Particle film technology una tecnica da utilizzare bene

Oliveto trattato con caolino
Le polveri (come caolino, zeoliti, polveri di basalto ecc.) sono efficaci per la difesa fitosanitaria ma hanno anche ottime proprietà nel contrastare gli stress foto-idro-termici. Scelta del formulato e corretta applicazione in campo sono i presupposti fondamentali per la buona riuscita degli interventi

L’impiego delle polveri di roccia (come caolino, zeoliti, polveri di basalto ecc.) per la difesa delle colture agrarie e delle derrate agricole non è una tecnica recente ma viene applicata da secoli con diverse modalità e tipologie di prodotti.

Un buon formulato

Un buon formulato, per essere impiegato in ortofrutticoltura, dovrebbe:

- essere chimicamente inerte;

- avere dimensioni inferiori a 2 micron;

- essere di facile di formulazione;

- formare una pellicola porosa per non interferire con gli scambi gassosi delle foglie;

- trasmettere radiazioni fotosinteticamente attive (Par) ed escludere quelle ultraviolette e infrarosse;

- avere la capacità di alterare il comportamento dell’insetto e/o del patogeno;

- essere rimosso facilmente.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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L’applicazione

Nella distribuzione del prodotto dovrebbe essere utilizzato un volume di soluzione sufficiente per ottenere una buona copertura, senza eccessiva colatura, ed è bene bagnare uniformemente ambedue le pagine fogliari utilizzando ugelli adatti per le alte pressioni. A seconda della coltura e dell’avversità da combattere il prodotto viene applicato a quantitativi variabili da 12 a 50 kg/ha. Dopo l’applicazione le superfici interessate dal trattamento diventano di un colore bianco grigiastro, mentre dopo ulteriori trattamenti saranno sempre più bianche. Quando la colorazione bianca viene a mancare sarà necessario ripetere l’applicazione. La frutta e le derrate trattate devono essere spazzolate e/o lavate per migliorarne l’aspetto commerciale e per evitare la presenza di residui nel prodotto finito.

Un valido alleato

I trattamenti con particelle polverose si sono rivelati efficaci contro numerosi insetti parassiti delle colture. Buoni risultati sono stati ottenuti contro tripidi, cicaline, afidi, ragnetti, mosca delle olive e della frutta, insetti delle derrate, psille e alcuni lepidotteri Tortricidi (es. carpocapsa). L’azione è da riferirsi principalmente a repellenza visiva e tattile, impedendo la deposizione delle uova, la corretta alimentazione e i movimenti. Nei riguardi di funghi e batteri i film di particelle, ricoprendo le superfici vegetali, impediscono il contatto e l’adesione delle spore fungine e dei batteri sulle superfici dei vari organi delle piante, riducendo così la possibilità di infezione e sviluppo delle malattie. I trattamenti, se ben eseguiti e con formulati ottimali, non sembrano creare grandi problemi per insetti utili predatori e parassiti.

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Vantaggi fisiologici

Le pellicole di particelle polverose hanno rivelato interessanti proprietà nel contrastare alcune problematiche legate a stress foto-idro-termici (scottature, danni da fotoossidazione, eccessiva traspirazione delle piante, deficit idrico ecc.). La scelta del formulato (importante la consultazione delle schede tecniche e di sicurezza) e la corretta applicazione in campo sono presupposti fondamentali per la buona riuscita degli interventi, che dovranno essere intesi non come mezzi esclusivi di difesa, ma come sistemi complementari in una strategia fitoiatrica complessa che comprenda diverse tecniche di gestione dei parassiti delle colture.


Un rimedio in uso da tempo

Calcare macinato, polveri di zolfo ecc. sono utilizzate dal I secolo d.C. per il controllo di insetti e di alcune malattie. Negli anni ’20 l’uso delle polveri era preferito rispetto ai prodotti liquidi per la facilità e la velocità delle operazioni di spolveratura, la buona e uniforme copertura, l’economia di manodopera e la buona efficacia. Tra gli anni ’50 e ’60 venne notata l’attività abrasiva sulle cere cuticolari degli insetti di alcuni minerali, in particolare caolinite, bentonite ecc. A partire dal 1970 le imbiancature a base di polveri minerali vengono utilizzate come repellenti per la prevenzione della trasmissione delle malattie virali delle piante da parte di insetti vettori, quali afidi, tripidi e cicaline. Nel 1994 sono state avviate, dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti e da un’azienda commerciale privata, le prime prove con caolino per il controllo di alcune malattie della frutta e di alcuni insetti e acari del melo.

Particle film technology una tecnica da utilizzare bene - Ultima modifica: 2023-09-29T15:00:38+02:00 da K4

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