Green Deal, biologico strategico. «Italia sblocchi il ddl in Comagri Senato»

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È il monito lanciato da Anabio, l’associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani, che chiede l’adeguamento delle politiche del settore biologico per realizzare gli obiettivi di sostenibilità 2030

Approvazione del disegno di legge sul biologico in discussione in Comagri Senato, semplificazione burocratica e garanzia di elevati standard di produzione. Sono le proposte di Anabio, l’associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani, per permettere all'Italia di giocare un ruolo da protagonista nella svolta sostenibile del Green Deal Ue in campo agricolo.

 

 

Di questa opportunità se ne è ampiamente discusso nel corso corso della videoconferenza organizzata dall'associazione incentrata sugli obiettivi di sostenibilità fissati dalle strategie Ue “From Farm to Fork” e “Biodiversity”: aumento del 25% della superficie ad agricoltura bio entro il 2030 e integrazione tra attività economiche e protezione degli ecosistemi.

Le proposte di Anabio

Entro il 2030 la produzione biologica comunitaria potrebbe raggiungere il 15% della superficie agricola coltivata, ma gli sforzi da compiere, secondo Anabio-Cia, sono ancora considerevoli. Sul fronte italiano, chiare le priorità: partendo dal rafforzamento del Sistema Sinab, servono campagne istituzionali, d’informazione e promozione, per comunicare meglio ai consumatori il valore della produzione bio.

Secondo Anabio è necessario incentivare l’acquisto di cibo bio made in Italy e procedere con l’istituzione di un “Marchio biologico italiano” come previsto nel disegno di legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, di cui l’associazione chiede approvazione.

L'intervento del direttore Anabio Antonio Sposicchi sulle proposte dell'associazione.

Biologico, migliorare la produttività della filiera

Per Anabio resta centrale, inoltre, migliorare la produttività della filiera, affinché l’adozione della “From Farm to Fork” non minacci la sicurezza alimentare raggiunta a livello europeo. Una migliore strutturazione, insieme ai distretti, rappresenta il modo più efficace per valorizzare la produzione bio. E’ necessario favorire l’aggregazione tra tutti gli attori del comparto attraverso specifiche forme associative come le Organizzazioni dei produttori (OP) e le Organizzazioni Interprofessionali (OI).

«Dobbiamo lavorare - ha spiegato Sposicchi -per far sì che il prodotto biologico non certificato non sia venduto come convenzionale. La banca dati pubblica che il Mipaaf ha affidato a Ismea e l’osservatorio Assocert bio sono due strumenti importanti per strutturare la filiera del bio italiano».

Biologico, in Italia si fa poca ricerca

«Per dare più valore al biologico serve più ricerca. Ad oggi - ha specificato il direttore Sposicchi - la situazione in merito è molto deludente. Nel programma Horizon 2014-2020 solo lo 0,58% del budget è stato destinato alle attività di ricerca in agricoltura biologica. A questa situazione si aggiunge la scarsa divulgazione dei risultati. La produzione biologica nazionale e comunitaria è carente di dati statistici - ha incalzato Sposicchi - e ciò rappresenta un grande limite per lo sviluppo del settore».

La redditività degli agricoltori deve essere salvaguardata

«L’equilibrio tra domanda e offerta - ha specificato Sposicchi - è essenziale per proteggere gli investimenti agricoli nel settore e per evitare la riduzione dei prezzi dei prodotti bio».

Taricco: «Il ddl verrà sbloccato nelle prossime settimane»

Il senatore Mino Taricco risponde alla richiesta di Anabio di sbloccare il disegno di legge sul biologico in discussione in Comagri Senato e spiega tempi e cause di tale stallo.

Green Deal, Cenni: «L’Italia metta in campo tutto il pacchetto»

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Susanna Cenni

«Dobbiamo attrezzare il Paese affinché sia pronto a questo cambiamento ambizioso. Il sistema paese - ha dichiarato Susanna Cenni, vicepresidente della commissione agricoltura della Camera - deve tradurre in positivo tutto il pacchetto degli obiettivi del Green Deal: riduzione del 50% degli agrofarmaci, riduzione almeno del 20% dei fertilizzanti, riduzione del 50% degli antibiotici per gli animali da allevamento, aumento almeno del 25% della superficie agricola ad agricoltura biologica. Possiamo decidere se viverli come vincoli o opportunità. Io sono per raccogliere la seconda sollecitazione».

