Risaia, serve una gestione dell’acqua più efficiente

Sommersione invernale e alternanza fra asciutta e sommersione per ripristinare l’equilibrio della falda acquifera. Un progetto Ue per promuovere la sostenibilità della coltura. A Milano il 2° Congresso europeo del riso

«Bisogna partire dalla premessa che la risicoltura non spreca acqua. Infatti il sistema delle risaie rappresenta un polmone di accumulo dell’acqua proveniente dalle Alpi che poi viene restituita all’irrigazione agricola nel suo cammino verso l’Adriatico. Le risaie costituiscono un’importante interconnessione fra acque superficiali e profonde ma questo equilibrio negli ultimi anni purtroppo si è incrinato con le coltivazioni in asciutta».

Risicoltura sostenibile

Lo ha precisato Marco Romani del Dipartimento di agronomia e protezione delle colture del Centro Ricerche dell’Ente nazionale risi, in occasione del 2° congresso europeo del riso (tenutosi a Milano – palazzo Lombardia), un appuntamento che si inserisce del progetto Sustainable Eu Rice – dont think twice che intende valorizzare il riso della Ue e le tecniche di coltivazione che ne garantiscono la qualità nel rispetto dell’ambiente e nel segno di tracciabilità e salubrità.

Sommersione invernale

Tra le tecniche di coltivazione citate da Romani, che tra i propri benefici evidenzia un’importante efficienza nell’utilizzo dell’acqua, c’è quella della sommersione invernale. Questa pratica agronomica, che consiste nella sommersione degli appezzamenti alla fine della stagione colturale per un periodo che va dall’autunno–inverno fino all’inizio della primavera successiva, consente di ricaricare il livello della falda freatica in una stagione in cui l’acqua è abbondante poiché non necessaria ad altre colture, come quella del mais o della soia.

Alternanza della sommersione

Un altro effetto positivo della sommersione invernale si riscontra sulla degradazione dei residui colturali che, da un lato rilascia nel terreno preziosi nutrienti per la coltura e, dall’altro, riduce le emissioni di metano nell’atmosfera.

Anche la pratica Awd (Alternate Wetting and Drying), che prevede l’alternanza di sommersioni e asciutte nella risaia, si è dimostrata una strategia vincente per mitigare le emissioni di gas serra, visto che contribuisce a una rapida degradazione delle paglie.

L'oasi della Camargue

Nel corso del convegno François Clement, direttore e responsabile tecnico del Centre Français du Riz, ha ricordato che la tutela della biodiversità animale e vegetale è un importante privilegio che la coltivazione sostenibile di riso può vantare.

«Le risaie della Camargue – ha detto Clement preservano l’habitat delle zone umide e fungono da terreno di alimentazione e riproduzione, ospitando una moltitudine di specie animali, tra cui anfibi, insetti e uccelli.

Japonica portoghese

Pedro Monteiro, vicepresidente di Casa do Arroz (Portogallo) ha messo in luce l’unicità del patrimonio varietale del riso japonica portoghese, in particolare del Carolino, la cui superficie di coltivazione si estende su circa 30mila ettari distribuiti nelle aree prossime ai tre fiumi più importanti del Portogallo: Mondego, Tejo e Sado.

Il progetto Ue

Italia, Francia e Portogallo stanno portando avanti un piano per rilanciare la risicoltura in Europa cercando si attirare l’attenzione del consumatore e rafforzando la consapevolezza del valore della risicoltura in termini di sostenibilità e tutela delle risorse naturali, oltre che di salubrità.

Spagna e Grecia, gli altri due produttori Ue di riso, si stanno muovendo autonomamente.

Per ulteriori informazioni sul progetto
"Sustenable Eu Rice – dont Think Twice" clicca qui

Risaia, serve una gestione dell’acqua più efficiente - Ultima modifica: 2022-11-17T15:35:53+01:00 da Alessandro Maresca

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