Mais e grandine: l’assicurazione protegge il reddito

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Dalla defogliazione alla spezzatura degli steli, fino ai colpi sulla spiga. I danni da grandine su mais possono essere anche molto gravi e compromettere resa e qualità. La testimonianza di un agricoltore di Cremona che ha scelto di assicurarsi

La grandine sul mais provoca diversi danni che, nei casi più gravi, compromettono interamente la produzione mettendo a rischio il reddito aziendale. Cosa fare per tutelarsi da questa avversità sempre più frequente? Ne abbiamo parlato con Marco Samarani, un cerealicoltore cremonese.

Grandine e mais: i danni sono diversi

I danni variano a seconda della fase fenologica della pianta e dell'intensità dell’evento grandinigeno e includono:

  • defogliazione, rottura o piegatura degli steli con conseguente diminuzione della fotosintesi, aumento della suscettibilità all'allettamento e rallentamento dello sviluppo;
  • distruzione delle infiorescenze che porta a impollinazione incompleta e riduzione del numero di cariossidi per pannocchia;
  • lesioni dirette alle pannocchie, ingresso di funghi e marciumi dalle ferite, con conseguenti perdite di resa e peggioramento della qualità della granella.

Durante la fase vegetativa, se la pianta non si spezza e se l’apice vegetativo è integro, ci sono buone possibilità di ripresa. Attendere sempre qualche giorno prima di valutare i danni e l’eventuale risemina nei casi più gravi. Questo periodo permette alla pianta di mostrare reali segni di ripresa e di cicatrizzare le ferite. In fase di fioritura e riempimento, la perdita dell'apparato fogliare compromette gravemente l'allegagione e il riempimento della granella. In caso di maturazione avanzata, una pratica comune è trinciare in anticipo per evitare che le spighe danneggiate marciscano, ma si deve verificare che il contenuto in sostanza secca sia ottimale e che il contenuto in zuccheri consenta una conservazione adeguata. Un mais grandinato insilato è da utilizzare il più velocemente possibile.

«Assicurarsi è fondamentale»

L'azienda cerealicola Primo e Marco, a Trigolo in provincia di Cremona, si estende su una superficie di 230 ha di cui il 75% grano e mais, principalmente da granella e un 10-15% per pastone e silomais. La restante parte di superficie è coltivata a cereali autunno vernini che vengono principalmente venduti al Consorzio Agrario di Cremona, mentre il mais va in cooperativa per l’alimentazione di suini.

«Oggi – afferma l’imprenditore agricolo Marco Samarani – avere una copertura assicurativa è fondamentale perché significa tutelare il proprio reddito. Vent’anni fa, e purtroppo per molti agricoltori è ancora così, non si avvertiva la necessità di assicurarsi. Che si parli di strutture, bestiame o produzioni vegetali, oggi il rischio a cui siamo esposti è troppo alto per pensare di lasciare in campo migliaia di euro tra mancata produzione, capitale di anticipazione e costi di produzione sostenuti. Non la ritengo una scelta imprenditoriale».

Scartata questa opzione, si deve valutare quale assicurazione.

«Di compagnie assicurative ce ne sono tante, si può scegliere sulla base del costo ma personalmente preferisco guardare al grado di sicurezza che mi offrono e scelgo quella che mi fa dormire sonni tranquilli» prosegue Samarani.

«A fine maggio, con il mais in pre-levata, si è verificato un evento grandinigeno molto forte su una parte della superficie aziendale. A seguito di una stima preventiva abbiamo valutato già una perdita del 12% per via di piante spezzate. A questa perdita, con la perizia consuntiva di fine stagione, dovranno essere aggiunti gli eventuali cali di resa generati dalla defogliazione delle altre piante. Ci aspettiamo un danno ulteriore del 20-25%».

Il punto è la percezione del rischio.

«Qual è la probabilità che un evento indesiderato si verifichi? Secondo me oggi il rischio è troppo elevato per non prendere precauzioni. In un anno un evento grandinigeno importante è praticamente certo. Se non si verifica è fortuna ma affidare la propria attività e il proprio reddito al caso non è una scelta imprenditoriale. Io quest’anno ho scelto la polizza VH Secufarm con scalarità di franchigia. Rispetto alla linea standard è dotata di franchigie vantaggiose per la grandine. Di conseguenza è più onerosa ma è una vera garanzia» conclude Samarani.

mais grandine assicurazioniQuale assicurazione? VH Secufarm

La polizza VH Secufarm (proposta da VH Italia Assicurazioni, la filiale italiana di Vereinigte Hagelversicherung VVaG la più grande compagnia assicurativa europea specializzata nei rischi agricoli) per il mais da granella zootecnico protegge dal calo di resa e dalle eventuali perdite di qualità.

La sua particolarità è la franchigia scalare, un meccanismo che riduce l'incidenza della franchigia all'aumentare della gravità del danno. Per eventi che provocano percentuali di danno minime (es. fino al 10%) la franchigia è del 10%. All'aumentare della percentuale di danno, la percentuale di franchigia applicata decresce progressivamente: per es. 11% danno-9% franchigia, 12%-8%, 13%-7%, 14%-6%, 15% e oltre-5%.

La rilevazione dei danni (vedi tab. 1) avviene in prossimità della raccolta. La quantificazione del danno, che tiene conto dei diversi danni da mancata o diminuita produzione (danno di quantità), viene determinata tramite:

  1. stima della produzione indennizzabile;
  2. stima della produzione effettiva;
  3. stima del danno da mancata resa.

Oltre al danno di quantità, se previsto dalle Condizioni Speciali di Assicurazione, è riconosciuto il danno per perdita di qualità determinato sulla base delle tabelle convenzionali di danno percentuale stabilito dalle condizioni speciali per i singoli prodotti.

Il limite di indennizzo al verificarsi dell’evento Grandine, al netto della franchigia, è pari al 80% della Somma Assicurata. La garanzia per mais da granella e da pastone decorre dall'emergenza (BBCH 09) e cessa allo stadio di Punto Nero (BBCH 87) o con l'inizio raccolta. La garanzia per mais ceroso da insilaggio e da biomassa decorre dall'emergenza (BBCH 09) e cessa a fine maturazione lattea (BBCH 75) o con l'inizio raccolta.

Tab. 1 - Definizioni delle traumatologie del mais

Danno  Descrizione 
Piegatura perdita di perpendicolarità del culmo rispetto al suolo.
- media se maggiore di 45°
- grave se minore o uguale a 45°
Spezzatura rottura del culmo a qualsiasi altezza dal suolo.
- parziale: parte apicale che si spezza rimane parzialmente attaccata alla parte basale della pianta garantendo un flusso linfatico limitato.
- totale: spezzatura tale da dividere nettamente il culmo in più parti, determinando la compromissione totale del flusso linfatico.
Non raccoglibilità tutto ciò che è posto al di sotto dell’asse di raccolta delle macchine operatrici.
- se da granella, altezza misurata dal punto colletto minore di 30 cm.
- se da insilaggio, biomassa, pastone, altezza misurata dal punto colletto minore di 20 cm.
Defogliazione lesioni/asportazioni totali o parziali a carico dell’apparato fogliare. Oltre ai danni al lembo fogliare vengono considerati anche gli eventuali danni totali o parziali a carico della nervatura centrale della foglia.
Colpi sulla spiga lesioni a carico della spiga, sono comprese le lesioni a cariossidi, tutolo o sete fiorali.

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