«La zootecnia è la spina dorsale del sistema agricolo italiano. La suinicoltura viene da un anno e mezzo in cui qualcosa si è recuperato rispetto alla crisi, ma si deve fare ancora molto per recuperare rispetto a 10 anni fa. Non possiamo ignorare la contrazione che c’è stata in termini di imprese e di numero di capi allevati». Così Ettore Prandini, vice presidente nazionale della Coldiretti, a un convegno tenutosi ieri a Mantova, organizzato da Anas, Associazione nazionale allevatori.
Uno dei principali problemi del comparto che preoccupano Coldiretti, ha continuato Prandini, è il fatto che in Italia è diminuito il numero di scrofaie, «un aspetto che non ha soltanto conseguenze sul piano numerico, ma che mette in discussione il principio sacrosanto della biodiversità. Se ci poniamo come l’eccellenza di un importante comparto produttivo, allora dobbiamo fare ancora molto sul tema dell’internazionalizzazione».
Il convegno Anas, con main sponsor il Consorzio agrario del Nord Est, aveva l’obiettivo di «dare uno sguardo al futuro della suinicoltura». E così l’esponente Coldiretti ha fatto seguire un’altra denuncia, relativa questa al gap nel commercio estero tra Spagna e Italia: «La Spagna ha centrato l’obiettivo in quanto a esportazioni. Noi italiani, invece, abbiamo ancora un sistema frammentato su sistemi provinciali, nonostante le Province avessero dovuto essere abolite. Per non parlare dei sistemi delle Camere di commercio provinciali, che non funzionano, o il sistema delle ambasciate, che non riesce ad accompagnare sempre efficacemente il percorso delle imprese. Questa è la situazione in cui ci troviamo, mentre altri paesi stringono rapporti commerciali direttamente con le catene di distribuzione, per avviare un dialogo diretto, senza mediazioni. Anche noi dobbiamo seguire questi esempi, se vogliamo puntare su scenari internazionali».
Allo stesso tempo, ha concluso Prandini, noi italiani dobbiamo dare certezze ai consumatori che stanno acquistando carni suine. «Dobbiamo proseguire l’impegno per ottenere l’obbligo dell’origine sui prodotti suinicoli, cosa che non riguarda solo le produzioni Dop, ma deve essere estesa a tutti i salumi, in modo da responsabilizzare i consumatori stessi e renderli consapevoli delle proprie scelte».
Intervento del vice presidente Coldiretti al convegno Anas di Mantova. «Si deve ancora fare molto per recuperare i livelli di dieci anni fa»
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