L'Assemblea nazionale di Anbi ha approvato il nuovo statuto dell'associazione, aggiornando il documento che regola l'attività dei 141 Consorzi di bonifica e irrigazione aderenti. Il via libera è arrivato nel corso dell'assemblea nazionale apertasi a Roma.
La revisione recepisce le nuove sfide che interessano il settore della gestione delle risorse idriche e della tutela del territorio, introducendo nello statuto temi come la gestione sostenibile e integrata dell'acqua, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione del rischio idrogeologico, l'uso circolare della risorsa idrica, le soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions), la transizione ecologica e digitale, la tutela della biodiversità e la resilienza dei territori.
Più presenza internazionale e attenzione all'innovazione
Il nuovo testo amplia inoltre il raggio d'azione dell'associazione, rafforzandone il ruolo nelle sedi europee e internazionali e valorizzando attività legate alla formazione professionale, alla digitalizzazione e all'innovazione tecnologica. Entrano inoltre tra i principi statutari riferimenti espliciti alla parità di genere, alla trasparenza, all'integrità e alla responsabilità sociale.

Il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi, ha sottolineato che il nuovo statuto consolida il ruolo dei Consorzi di bonifica e irrigazione come rete strategica nazionale nella lotta contro siccità, desertificazione, subsidenza ed erosione costiera, riconoscendo al tempo stesso il contributo degli agricoltori nella cura del territorio e del paesaggio.
Per il direttore generale Massimo Gargano, la riforma rappresenta un aggiornamento necessario per adeguare lo statuto alle responsabilità che oggi ricadono sul sistema dei Consorzi, rafforzandone il ruolo nelle politiche ambientali, idriche e di sviluppo rurale.