Cozzo: «Il sistema biologico italiano tiene»

«In questa prima fase dell’anno, in base alle stime dell’Osservatorio dati del sistema AssoCertBio, c’è stata una sostanziale tenuta del sistema bio (+0,15% il numero degli operatori nonostante l’emergenza sanitaria). In leggero calo invece - sottolinea il presidente AssoCertBio Riccardo Cozzo - il numero di produttori esclusivi (-0,09%), mentre continua l’aumento dei produttori/preparatori (+1,28%). Crescono del 6,06% le produzioni bio vegetali e del 5,04% quelle zootecniche».

Mammuccini: «Dagli Stati Generali nemmeno una parola sul bio»

Maria Grazia Mammuccini

La presidente di Federbio Maria Grazia Mammuccini ha messo l’accento sul fatto che durante gli Stati Generali «Il biologico non sia uscito nemmeno come parola. E’ un grande dispiacere. Dobbiamo fare fronte comune, creare una rete unitaria del mondo biologico. Le imprese del bio devono imparare a condividere propri strumenti per raggiungere obiettivi comuni di cui tutti abbiamo bisogno. Auspico anche io – ha concluso Mammuccini – un’approvazione rapida della legge sull’agricoltura biologica ferma al Senato. Gli strumenti che ci servono per affrontare questa fase sono tutti lì dentro».

Zanoni: «Attivare piattaforma di tracciabilità»

Roberto Zanoni

«Dobbiamo attivare una piattaforma di tracciabilità – ha evidenziato il presidente di Assobio, Roberto Zanoni - che garantisca i prodotti bio dal campo alla tavola, convalidata dal Mipaaf. Dobbiamo dimostrare ai consumatori che le nostre produzioni sono sicure e trasparenti».

Scanavino: «La nuova architettura verde va utilizzata a sostegno del biologico»

Dino Scanavino
Dino Scanavino, Cia

«Il settore biologico deve avere un ruolo chiave all’interno del Green Deal Ue. Qualità e semplificazione sono asset non più derogabili - ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino -. Per questo chiediamo alla Commissione Ue provvedimenti che tutelino gli investimenti degli agricoltori e una reale semplificazione delle procedure burocratiche vigenti. Cruciale sarà anche la Pac - ha aggiunto Scanavino -. La nuova architettura verde, proposta nella riforma post 2020, va utilizzata a sostegno del biologico. Gli ‘eco-schemi’, sui quali la Commissione intende investire risorse del I pilastro, devono poter essere utilizzati anche per questo comparto. Sarà opportuno, quindi, trasferire nell’eco-schema i pagamenti a favore del bio, uscendo dalle logiche compensative dello sviluppo rurale».

«L’Italia - ha concluso Scanavino - riprenda, nel frattempo, il percorso avviato con il ‘Piano strategico nazionale’ del 2016 e si approvi, in Comagri Senato, il disegno di legge sul bio. Testo che non va modificato perché consente di recepire le esigenze dei cittadini e dell’Europa».


Il biologico in Italia

L’Italia ha una superficie agricola coltivata a bio di circa 2 milioni di ettari, pari al 15% del totale, mentre a livello europeo il metodo biologico copre il 7,7% delle terre agricole. Negli ultimi cinque mesi, lungo la penisola, sono entrati nella filiera bio più di 2 mila operatori per una superficie pari a 71.921 ettari. Il lockdown, da ultimo, ha fatto esplodere oltre l’e-commerce agroalimentare anche la richiesta di cibo made in Italy e sostenibile (scelto dal 20% degli italiani). Il bio tricolore ha catalizzato l’attenzione del 30% della clientela non users (Dati Anabio).

Green Deal, biologico strategico. «Italia sblocchi il ddl in Comagri Senato» - Ultima modifica: 2020-07-16T07:53:26+02:00 da Laura Saggio

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