi i principali temi del confronto tra il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, andato in scena durante l'assemblea estiva della Confederazione a Roma.

Colture strategiche e ColtivaItalia

Confagricoltura ha colto l'occasione dell'incontro per consegnare al ministro un documento con una serie di proposte dedicate alle colture strategiche, aprendo un dibattito sulle misure ritenute prioritarie per rafforzare le principali filiere agricole nazionali. Dal canto suo Lollobrigida ha annunciato l'imminente approvazione alla Camera del disegno di legge ColtivaItalia, destinato a rappresentare uno dei pilastri della strategia del Governo a sostegno della competitività per la produzione agricola italiana.

Al centro del dialogo il tema della competitività, strettamente legato all'aumento dei costi aziendali e, in particolare, a quello dei fertilizzanti. Giansanti ha sottolineato come, nello scenario internazionale attuale, la capacità di competere passi anche dalla riduzione dei costi di produzione e dalla necessità di garantire approvvigionamenti strategici delle materie prime. Il ministro ha ricordato che negli ultimi mesi sono arrivati segnali positivi sui prezzi, grazie anche agli strumenti messi in campo dal Governo, come il credito d'imposta per agricoltura e pesca e le misure dedicate all'acquisto dei fertilizzanti.

Pac, più risorse e ruolo strategico dell'agricoltura

Ampio spazio è stato dedicato anche al futuro della Politica agricola comune. Lollobrigida ha rivendicato il recupero delle risorse inizialmente tagliate nella proposta della Commissione europea e il risultato ottenuto dall'Italia, che avrebbe assicurato un miliardo di euro aggiuntivo agli agricoltori, oltre al recupero dell'inflazione. Il ministro ha ribadito la necessità di riportare l'agricoltore al centro delle politiche europee, ricordando come crisi geopolitiche e aumento dei costi energetici abbiano dimostrato il valore strategico della produzione agricola.

Giansanti ha rilanciato la richiesta di una Pac più forte e dotata di maggiori risorse, mettendo in guardia anche dalle conseguenze di un eventuale ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea senza un lungo periodo di transizione. Secondo il presidente di Confagricoltura, i 40 milioni di ettari agricoli ucraini rendono necessario un percorso separato, evitando che l'allargamento possa compromettere il bilancio agricolo europeo o favorire una rinazionalizzazione della Pac.

Tea, logistica e investimenti

Tra i temi affrontati anche l'innovazione. Lollobrigida ha confermato il sostegno del Governo alle Tecnologie di evoluzione assistita (Tea), considerate uno strumento fondamentale per aumentare la resilienza delle colture e ridurre progressivamente il ricorso agli agrofarmaci. «Le Tea sono state in Europa una battaglia italiana», ha ricordato.

Il ministro ha inoltre richiamato gli investimenti del Pnrr destinati alla logistica agroalimentare, ricordando il triplicarsi delle risorse rispetto alle previsioni iniziali, gli interventi per migliorare l'efficienza della filiera e l'elevato numero di domande presentate agli ultimi bandi. Ha ribadito inoltre la necessità di tutelare il limitato patrimonio di suolo agricolo italiano, conciliando produzione energetica e salvaguardia delle superfici coltivate.

Manodopera e nuovi mercati

Sul fronte del lavoro, Giansanti ha evidenziato l'esigenza di proseguire il percorso di regolarizzazione della manodopera agricola, mentre Lollobrigida ha sottolineato la necessità di garantire flussi regolari di lavoratori stranieri per rispondere al fabbisogno delle imprese, assicurando al tempo stesso legalità e tutele.

Il confronto si è concluso con uno sguardo ai mercati internazionali. È stato ribadito che l'Italia deve continuare ad aprire nuovi sbocchi commerciali, pur consolidando la presenza nei mercati tradizionali come Germania e Stati Uniti, puntando sulla qualità delle produzioni agroalimentari. Giansanti ha condiviso la necessità di diversificare l'export e ha indicato India, Paesi del Golfo e Africa anglofona tra le aree di maggiore interesse per le imprese italiane, senza rinunciare al rafforzamento della presenza sul mercato europeo e statunitense.

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