Raffaele Drei, vicepresidente di Conserve Italia e già nominato presidente dal Consiglio nazionale nel dicembre 2024, è stato eletto presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca dall’assemblea nazionale riunita a Roma. L’assemblea ha anche ratificato il cambio di denominazione della federazione (ex Fedagripesca), che da oggi assume il nome di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, e completato il quadro delle nomine con cinque vicepresidenti: Paolo Tiozzo, Stefano Pezzini, Filomena Sacco, Francesco Torriani e Davide Vernocchi.
Drei guiderà una federazione che riunisce oltre 2.500 imprese, 407mila soci e 75mila addetti, con un fatturato vicino ai 38 miliardi di euro, pari a oltre il 20% del made in Italy agroalimentare. «Le aggregazioni sono una leva essenziale per accrescere massa critica e capacità progettuale», ha dichiarato Drei, chiedendo una Pac «forte e realmente orientata alla competitività delle filiere agroalimentari europee» e politiche capaci di premiare chi sceglie di unirsi.
Fatturato aggregato aumentato del 25%
Negli ultimi quattro anni il fatturato aggregato è aumentato del 25%, nonostante la riduzione del numero delle cooperative, effetto di una strategia di consolidamento industriale. Una dinamica che, secondo la federazione, non ha inciso né sugli occupati né sulle aziende associate. In un contesto in cui tra il 2010 e il 2020 le aziende agricole italiane sono passate da 1,62 milioni a 1,13 milioni, con un calo del 30%, il sistema cooperativo rivendica la tenuta occupazionale come elemento distintivo.
La struttura del sistema resta però fortemente frammentata: le microimprese rappresentano il 56,9% del totale e le piccole il 27,3%. Ma sono le cooperative medio-grandi a generare oltre l’88% del fatturato e a occupare più dell’80% degli addetti.
250 cooperative scomparse dalla mappa
Negli ultimi vent’anni 250 cooperative sono scomparse dalla mappa attraverso fusioni e incorporazioni. Per il 49,8% delle cooperative l’aggregazione serve soprattutto a migliorare la competitività; il 41,9% la considera uno strumento per ridurre i costi, mentre il 36,2% punta al rafforzamento del potere contrattuale sul mercato.
Drei ha ribadito la necessità di sostenere il processo con misure pubbliche dedicate, indicando nelle aggregazioni una leva decisiva per aumentare massa critica e capacità progettuale delle filiere agroalimentari.
Le richieste alla politica europea
Il presidente, nel corso del suo intervento, ha ribadito la necessità che sul versante comunitario, anche nell’eventuale quadro di un fondo unico, vengano garantite risorse adeguate e stabilmente dedicate alla politica agricola, garantendo una Pac forte e realmente orientata alla competitività delle filiere agroalimentari europee. Tra le richieste avanzate oggi, il rafforzamento degli interventi settoriali, la costruzione di un sistema realmente efficace di gestione del rischio, il sostegno alla ricerca e all’innovazione.
Ricambio generazionale e giovani, assenti all’appello
Negli ultimi cinque anni il 63% delle cooperative agricole e della pesca ha registrato l’ingresso di soci under 40, ma nella maggior parte dei casi si tratta di subentri familiari. Il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali viene considerato elevato solo dal 18% delle cooperative, mentre il 69% delle imprese riconosce ai giovani un ruolo rilevante nell’innovazione.
«La cooperazione può diventare un laboratorio di politiche attive per i giovani», ha sottolineato Drei, indicando nella burocrazia della Pac uno dei principali ostacoli all’accesso agli strumenti di sostegno.
Lollobrigida: «Difendere le risorse della Pac»
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha indicato come priorità il mantenimento delle risorse della Politica agricola comune per garantire redditività agli agricoltori e contrastare l’abbandono delle campagne. Ha quindi definito il sistema cooperativo «fondamentale» per la distribuzione del valore lungo la filiera e per il rafforzamento delle imprese agroalimentari italiane, sottolineando la necessità di tutelare un modello che «nella grandissima parte dei casi ha dimostrato di funzionare bene».
Gardini: «No ai fondi speculativi nelle cooperative»
Il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha richiamato le difficoltà che il comparto agroalimentare sta affrontando tra aumento dei costi energetici, tensioni commerciali e crisi della logistica internazionale, aggravate dalle incertezze sui traffici marittimi e dai dazi. Ha ribadito la necessità di rafforzare la presenza del made in Italy sui mercati esteri, dagli Stati Uniti al Mercosur fino all’India, ma soprattutto ha rilanciato il tema della capitalizzazione delle cooperative: «Non ci rassegniamo a consegnarle ai fondi di investimento speculativi». Gardini ha rivendicato il ruolo di Confcooperative come «principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo italiano» e ha chiesto un impegno maggiore sulla formazione di una nuova classe dirigente, sostenendo che innovazione e tecnologie non possono funzionare senza investimenti sui giovani e
Fitto: «Serve una politica europea integrata»
In videocollegamento da Bruxelles, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha confermato il lavoro dell’Ue su semplificazione amministrativa, flessibilità degli strumenti e integrazione delle politiche europee. Ha ricordato la revisione del Pnrr che ha consentito di rafforzare le risorse per l’agricoltura e la rimodulazione di 35 miliardi dei programmi di coesione.
Fitto ha inoltre richiamato la strategia europea del “Right to Stay” contro lo spopolamento delle aree interne e la necessità di coordinare agricoltura, pesca, trasporti, turismo e blue economy con un approccio «non verticale ma orizzontale», capace di dare risposte strutturali ai territori.
Completato il quadro delle nomine
Il Consiglio nazionale ha inoltre nominato i presidenti dei sette comitati di settore dell’Area agricola: Davide Vernocchi per l’ortofrutta, Alessandro Mocellin per il lattiero-caseario, Francesca Sabbadin per la zootecnia, Luca Rigotti per il vitivinicolo, Daniele Castagnaviz per grandi colture e servizi, Mario De Angelis per forestazione e multifunzionalità e Francesco Torriani per la produzione biologica.












