Un bilancio solido, una struttura patrimoniale consolidata e una strategia sempre più orientata alla protezione del reddito agricolo attraverso strumenti integrati di gestione del rischio. È questo il messaggio emerso dall’assemblea 2026 di Co.Di.Pr.A., il Consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento, che ha approvato il bilancio 2025 confermando il percorso di evoluzione del sistema mutualistico trentino.
I numeri
I numeri fotografano una realtà ormai strutturata: oltre 15.155 soci, un patrimonio consortile pari a 14,9 milioni di euro, fondi mutualistici superiori ai 42 milioni di euro, oltre 513 milioni di euro di valori assicurati e più di 500 milioni di euro di valore tutelato attraverso strumenti mutualistici.
Verso un cambio di paradigma
Numeri che, secondo il presidente Giovanni Menapace, raccontano un cambio di paradigma ormai irreversibile per il settore agricolo. «L’agricoltura sta vivendo un cambiamento profondo. Per anni il valore di un’impresa agricola è stato misurato soprattutto dalla sua capacità produttiva; oggi questo non basta più» ha sottolineato Menapace. «Accelerazioni climatiche, volatilità dei mercati, costi produttivi, difficoltà di accesso al credito e complessità normativa impongono un salto culturale ed un cambio di approccio. La gestione del rischio non può più essere letta solo come risposta al danno, ma come componente strutturale alla base della strategia aziendale delle nostre imprese agricole».

L’assemblea pubblica, ospitata nella sede di Mondo Melinda a Segno, in Trentino, ha scelto un titolo emblematico: “Dalla fatica al reddito: l’agricoltura premia chi pianifica”. Un confronto che ha coinvolto istituzioni, accademia e rappresentanti della filiera agricola sui temi della redditività, della sostenibilità economica e della capacità delle imprese di trasformare dati e informazioni in strumenti decisionali.
L'importanza di pianificare
A moderare il dibattito è stato Angelo Frascarelli, docente dell’Università di Perugia e membro del Consiglio di amministrazione di Fem, che ha evidenziato come il reddito agricolo dipenda sempre meno dai soli volumi produttivi. «Per lungo tempo l’agricoltura ha misurato il proprio successo principalmente sulla produzione. Oggi il reddito dipende sempre più dalla capacità di leggere i cambiamenti, anticipare gli scenari e organizzare le decisioni» ha spiegato Frascarelli. «La vera domanda non è soltanto come produrre meglio, ma come pianificare la gestione aziendale. È questo il cambio di paradigma che le imprese agricole sono chiamate ad affrontare».
Al centro dell’assemblea anche l’evoluzione operativa di Co.Di.Pr.A., illustrata dal direttore Marica Sartori. «Il nostro obiettivo è continuare a far evolvere Co.Di.Pr.A. da sistema di tutela a piattaforma integrata di protezione del reddito» ha dichiarato Sartori. «Mutualità, assicurazioni, innovazione, digitalizzazione e strumenti previsionali devono dialogare sempre di più».
I progetti del 2026
Nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni dei principali progetti sviluppati nel 2026, tra cui il nuovo Fondo Ist Uva per la protezione del reddito delle imprese viticole, la nuova polizza collettiva per il settore bovino da latte contro i danni da epizoozie e l’implementazione di una dashboard per il monitoraggio e la previsione del rischio climatico sviluppata in sinergia con la piattaforma Food Metaverse Platform (Fmp).
«La partecipazione del nostro sistema al progetto industriale Fmp, finanziato con oltre 10 milioni di euro dal Pnrr, ci ha permesso in questa prima fase la costruzione di una ampia infrastruttura digitale necessaria per potenziare le capacità degli strumenti attuali» ha aggiunto Sartori. «Ma in prospettiva ci consentirà di mettere a terra tutte le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’utilizzo dei big data».
Una direzione condivisa anche da Asnacodi Italia. Il direttore generale Andrea Berti ha ribadito come il tema della gestione del rischio sia destinato a diventare sempre più centrale nella competitività delle imprese agricole. «Oggi la direzione è chiara: affiancare agli strumenti tradizionali soluzioni capaci di leggere e gestire il rischio sistemico» ha spiegato Berti. «Perché oggi, più che mai, la competitività delle imprese agricole passa dalla capacità di governare l’incertezza, allenandosi in anticipo sulle strategie da adottare per uscire dai momenti critici».
Secondo Berti, il sistema dei Condifesa rappresenta oggi uno dei laboratori più avanzati a livello nazionale sul fronte dell’innovazione organizzativa e finanziaria applicata all’agricoltura.
Il modello - Trentino
Sul fronte istituzionale, l’assessore provinciale all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, ha sottolineato il valore del modello trentino nella costruzione di strumenti per la stabilizzazione del reddito. «La capacità di innovare e ricercare nuovi strumenti e nuove prospettive nella gestione del rischio fa parte del sistema Trentino» ha affermato Zanotelli. «Mentre altri territori non hanno saputo cogliere la rilevanza degli strumenti legati alla stabilizzazione del reddito, qui stiamo attendendo l’approvazione del nuovo strumento per l’uva da vino a completamento di un processo che può mettere in sicurezza le tre principali filiere agricole trentine».
Strategie di lungo periodo
A chiudere i lavori è stato il presidente di Asnacodi Italia, Albano Agabiti, che ha collocato il tema della gestione del rischio all’interno delle strategie di lungo periodo dell’agricoltura italiana. «La gestione del rischio è ormai una infrastruttura strategica del sistema agricolo del nostro Paese» ha concluso Agabiti. «Non si tratta solo di tutelare il danno, ma di lavorare sinergicamente per costruire continuità economica, attrattività per gli investimenti e per le nuove generazioni nonché sostenibilità nel lungo periodo».
L’assemblea 2026 assume un significato particolare anche perché coincide con il cinquantesimo anniversario di attività di Co.Di.Pr.A.: una storia nata per difendere il reddito agricolo e oggi sempre più orientata ad accompagnare le imprese nella costruzione di modelli produttivi sostenibili, resilienti e capaci di affrontare la crescente complessità del contesto economico e climatico.









