G7 Agricoltura, riunione straordinaria su Medio Oriente e fertilizzanti

Al centro del confronto gli effetti del conflitto. Per l'Europa: «necessario evitare restrizioni alle esportazioni»

Si è svolta in Francia una riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura del G7 dedicata alle ricadute del conflitto in Medio Oriente sul settore primario, con particolare attenzione alle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz e alla volatilità dei prezzi dei fertilizzanti.

No restrizioni

Nel corso dell’incontro è intervenuto il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, che ha richiamato la necessità di garantire la stabilità dei mercati internazionali. «L’Unione europea sostiene con forza la necessità di evitare restrizioni ingiustificate alle esportazioni, che non fanno altro che accentuare la volatilità e aggravare l’insicurezza alimentare, specialmente per i Paesi che dipendono dalle importazioni», ha affermato.

Hansen ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere un sistema commerciale aperto e regolato: «Dobbiamo mantenere il commercio di fertilizzanti aperto, prevedibile e saldamente ancorato a un sistema commerciale internazionale basato su regole». Secondo il commissario, la natura globale dei mercati dei fertilizzanti rende necessaria una risposta coordinata a livello internazionale.

Italia: servono politiche strutturali

L’Italia è stata rappresentata dal sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, che ha illustrato le iniziative adottate a livello europeo e nazionale per fronteggiare le ricadute del contesto geopolitico sul settore agricolo.

«È essenziale sviluppare una strategia che coniughi interventi di risposta immediata con politiche strutturali», ha dichiarato D’Eramo. Il sottosegretario ha ricordato che, a seguito delle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz, è stata avviata in sede europea la richiesta di sospensione dei dazi sui principali fertilizzanti azotati e sono state attivate misure nazionali per un valore complessivo di 100 milioni di euro a sostegno del settore primario, attraverso crediti d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti.

Nel documento diffuso dal Masaf viene inoltre evidenziata la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento delle materie prime e di incentivare la produzione di fertilizzanti innovativi, anche ottenuti dal recupero di sottoprodotti, in un’ottica di economia circolare.

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