Farine proteiche alternative dagli insetti

produzioni alternative
Larve di mosca soldato
BugsLife alleva larve di mosca soldato da sottoprodotti agricoli e agroindustriali per convertirle in proteine a basso impatto. Il progetto di economia circolare di due giovani imprenditori umbri

Ottimizzare i processi accorciando la filiera e minimizzando i residui e, se questi restano, bioconvertirli in risorse. E’ il motto di BugsLife, start up innovativa situata a Bevagna (Pg) che ha sviluppato il processo e la tecnologia per allevare le larve di mosca soldato (Hermetia illucens) con sottoprodotti agricoli e agroindustriali per bioconvertirli in proteine sostenibili con l’obiettivo di realizzare farine proteiche per la mangimistica.

L’idea è figlia di due giovani specializzati alla Wageningen University (Olanda), Caterina Luppa, 29 anni, presidente Anga Umbria, laureata in agricoltura biologica e specializzata in biologia e qualità dei suoli, e Giacomo Zeni, biotecnologo alimentare esperto in allevamento di mosche soldato su vasta scala.

Caterina Luppa e Giacomo Zeni.

Bioconversione in un processo di filiera

Terminati gli studi in Olanda i due giovani imprenditori agricoli decidono di portare il proprio know how in Italia e nel 2019 iniziano a sviluppare il progetto BugsLife, affiancandosi alla Società Agricola Iraci Borgia (della famiglia di Caterina) specializzata nella produzione di biogas da colture e residui agricoli.

«BugsLife – ha affermato Luppa – si inserisce perfettamente all’interno di quello che per l’Italia è, oggi più che mai, un settore energetico strategico: il biogas. Le tecnologie da noi sviluppate permettono la bioconversione su scala industriale. I punti di forza di questa innovazione sono il recupero del calore disperso dal motore dell’impianto di biogas (che ci permette di ridurre i costi operativi dell’allevamento di insetti del 20%) e il suo riutilizzo, e il mantenimento dei sottoprodotti organici all’interno della filiera alimentare. Le nostre larve di mosca soldato sono alimentate con tali sottoprodotti. Un processo circolare che genera quindi valore aggiunto all’azienda agricola e al prodotto finito, ossia una farina altamente proteica per la mangimistica».

Alla BugsLife infatti le larve della mosca soldato vengono nutrite con un substrato composto dall’unione di diversi sottoprodotti agroalimentari, dai lieviti delle trebbie di birra ai residui dell’ortofrutta, fino alla sansa di oliva derivante dalla produzione dell’olio extravergine. «Le larve, mangiando – ha evidenziato Luppa –, recuperano efficientemente tutti i nutrienti e le proteine che gli vengono fornite, concentrandole in una forma che è naturalmente adatta per essere assorbita dagli animali».

Movimentazione semiautomatizzata della biomassa

Dopo diversi percorsi di accelerazione, la partecipazione al bando Psr misura 4.1, una partnership con l’azienda Idea-re di Perugia, che si occupa di strategia d’impresa e sviluppo software industria 4.0, Luppa e Zeni hanno sviluppato il programma di supporto alle decisioni, costruito un laboratorio all’interno di un container per accrescere la colonia di mosche soldato, e depositato nel 2021 un brevetto per la movimentazione semiautomatizzata della biomassa all’interno dell’impianto di bioconversione. «Il nostro brevetto – ha spiegato Luppa – prevede di sfruttare i principi del vertical farming per ottimizzare gli spazi, velocizzando lo svuotamento delle cassette contenenti le larve e limitando la manodopera. Il macchinario impiegato per la movimentazione della biomassa, rispetto al braccio meccanico attualmente impiegato nel nord Europa, è di facile utilizzo anche per operatori agricoli non specializzati».

