Il sogno della sicurezza fitosanitaria

Via libera alla riforma del Servizio fitosanitario nazionale. Più accentramento. tempestività e sorveglianza per fare fronte all'invasione degli organismi nocivi alieni. Il rischio è però quello di avere chiuso la stalla dopo la classica fuga dei buoi. Due in particolare i punti critici della riforma..

Più accentramento, più tempestività, maggiore sorveglianza del territorio, sognando la stessa fredda efficacia di reality come “Airport security”.

 

 

Dall'entusiasmo per la globalizzazione
all'ossessione per la sicurezza dei confini

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo enfatizza il tema della sicurezza e del controllo dei confini. Tanto che le repliche del programma televisivo dedicato alla solerzia delle ispezioni doganali di Nuova Zelanda, Usa o Canada tengono incollati sugli schermi digitali centinaia di migliaia di teleutenti.

Editoriale del numero 34 di Terra e Vita

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In questo programma le forze dell’ordine sembrano in grado di bloccare qualsiasi importazione non consentita di materiale vegetale preservando i sistemi produttivi di questi Stati dall’invasione di avversità e parassiti “alieni”.

Frontiere colabrodo per gli organismi nocivi

Da questa parte dell’Oceano la realtà è ben diversa: le nostre frontiere colabrodo non riescono a fermare l’invasione di virus, batteri, funghi e insetti. Di sicuro non hanno evitato l’esplosione di crisi come quelle del batterio Xylella fastidiosa su olivo e della cimice asiatica sui frutteti, ma si tratta solo delle due più eclatanti invasioni tra decine di casi simili. Un indice della portata di queste crisi è testimoniato dalla crescita esponenziale delle richieste di cofinanziamento inoltrate da Roma a Bruxelles per gestire le emergenze fitosanitarie passate in tre anni da 34mila a oltre 9 milioni di euro.

Via libera alla riforma

Ora però cambia tutto, o almeno il Governo italiano lo spera. La riforma del Servizio fitosanitario nazionale ha avuto infatti il via libera dal Consiglio dei Ministri. Un pacchetto di 4 decreti legislativi consentirà di recepire in Italia il nuovo regime fitosanitario europeo varato da Bruxelles nel 2016 e di adeguare la normativa nazionale sui controlli sulla sanità delle piante.

Meglio tardi che mai, anche se, per gli olivicoltori del Salento devastati dalla Xylella o per i pericoltori della pianura padana colpiti dalla cimice, la riforma ha l’impatto della classica stalla chiusa dopo la fuga dei buoi.

Tutti dentro al Comitato

D’ora in poi le emergenze saranno gestite direttamente a livello centrale attraverso un Comitato fitosanitario nazionale che avrà potere deliberativo e che conterà sul supporto diretto dell’attività di ricerca del Crea DC. Sarà potenziata la rete nazionale dei laboratori d’analisi. Il servizio fitosanitario nazionale potrà così elaborare e gestire direttamente i piani di emergenza sugli organismi nocivi prioritari.

Ma la Xylella sarebbe stata fermata?

Si tratta di misure che, se adottate in anticipo, avrebbero consentito di fermare, ad esempio, l’avanzata della Xylella in Puglia? Molto probabilmente no: l’espansione del batterio killer dell’olivo non è legata a presunte responsabilità del servizio fitosanitario locale. A pesare sono state soprattutto le azioni più o meno organizzate di disobbedienza alla lotta obbligatoria.

L’arrivo di materiale vivaistico infetto sarebbe stato impedito? Ancora una volta no. L’import europeo di materiale vegetale continua a essere gestito secondo un sistema aperto ben diverso da quello di Nuova Zelanda, Usa o Canada. Anche se la riforma europea ha aumentato la rete e i dispositivi di controllo post-entry, l’assenza di blocchi efficaci alle frontiere esterne continua a essere il maggiore fattore di rischio per la diffusione di organismi da quarantena in Italia e in tutto il Vecchio Continente.

La famigerata difesa

E il secondo grosso fattore critico è legato alla (bassa) considerazione di cui gode la difesa delle colture in Europa. Dove la stretta fitosanitaria sta mettendo fuori gioco, uno dopo l’altro, tutti i prodotti fitosanitari ad ampio spettro. Ammesso che la riforma consenta la massima efficacia nella sorveglianza del territorio, poi con che armi potremo tentare di eradicare, arginare o gestire le nuove emergenze fitosanitarie?

Il sogno della sicurezza fitosanitaria - Ultima modifica: 2020-11-12T21:51:15+01:00 da Lorenzo Tosi

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