Un piano per supportare il settore vitivinicolo pugliese

    Confagricoltura e Coldiretti
    La crisi delle giacenze, la necessità di uno schedario viticolo certo, la lotta alle frodi e altre misure, a fronte di una vendemmia 2026 qualitativamente positiva ma in un mercato ancora fiacco

    In Puglia la vendemmia 2026 si presenta eccellente sul piano qualitativo, ma il mercato fatica ad assorbire il prodotto: quasi 5 milioni di ettolitri di vino restano fermi nelle cantine pugliesi, con una pressione insostenibile sulla redditività delle imprese. In questo scenario Confagricoltura Puglia e Coldiretti Puglia hanno presentato piani di gestione della crisi e di rilancio del comparto.

    Le richieste di Confagricoltura Puglia

    Confagricoltura Puglia ha organizzato un confronto diretto con il sottosegretario al Masaf, Patrizio Giacomo La Pietra, per portare sul tavolo le proprie proposte urgenti per il comparto vitivinicolo regionale: liquidità immediata per le aziende in difficoltà, gestione mirata delle eccedenze (con misure come la distillazione di crisi per specifiche categorie di vino), necessità di uno schedario viticolo certo, lotta alle frodi, promozione del vino pugliese sui mercati internazionali per aprire nuovi canali all’esportazione.

    Secondo il report Icqrf "Cantina Italia" al 31 luglio 2026 le giacenze nazionali di vino hanno raggiunto 42,6 milioni di ettolitri, in crescita del 6,9% sul 2025; per la Puglia il dato si attesta intorno a 4,28 milioni di ettolitri. Un quadro che, unito a una produzione regionale in crescita, rischia di pesare su prezzi e liquidità delle aziende.

    «La Puglia non può permettersi di navigare a vista», ha dichiarato Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia. «Presentiamo al sottosegretario La Pietra un piano su tre assi: certezza dei dati, gestione delle eccedenze e qualità. Senza uno schedario viticolo grafico aggiornato non c'è programmazione possibile: servono numeri certi su ettari, varietà e regolarità dei vigneti. Serve anche il coraggio di ridurre le rese eccessive e contrastare le frodi. Chiediamo al governo e alla Regione di fare la loro parte. Le misure ci sono, le risorse comunitarie pure. Serve volontà politica per attivarle subito, a tutela del reddito delle imprese, del lavoro e del futuro della filiera».

    Tre fronti operativi

    L’intervento richiesto da Confagricoltura Puglia opera su tre fronti.

    • Il primo riguarda l’attivazione da parte della Regione con risorse proprie della revisione grafica dello schedario viticolo, superando i ritardi del sistema nazionale Sian, come già fatto da Veneto, Toscana e Piemonte, per distinguere vigneti regolari e irregolari e programmare la viticoltura futura.
    • Il secondo fronte concerne le giacenze: Confagricoltura Puglia chiede misure di crisi immediate, a partire da distillazione e stoccaggio privato, finanziate con la Riserva agricola europea o con risorse nazionali e regionali, senza intaccare i fondi Ocm per promozione, investimenti e ristrutturazione. Sul tavolo anche il rilancio del "pegno rotativo", per usare le giacenze come garanzia bancaria e migliorare la liquidità delle aziende.
    • Il terzo fronte riguarda qualità e legalità: applicare senza deroghe il limite di 300 quintali per ettaro per i vini comuni e rafforzare i controlli contro la vinificazione illegale di uva da tavola, con una task force dedicata insieme alle forze dell'ordine. Per Confagricoltura Puglia, chi produce oltre i limiti autorizzati immette sul mercato prodotto scadente che affossa l'immagine della Puglia vitivinicola; chi trasforma illegalmente uva da tavola in vino commette una frode che deprime i prezzi e danneggia i produttori onesti.

    Infine Confagricoltura Puglia richiama la necessità di una comunicazione corretta sul vino, che valorizzi il consumo moderato nel solco della dieta mediterranea, contrastando la narrazione allarmistica che negli ultimi anni ha alterato la percezione del prodotto, soprattutto tra i più giovani.

    Le risposte di La Pietra

    Il governo ha sempre sottolineato l’importanza del comparto vitivinicolo e il ruolo che svolge nella crescita economica del paese, ha evidenziato La Pietra. «A sostegno del comparto, oltre alle campagne di promozione, il nuovo intervento per la gestione delle fitopatie, gli investimenti per l’enoturismo, la denominazione vini dealcolati e l'etichettatura per l’esportazione, abbiamo approvato la nuova legge in materia di sanzioni nel settore agroalimentare, che rende l’impianto normativo più efficace contro le frodi e l’italian sounding. Vogliamo un comparto che, viste anche le criticità internazionali, punti più sulla qualità che sulla quantità. Sul tema dell'estirpazione dei vigneti per contenere l'offerta, questa scelta oltre ad avere un impatto sui territori non gode dell'unanimità dei soggetti interessati e quindi proverei ancora a puntare su qualità, produzione e affermazione nei mercati».