Perché la mosca soldato

«La forte dipendenza dalle proteine importate ci rende estremamente vulnerabili. È dunque necessario accorciare la filiera alimentare e nobilitare i sottoprodotti agricoli provenienti dalle aziende agricole nostrane – ha puntualizzato Luppa –. Per fare ciò, BugsLife impiega la mosca soldato, un insetto che si è naturalmente specializzato nel recuperare i nutrienti in maniera efficiente, veloce e sicura. Questo piccolo dittero, che ha origine nel Centro America, è oggi presente in tutto il mondo. La forma adulta della mosca nera soldato è totalmente innocua e sicura per essere allevata. Come spiegato da Luppa, infatti, non può pungere, non può mangiare i raccolti nei campi, non trasmette malattie né all’uomo né agli altri animali allevati. Inoltre, la mosca soldato presenta un ciclo di vita molto breve e un alto tasso di riproduzione (ogni nido depone circa 500 uova), entrambe caratteristiche importanti per un allevamento su larga scala. «Per una produzione industriale è sicuramente l’insetto più adatto – ha puntualizzato Luppa –. Anche perché grazie a degli enzimi che possiede riesce a disinfettare tutto il substrato. Infine, non si è mai avuta una moria totale dell’allevamento poiché è un insetto molto resistente».

Larve di mosca soldato.

Quali vantaggi per un agricoltore

«Allevare larve di mosche soldato permette all’imprenditore agricolo di inserirsi all’interno di una filiera ed esserne anello di congiunzione per renderla circolare – ha risposto Luppa –. Certo l’investimento iniziale non è trascurabile, va dai due ai tre milioni di euro, però è un’attività che genera un buon fatturato. La farina di insetto è molto richiesta, c’è mercato e il prezzo per questo prodotto per il momento è decisamente alto. Gli allevamenti di insetti contribuiscono a diversificare le attività agricole in modo sostenibile e a livello locale, rivalorizzando sottoprodotti -specialmente se già si possiede un impianto di biogas- per produrre mangimistica».

Il primo mercato di riferimento di BugsLife è quello del pet-food che, come ricorda Luppa, vale circa due miliardi di euro in Italia e movimenta 40mila tonnellate l’anno di proteine animali. «I cittadini scelgono sempre più spesso alimenti premium -e non base- e a minor impatto ambientale per i propri animali. I trend relativi all’alimentazione dell’uomo dopo cinque anni si ripercuotono anche nel pet-food».

La proteina alternativa

Gli insetti nell’impianto di allevamento pilota.

L’aumento della popolazione, come incalzano scienziati e Fao, sta generando una crescita del fabbisogno di proteine sia per il consumo umano che per gli animali a livello mangimistico. Uno scenario che siamo chiamati ad affrontare urgentemente. Secondo Luppa i metodi tradizionali per soddisfare il fabbisogno proteico «non sono più sufficienti. Bisogna guardare a metodi alternativi per la produzione di proteine. E il metodo che sembra essere più promettente è proprio quello degli insetti. Perché legato alla circolarità, alla sostenibilità, a un livello tecnologico elevato e sicuro. Inoltre si hanno maggiori esperienze di allevamento a livello industriale».

Luppa ha però evidenziato una criticità che sta limitando lo sviluppo di questa attività agricola: «per fare veramente economia circolare utilizzando i sottoprodotti deve esserci una maggiore apertura della politica nel comprendere che abbiamo dei sottoprodotti oggi ritenuti scarti che invece possono essere utilizzati in maniera sicura. La mosca soldato ci può aiutare nel valorizzare sia un sottoprodotto che uno scarto. In sostanza, a livello normativo si dovrebbe ampliare il numero dei sottoprodotti da poter utilizzare».

I ragazzi di BugsLife hanno in serbo per i prossimi mesi il completamento dell’impianto pilota per l’allevamento delle larve di mosca soldato. Il passo successivo sarà la realizzazione dell’impianto industriale che gli permetterà di incrementare notevolmente la produzione di farina, continuando nella scommessa di connettere diverse realtà del settore agricolo, zootecnico ed agro-industriale.

Leggi le storie di tutti i giovani imprenditori agricoli del nostro Osservatorio Giovani Agricoltori

 

 

Farine proteiche alternative dagli insetti - Ultima modifica: 2022-10-26T12:22:51+02:00 da Laura Saggio

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