Onu, sicurezza alimentare e fame zero lontane. Meloni: «Russia riconsideri decisione sul grano»

Giorgia Meloni
Concluso a Roma il secondo vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite. Sono oltre 780milioni le persone al mondo che soffrono la fame

«Il fatto che la Russia si sia ritirata dall'accordo sul grano non fa che rendere più evidente la mancanza della sicurezza alimentare. La Russia riconsideri la sua decisione». Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso del secondo vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite “Food System Summit +2” svoltosi da lunedì 24 a mercoledì 26 luglio a Roma presso la Fao. L’Italia ha ricoperto il ruolo non solo di nazione ospite, ma anche organizzatrice e promotrice dell’evento, grazie al riconoscimento di leader del settore alimentare e promotrice della dieta Mediterranea.

Sicurezza alimentare e fame zero nel mondo, strada in salita

Sicurezza alimentare e fame zero sono state le due tematiche centrali su cui si sono confrontati oltre due mila partecipanti provenienti da 161 Paesi, tra cui 22 Capi di Stato/Governo e 100 delegati a livello ministeriale e più di 150 delegati di attori non statali. I rappresentati delle diverse nazioni hanno illustrato come crisi climatica, shock economici e conflitto in corso stanno rendendo ancora più difficile il percorso verso la sicurezza alimentare e la lotta alla malnutrizione.

Per raggiungere l'obiettivo "Fame Zero", da qui al 2030, secondo l'agenzia dell'Onu Ifad, International fund for agricultural development, sono necessari 400 miliardi di dollari aggiuntivi l'anno di investimenti nei sistemi alimentari. Una sfida nella sfida.

Sicurezza alimentare linea strategica della politica estera italiana

La presidente del Consiglio ha poi ricordato che la sicurezza alimentare è da sempre una delle linee strategiche della politica estera italiana e un’area prioritaria della cooperazione allo sviluppo. Meloni ha quindi invitato le nazioni a investire in ricerca e tecnologia: «è importante finanziare sul larga scala e cooperare per trasformare i sistemi alimentari».

«Ma dobbiamo creare un modello di cooperazione non predatorio con i paesi africani per garantire loro la possibilità di vivere delle loro risorse. La sicurezza alimentare - ha specificato Meloni - è un passaggio fondamentale del cammino per garantire sviluppo e crescita economica e per dare alle persone la possibilità di rimanere nella loro terra».

Infine Meloni ha ricordato come la dieta mediterranea rappresenti un modello di alimentazione utile per superare la malnutrizione e che la sicurezza alimentare sarà una priorità dell'agenda del G7.

Il piano dell’Italia per la sicurezza alimentare

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Francesco Lollobrigida

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida intervenendo al panel “Invertire la crisi alimentare e della fame: costruire sistemi alimentari resilienti”, ha spiegato che: «L'esperienza italiana in questo settore ha a cuore la sostenibilità ambientale e la resilienza dell'agricoltura, la capacità di mantenere fermi i due pilastri che garantiscono equilibrio sociale e la sicurezza alimentare che noi tutti ricerchiamo».

«L'agricoltura – ha sottolineato il ministro - deve dare rispose alla domanda di beni alimentari in un contesto di cambiamenti climatici, costo crescente dei fattori produttivi, anche dovuti all'aggressione della Russia all'Ucraina che in questo momento crea instabilità in termini mondiali per molte filiere alimentari».

«L’Italia – ha incalzato Lollobrigida – è fortemente impegnata in materia di economia circolare con azioni per la riduzione degli sprechi alimentari».

Altrettanto centrale, ha spiegato il ministro, il tema della gestione del rischio. «Il reddito agricolo è sempre più esposto a pressioni dovute a una marcata volatilità dei prezzi e all’instabilità del mercato. Abbiamo sviluppato una nuova strategia di gestione del rischio che prevede una combinazione di interventi volti ad aumentare la resilienza delle nostre aziende, fra cui il fondo mutualistico nazionale per la copertura di danni catastrofali».

«La ridefinizione della politica agricola italiana – ha proseguito – prevede strategie e politiche per affrontare l’attuale crisi alimentare globale. Il governo italiano si sta operando per ridurre il divario digitale nelle aree rurali interne innalzare il livello di connettività delle piccole e grandi aziende. Vogliamo riportare l'agricoltura al centro della nostra cultura, non solo per i termini di piena produzione, ma anche per l'uso della nostra stessa terra, perché i nostri agricoltori e pescatori sono i custodi dell'ambiente».

«I sistemi alimentari mondiali sono in frantumi»

António Guterres

Il segretario generale Onu António Guterres ha sottolineato che: «I sistemi alimentari mondiali sono in frantumi e le persone ne stanno pagando il prezzo. Sono oltre 780milioni le persone che soffrono la fame mentre circa un terzo del cibo prodotto viene perso o sprecato. Più di tre miliardi di persone non riescono a permettersi regimi alimentari sani. Questo scenario diventa ancora più cupo col blocco di grano dall’Ucraina. Saranno i più vulnerabili a pagare queste scelte».

«Siamo lontani dagli obiettivi dell'Agenda 2030»

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Qu Dongyu

Il direttore generale della Fao Qu Dongyu affermando che «siamo ancora ben lontani dagli obiettivi dell'Agenda 2030», ha spiegato che affinché i sistemi agroalimentari globali siano più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili, «è necessario sfruttare gli acceleratori trasversali e che la Fao si sta concentrando su quattro aree chiave: scienza e innovazione, miglioramento delle funzionalità dei dati, aumento dei finanziamenti pubblici e privati mirati e coordinati e creazione di meccanismi di governance dei sistemi agroalimentari inclusivi».

Digitalizzazione, uno dei principali acceleratori per far progredire la trasformazione dei sistemi agroalimentari

Nel corso del summit si è dunque tracciata la strada per la trasformazione del sistema alimentare globale, tutt’altro che semplice e vicina. Per affrontare questa sfida si è messo l’accento sull'importanza di investire in infrastrutture per far sì che le produzioni abbiano accesso ai mercati; su economia circolare e bioeconomia, per aumentare l'efficienza, la sostenibilità e ridurre le perdite e gli sprechi; sullo sviluppo di catene del valore, per costruire sistemi agroalimentari resilienti; su una migliore alimentazione e l'accesso a diete sane.

Nei loro interventi, rappresentanti di diverse nazioni hanno sostenuto che scienza, tecnologia e innovazione sono fondamentali per ottenere una migliore produzione, aumentando al contempo la resilienza climatica e la qualità nutritiva del cibo. E che la digitalizzazione è uno dei principali acceleratori per far progredire la trasformazione dei sistemi agroalimentari.

 

 

 

Onu, sicurezza alimentare e fame zero lontane. Meloni: «Russia riconsideri decisione sul grano» - Ultima modifica: 2023-07-27T14:51:58+02:00 da Laura Saggio

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