Biometano, il ritiro garantito per 10 anni supporta la bancabilità del progetto

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Ne è convinto il presidente del Cib Piero Gattoni, che all'Infobiogas Bts, ha messo l'accento sui tanti elementi positivi del decreto entrato in vigore il 20 marzo scorso.

«Il decreto del 2 marzo (cosiddetto "decreto biometano") è un’ottima opportunità per dare un nuovo impulso a tutto il settore del biogas agricolo e per far emergere il ruolo del biometano nella decarbonizzazione dei trasporti e della nostra economia nel complesso, operando anche un efficace greening della rete del gas». Così Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas (Cib) intervenuto al 13° Infobiogas organizzato da Bts il 9 e 10 maggio ad Affi (Vr). «Alcuni punti del decreto sono particolarmente importanti. Intanto, il ritiro garantito del biometano avanzato per 10 anni consente di dare ai progetti una prospettiva concreta, indispensabile per supportare la bancabilità degli investimenti».

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«Un altro elemento qualificante, fortemente sostenuto dal Cib, è dato dalla possibilità per il produttore di biometano di ricevere l’incentivazione (i Certificati di immissione al consumo – Cic) ma restare proprietario della molecola di biometano da destinare al mercato in modo autonomo. Infine, un grande passo avanti riguarda le biomasse utilizzabili per la produzione di biocarburante avanzato: è stato infatti recepito in modo chiaro il concetto delle colture di secondo raccolto ed è stato  inserito un primo elenco. Ora non ci resta che auspicare un’accelerazione nell’iter di approvazione del decreto “FER2” a tutela del patrimonio di impianti, lavoro e investimenti esistente» ha concluso Gattoni.

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