Tecniche di evoluzione assistita, opportunità da non perdere

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Le nuove biotecnologie di precisione, come le tecniche di evoluzione assistita (Tea ex-Nbt), rivoluzioneranno il settore agroalimentare? #lagricolturaègiovane: partecipa al dibattito sul gruppo Facebook

Le nuove biotecnologie di precisione, come le tecniche di evoluzione assistita (Tea ex-Nbt), rivoluzioneranno il settore agroalimentare?

 

 

Il tema ha suscitato molta partecipazione sul nostro gruppo Facebook #lagricolturaègiovane dal quale sono usciti spunti interessanti.

Tecniche di evoluzione assistita
Agnese Cabigliera

Sul trasferimento di conoscenze alle aziende agricole e al mondo dei consumatori per informarli su potenzialità, limiti, rischi e benefici delle Tea e dei loro prodotti, è intervenuta Agnese Cabigliera, giovane pastora sarda che nella sua azienda di famiglia ha introdotto una rivoluzione digitale puntando su attività di marketing tramite facebook e instagram con ottimi risultati in termini di sostenibilità economica aziendale.

«Penso sia difficile attuare questo trasferimento in modo tempestivo – afferma Cabigliera –. Forse la popolazione non è pronta per questa “evoluzione assistita”, perché più veloce di quello che può essere il nostro tempo di adattamento a un determinato prodotto. Spero che di pari passo si crei un comitato di sorveglianza, non per bloccare le nuove tecnologie, ma per assistere e valutarne i rischi/benefici. Allo stesso tempo le università di agraria e veterinaria dovrebbero dare maggior peso alle biotecnologie e farle conoscere maggiormente ai loro studenti».

Patto generazionale, i giovani guideranno il cambiamento?

L’agricoltura è destinata a cambiare. Saranno i giovani i veri protagonisti della rivoluzione?

«Visto il numero crescente delle nuove aziende agricole guidate da under 40 penso che la rivoluzione sia già in atto. In Sardegna – spiega Cabigliera – a partire dagli anni ‘70 abbiamo avuto un progressivo abbandono delle campagne, favorito anche da politiche regionali che “sponsorizzavano” il settore industriale. Purtroppo ci si è resi conto, troppo tardi, che questa era la strada sbagliata e adesso molti giovani ragazzi si riappropriano di terre che per quasi una generazione sono state abbandonate».

Biotecnologie, portare la ricerca in campo

Piergiovanni Ferrarese

Anche Piergiovanni Ferrarese, neo presidente dei Giovani di Confagricoltura Veneto, interviene sulle Tea. «Le nuove biotecnologie offrono un importante occasione per abbattere i costi di gestione e realizzare prodotti di alta qualità. Ma per riuscire a cogliere questa opportunità bisogna fare più ricerca e più ricerca libera. Le imprese devono rimettere al centro la ricerca, indirizzandola verso quello di cui hanno bisogno e dando l’opportunità di fare sperimentazione in campo. Prima riusciamo a portare le nuove biotecnologie fuori dai laboratori, prima riusciremo ad avere una tecnologia migliorata sostenibile e utilizzabile».

Sbloccare la normativa

«La normativa europea in materia di nuove biotecnologie applicate all’agricoltura è ancora da revisionare. Abbiamo perso negli anni molti treni. L’Italia vanta oggi i migliori studi sulle biotecnologie. Il futuro – incalza Ferrarese – ci permette di intraprendere una strada nuova quella delle Tea che, come per l’agricoltura 4.0, avranno bisogno di fondi dedicati a livello regionale e ancor di più nazionale. L’Italia deve far capire all’Europa l’importanza della ricerca in questo settore».

Innovazione e trasferimento di conoscenze

«Per affrontare questa rivoluzione innovativa già in atto (che va dalle tecnologie dell’agricoltura di precisione a quelle dell’agricoltura digitale, fino ad arrivare alle biotecnologie) bisogna investire di più in formazione – continua Ferrarese – instaurando collaborazioni con il mondo della ricerca e delle università. Dobbiamo investire sullo sviluppo di nuove competenze se vogliamo ampliarne l’utilizzo».

Ferrarese riprende anche il ragionamento sulla determinazione dei giovani agricoltori. «Quando riescono a superare la fase di avvio, i giovani under 35 sono più resistenti rispetto agli altri imprenditori. Certo è necessaria – afferma – un’integrazione tra generazioni, il cosiddetto patto generazionale, in cui i giovani sono certamente protagonisti. Noi agricoltori italiani da sempre facciamo qualità, e siamo chiamati a farne sempre di più, ma siamo schiacciati da una politica lontana dalle vere esigenze, da un’economia che ci mette in competizione con Paesi che riescono ad abbattere i costi. Nelle nuove biotecnologie e nell’agritech – afferma Ferrarese – vedo una importante occasione per accrescere la nostra competitività».

Giovani e innovazione, dicci la tua

Biotecnologie dal Nobel al campo alla tavola. Come affrontare questa nuova sfida?
Sulla pagina Facebook #lagricolturaègiovane del nostro Osservatorio giovani agricoltori sono le nuove leve a diffondere il paradigma dell’agricoltura 4.0. Se hai meno di 40 anni e sei un imprenditore agricolo è arrivato il momento di dire la tua. Entrerai a far parte di una comunità di giovani professionisti come te, con i quali potrai scambiare esperienze e mettere in rete passione e opportunità.

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Botta e risposta su 

Claudio P.

Sulle biotecnologie oggi c’è una grande opportunità da poter cogliere. Spesso e volentieri erroneamente si identificano le biotecnologie solo con gli Ogm, ma ormai gli Ogm sono quasi superati dalle nuove tecnologie utili per aumentare qualità e produzione nelle colture agrarie. Servirebbe una svolta anche da parte dell’informazione per meglio sensibilizzare l’opinione pubblica in merito, vista anche la possibilità di aumentare l’ecosostenibilità in agricoltura, tema molto attuale e sentito dagli operatori del settore. Inoltre lo sviluppo delle biotecnologie va di pari passo, oserei dire é direttamente proporzionale con l’agricoltura 4.0, e in un mondo come quello di oggi dove i prezzi pagati ai nostri agricoltori sono in calo nel nostro settore (nonostante poi il prezzo finale al consumatore sia molto alto) e la manodopera diventa sempre più costosa... questo sembra essere un passaggio cruciale da affrontare per chi vuol fare impresa.

Alessio S.

Le tecniche Nbt possono velocizzare la creazione di nuove varietà con caratteristiche attinenti al mercato e al territorio di produzione. Questo significa maggiori vendite, maggiore qualità, riduzione nell’uso di prodotti fitosanitari con costi ridotti per il breeding.

Tecniche di evoluzione assistita, opportunità da non perdere - Ultima modifica: 2020-10-31T19:06:57+01:00 da K4

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