    Il piano straordinario proposto da Coldiretti Puglia

    Catasto vitivinicolo, incentivi all’espianto volontario, stop all’aumento annuale dell’1% delle superfici vitate, distillazione di crisi, revisione dell’OCM e un piano di promozione e comunicazione. Sono i punti centrali del piano straordinario per la vitivinicoltura pugliese proposto da Coldiretti Puglia al Comitato vitivinicolo, in una fase particolarmente delicata per il comparto. Nelle cantine pugliesi restano ancora 4.286.827 ettolitri di vino della scorsa campagna, mentre la vendemmia 2026 è in corso con una produzione stimata in aumento del 10%. È uno scenario critico che rischia di aggravarsi ulteriormente se non si interviene subito sulle giacenze, sull’equilibrio delle superfici vitate e sulla capacità di assorbimento del mercato.

    «La Puglia non può permettersi di affrontare una nuova vendemmia senza una strategia per le giacenze e per il mercato» afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. «Perciò al Comitato vitivinicolo abbiamo chiesto un vero piano straordinario, che parta dalla situazione reale delle nostre cantine e dei nostri vigneti e metta in campo strumenti immediati e scelte strutturali. Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza ogni anno: dobbiamo governare il futuro della vitivinicoltura pugliese”.

    Catasto vitivinicolo ed espianto volontario dei vigneti

    Tra le priorità indicate da Coldiretti Puglia c’è la realizzazione urgente del catasto viticolo, strumento indispensabile per avere una fotografia aggiornata della reale consistenza del patrimonio viticolo regionale. Superfici, varietà, produzioni, potenzialità produttive e caratteristiche dei territori devono essere disponibili attraverso dati aggiornati e certi, indispensabili per qualsiasi politica di programmazione.

    Coldiretti Puglia chiede inoltre incentivi adeguati all’espianto volontario dei vigneti non più economicamente sostenibili, così da favorire un riequilibrio dell’offerta e accompagnare le aziende nelle scelte necessarie. Una misura che, però, deve essere coerente con le altre politiche sulle superfici vitate. «Non avrebbe senso incentivare gli agricoltori a espiantare i vigneti e contemporaneamente continuare ad alimentare la superficie vitata attraverso il meccanismo dell’aumento dell’1% annuo» sottolinea Cavallo. «Se oggi riconosciamo che esiste un problema di equilibrio tra produzione e mercato, dobbiamo avere il coraggio di intervenire anche sulle regole che continuano a consentire l’espansione delle superfici. L’espianto volontario non può diventare una contraddizione, chiediamo quindi di bloccare, in questa fase, l’applicazione dell’aumento annuale dell’1% della superficie vitata e di rivedere il sistema alla luce della situazione reale dei mercati. Inoltre, con più di 4,2 milioni di ettolitri della precedente campagna ancora presenti nelle cantine, serve una distillazione di crisi adeguatamente finanziata, capace di incidere sulle eccedenze e di contribuire al riequilibrio del mercato. L’obiettivo non è semplicemente togliere prodotto, ma evitare che l’eccesso di offerta venga scaricato ancora una volta sui viticoltori attraverso prezzi non remunerativi».

    Revisione dell’Ocm vino e piano di promozione

    Per Coldiretti Puglia è ormai necessario affrontare anche il tema della revisione dell’Ocm vino, il cui impianto, sostanzialmente invariato da 24 anni, non appare più adeguato alle profonde trasformazioni intervenute nel mercato, nei consumi e nella struttura delle imprese. «In 24 anni il mondo del vino è cambiato profondamente, mentre continuiamo a muoverci dentro un impianto che non è stato adeguato fino in fondo alle nuove esigenze» spiega Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. «Sono cambiati i mercati internazionali, i consumatori, i costi di produzione, i canali commerciali e le modalità di comunicazione. Serve una revisione vera dell’Ocm, non una semplice manutenzione dell’esistente. Dobbiamo avere strumenti che consentano alle imprese di affrontare il mercato e non soltanto di gestire le crisi. Infine, accanto alle misure emergenziali, Coldiretti Puglia chiede quindi l’avvio di un grande piano di promozione e comunicazione del vino, finalizzato a rilanciare i consumi, rafforzare la cultura del vino e valorizzare il rapporto tra prodotto, territorio, agricoltura e qualità».

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