Iva ridotta per gli allevamenti equini, Confagricoltura esulta

Iva
Grazie a una Direttiva europea si potrà applicare un'aliquota del 5% sulle attività equine. Opportunità di rilancio per il settore in Italia

Fortemente sollecitata da Confagricoltura e grazie all’impegno del Copa-Cogeca è stata portata a casa l'aliquota Iva ridotta al 5% per le attività di allevamento ed equine, compresi i servizi legati al cavallo come, ad esempio, i centri di pensionamento e di addestramento, le passeggiate a cavallo, l’ippoterapia. Per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli la veloce adozione nazionale della Direttiva europea è un passo fondamentale per rilanciare e ridare ossigeno al settore, preservando la competitività delle imprese.

In Italia, attualmente sono poco più di 400.000 i capi allevati e il rischio di sgretolamento del settore è forte per la situazione economica e strutturale, aggravate dall'emergenza Covid e dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino.

«Compiuto, a livello europeo, un passo storico per rilanciare e sviluppare la filiera equina – dichiara il presidente della Federazione nazionale Equini di Confagricoltura Ferruccio Badi –. Tocca ora rapidamente recepire a livello nazionale questa importante Direttiva, che va nella direzione giusta per rafforzare i nostri allevamenti».

La Direttiva europea adottata in via definitiva e unanime dai ministri europei preposti all'Economia e alle Finanze consente l'applicazione di un'aliquota Iva ridotta "agli equini vivi e alle prestazioni di servizi connessi agli equini vivi". «Gli allevamenti di cavalli e l’intera filiera equina italiana – conclude Badi – non possono permettersi ritardi. Il recepimento della direttiva è una priorità per iniziare la ripresa di questo settore, ancora strategico in molte aree del nostro Paese».

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