La campagna di commercializzazione delle patate si apre all’insegna delle preoccupazioni per la disponibilità di prodotto e per i costi di produzione. È quanto emerge dalla riunione della Commissione Paritetica della Borsa Patate di Bologna, che si è svolta lo scorso 28 agosto in vista dell’avvio della piena campagna commerciale previsto a settembre.
A pesare sono soprattutto le condizioni climatiche che hanno caratterizzato il 2026. Le ripetute ondate di calore, con temperature superiori ai 35-40 gradi, unitamente alla siccità prolungata, hanno interessato non soltanto l’Italia, ma anche i principali Paesi produttori del Nord Europa, tra cui Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. Le conseguenze sulle coltivazioni sono state rilevanti, con una riduzione delle disponibilità e una minore pezzatura dei tuberi.
Le previsioni
Le prime stime elaborate dalla Commissione indicano una contrazione delle produzioni medie europee compresa tra il 15% e il 20%. A incidere ulteriormente è stata la diminuzione delle superfici coltivate, che a livello europeo viene stimata nell’ordine dell’11%. Una combinazione di fattori che sta già producendo effetti sulle dinamiche commerciali, con quotazioni degli scambi tra i diversi Paesi che risultano particolarmente elevate per il periodo dell’anno.
Sul mercato italiano si aggiunge poi la questione dei costi sostenuti dalle aziende agricole. Nel corso del 2026, infatti, sono aumentate le spese per alcuni dei principali fattori produttivi, a partire da carburanti e fertilizzanti. A questi si sommano i costi necessari per la preparazione del prodotto destinato alla vendita: refrigerazione, confezionamento, selezione e trasporto, con l’incremento dei costi energetici e logistici che contribuisce a comprimere ulteriormente i margini delle imprese.
In questo scenario, la Commissione Paritetica della Borsa Patate di Bologna guarda con preoccupazione all’evoluzione del mercato e ritiene probabile un adeguamento delle quotazioni. In particolare, sono attesi aumenti per le patate premium e di filiera confezionate, che potrebbero essere recepiti già nelle prossime sedute della Borsa.












