Campus Peroni, più qualità e sostenibilità per l’orzo distico da birra

birra italiana peroni
Gli studenti dell'Università di Perugia che aderiscono al Campus Peroni
Grazie all’accordo siglato oggi con il Crea, nasce un centro di formazione permanente per il malto 100% italiano. Il sottosegretario Alessandra Pesce: «Sostenendo il miglioramento qualitativo dell’orzo e del luppolo italiano, ne evitiamo la massiccia importazione e garantiamo il massimo della trasparenza per i consumatori». Nel progetto anche i dipartimenti di Scienze Agrarie di Teramo, Firenze, Perugia e Tuscia
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Michele Pisante, Federico Sannella, Salvatore Parlato, Alessandra Pesce, e Chiara Di Pietro presso la scalinata della storica sede di via della Navicella del Crea

Nasce il Campus Peroni. L'accordo siglato oggi a Roma presso la sede di via della Navicella del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria pone la prima pietra delle fondamenta di un centro d’eccellenza per la promozione e la diffusione della cultura della qualità e della sostenibilità in ambito agricolo e cerealicolo. La collaborazione tra Birra Peroni e CREA punta a rafforzare la formazione e l’innovazione sulla coltivazione sostenibile dell’orzo distico da birra e sul malto 100% Italiano.
Il progetto è stato presentato questa mattina alla presenza di Alessandra Pesce, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Sono intervenuti Salvatore Parlato, Presidente del CREA, Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne Birra Peroni, Chiara Di Pietro, Brand Manager Peroni Family e Michele Pisante, membro del Cda del CREA, docente dell'Università di Teramo e presidente del Comitato scientifico di Terra e Vita.

Tutelare il made in Italy

Il protocollo d’intesa mette a sistema le iniziative di formazione e training con l'obiettivo di “coltivare” la cultura della qualità fin dai banchi di studio a favore dell’intera filiera.
«Il progetto presentato oggi – dichiara  Alessandra Pesce - ricalca nei suoi obiettivi il modello virtuoso di scambio tra ricerca, formazione e produzione. Un modello che ci consente di guardare con fiducia all’agroalimentare del futuro che, grazie a una stretta integrazione tra innovazione, trasferimento e nuove generazioni, è in grado di innalzare la competitività e la sostenibilità delle produzioni».

Secondo il Sottosegretario l'iniziativa si pone come strumento per la valorizzazione dell’intera filiera nazionale, sostenendo il miglioramento qualitativo dell’orzo e del luppolo italiano, evitando la loro importazione e garantendo il massimo della trasparenza per i consumatori, sempre più attenti alla provenienza delle materie prime e alla qualità del prodotto. «Il nostro lavoro va in questa direzione - conclude- . Vogliamo creare le condizioni per facilitare progetti di questo tenore per gli evidenti risvolti ambientali, sociali ed economici per la nostra agricoltura».

Teoria e pratica di campo

Gli studenti dei Dipartimenti di Scienze Agrarie che aderiscono al Campus Peroni avranno la possibilità di seguire un percorso didattico che prevede momenti di lezione frontale, workshop e visite “sul campo”. Con la partecipazione degli stessi agricoltori della filiera, che agiranno come veri e propri tutor, gli studenti potranno dunque apprendere tecniche e modelli della coltivazione dell’orzo distico da birra, del processo di maltazione e la gestione di una moderna azienda agricola.

1500 produttori in filiera

La collaborazione con il mondo accademico garantirà inoltre un’opportunità in più anche ai 1.500 agricoltori della filiera Peroni, ad oggi al lavoro su circa 17.000 ettari di campi coltivati ad orzo tra Umbria, Lazio, Toscana, Molise, Abruzzo, Friuli V.G., Marche, Campania e Puglia. Nell’ambito di Campus Peroni saranno anche loro, infatti, ad essere coinvolti nel Master di I livello in Agricoltura di Precisione istituito dall’Università di Teramo, in collaborazione con lo stesso CREA e coordinato da Michele Pisante.

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«Siamo all'inizio - dichiara Salvatore Parlato, Presidente del CREA - di una proficua collaborazione con Birra Peroni, orientata alla valorizzazione delle produzioni italiane in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si tratta di un nuovo importante tassello nell’ambito della ricerca sulla filiera della birra, che il CREA sta svolgendo già da qualche anno, che sarà arricchita dall’attività di formazione agli studenti universitari e dalla consulenza alle imprese».

Varietà monitorate dal Crea

«La filiera orzo-birra richiede - aggiunge Parlato - l’uso di varietà di orzo appositamente selezionate e adatte alle condizioni pedoclimatiche italiane così come l’uso di tecnologie di precisione per la gestione e il monitoraggio delle colture, utilizzando anche sistemi di integrazione di dati diversi, compresi quelli meteorologici. Il CREA è l’unico ente di ricerca in grado di fornire tutto il know-how necessario per la valorizzazione della filiera orzo- birra italiana».

Peroni condivide il know-how

«Da anni -aggiunge Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne Birra Peroni - lavoriamo a stretto contatto con la rete degli agricoltori della nostra filiera che supportiamo anche attraverso attività di formazione finalizzate a migliorare la sostenibilità e la resa delle colture». «Sotto questo profilo – aggiunge – abbiamo voluto mettere a condividere il nostro know how con alcune tra le più importanti Università italiane con le quali vogliamo impegnarci, insieme al CREA, nella diffusione e promozione della cultura della qualità, un tassello fondamentale per la crescita e l’affermazione del Made in Italy».

LA PASSIONE PER LA BIRRA, 100% ITALIANA

«La qualità Peroni – afferma con passione Chiara Di Pietro, Peroni Family Brand Manager – nasce e cresce durante quel percorso che lega la passione dei nostri agricoltori, che lavorano per produrre l’orzo che diventerà poi Malto 100% Italiano, all’esperienza dei mastri birrai che forgia le caratteristiche uniche della nostra birra. Un prodotto pensato, fatto e amato in Italia. Un simbolo di convivialità e dello stare insieme, ma anche di legame con i territori e con le persone che, giorno dopo giorno, danno il loro meglio per far arrivare sulle tavole degli italiani una birra che unisce le generazioni nel segno della qualità e dell’italianità».

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