Cimice asiatica, lotta biologica al via

Vespa samurai mentre parassitizza un’ovatura di cimice asiatica
La fase operativa del progetto, culminata con i rilasci in campo, è partita da metà giugno, in coincidenza con la deposizione delle ovature della cimice. Per il primo anno il progetto prevede l’esecuzione di lanci di Trissolcus japonicus in 712 siti (300 dei quali in Emilia-Romagna) sparsi sul territorio nazionale.

Quello che sta per avviarsi è sicuramente il più grande progetto di lotta biologica mai tentato in Italia e ha come obiettivo il contenimento della cimice asiatica, la specie esotica che ha messo in ginocchio l’agricoltura italiana.

 

 

Coordinato dal Servizio Fitosanitario Centrale e da Crea Dc, il progetto vede la partecipazione delle principali Università, dei Servizi Fitosanitari delle principali regioni frutticole del nord ma anche di alcuni laboratori privati e dei tecnici delle principali OP ortofrutticole.

 

 

Cimice asiatica su pero

I rilasci in campo

La fase operativa del progetto, culminata con i rilasci in campo, è partita da metà giugno, in coincidenza con la deposizione delle ovature della cimice. Per il primo anno il progetto prevede l’esecuzione di lanci di Trissolcus japonicus in 712 siti (300 dei quali in Emilia-Romagna) sparsi sul territorio nazionale. In ogni sito selezionato saranno realizzate due introduzioni di vespa samurai ognuna delle quali costituita da 110 esemplari (cento femmine e dieci maschi).

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita n. 20

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I siti di lancio

I siti di lancio sono stati individuati secondo criteri precisi utilizzando soprattutto le infrastrutture ecologiche, i boschetti e le aree verdi in modo da garantire la sopravvivenza e la diffusione degli insetti utili. L’obiettivo di questo primo anno è di riuscire a insediare uniformemente la vespa samurai sul territorio della pianura padana in modo da iniziare quel processo di riequilibrio ecologico che potrebbe dare respiro alla frutticoltura italiana. Ovviamente l’obiettivo non è l’eradicazione della cimice asiatica che ormai è destinata a rimanere per sempre nei nostri territori, ma quello di ricreare quell’equilibrio ecologico che nei paesi di origine tiene sotto controllo le sue proliferazioni.

Il via libera

Questa complessa macchina organizzativa per attivarsi attendeva un’ultima autorizzazione, la più importante, che doveva arrivare dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sulla base di una domanda congiunta presentata dalle 5 regioni del nord e dalle 2 province autonome e che era basata sui risultati di una specifica valutazione del rischio che è stata prodotto da Crea Dc.

Questo “via libera“ è arrivato sul filo di lana, la sera del 9 giugno, con tempismo perfetto per assicurare la sincronizzazione delle immissioni della vespa samurai con il ciclo biologico della cimice asiatica.

In pratica gli insetti saranno liberati nell’ambiente nelle condizioni di massima presenza di ovature di cimice.

Va precisato che l’autorizzazione concessa ha una validità di tre anni che andrà rinnovata anno per anno sulla base dei risultati ottenuti da una serie di osservazioni scientifiche che ne verificheranno l’efficacia ma anche gli eventuali effetti indesiderati nei confronti dell’ambiente e di altre specie non target. A questo punto, ora che i documenti sono stati firmati, le truppe di vespe samurai possono prepararsi all’attacco.

La vespa samurai

Lo strumento per contenere la cimice asiatica è il Trissolcus japonicus, una minuscola vespina conosciuta con il suggestivo nome di “vespa samurai”, che proviene dalla stessa area asiatica di Halyomorpha halys. Nelle zone di origine della cimice asiatica, Trissolcus japonicus è stato individuato come l’antagonista naturale più efficace e l’organismo con le potenzialità più elevate per l’impiego in programmi di lotta biologica classica.

T. japonicus è un minuscolo imenottero oofago di origine asiatica i cui adulti si nutrono di polline e sostanze zuccheri-ne. Le femmine, invece, depongono le proprie uova all’interno delle uova di Halyomorpha halys uccidendole: al termine dello sviluppo embrionale dall’uovo della cimice asiatica invece di una neanide del fitofago fuoriesce un adulto del microimenottero.

Una singola femmina di T. japonicus può deporre mediamente 42 uova con una velocità di sviluppo molto più rapida della cimice. Inoltre mostra anche una sex ratio fortemente spostata a favore delle femmine unita a una elevata capacità di individuare le uova ospiti e parassitizzare tutte le uova dell’ovatura di cimice presenti.

Cimice asiatica, lotta biologica al via - Ultima modifica: 2020-06-24T01:02:27+02:00 da K4

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