Salvaguardare il suolo e promuoverne una gestione sostenibile, sfruttando tutte le potenzialità offerte dalla ricerca e dall’innovazione. Queste le principali tematiche trattate oggi durante la celebrazione della Giornata mondiale del suolo tenutasi a Palazzo Chigi

Salvaguardare il suolo e promuoverne una gestione sostenibile, sfruttando tutte le potenzialità offerte dalla ricerca e dall’innovazione, mettendo in campo politiche, normative e fiscalità specifiche e una maggiore consapevolezza e formazione. Queste le principali tematiche trattate oggi durante la celebrazione della Giornata mondiale del suolo (che avviene ogni 5 dicembre per iniziativa della Fao con l’appoggio delle Nazioni Unite) tenutasi a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte: «Puntare su modelli rigenerativi»

Il presidente Conte ha messo l’accento sull’importanza di puntare su modelli rigenerativi, basati sulla bioeconomia, sull’economia circolare, sulla transizione ecologica, sulla riduzione dei rifiuti, sul riciclaggio e sull’efficientamento energetico, implementando e sviluppando politiche che vadano a integrarsi con l’ecosistema per una vera «Conversione ecologica della società. Madre Terra è a rischio, così come lo sono le nostre produzioni. Dobbiamo ripensare a un modello di sviluppo più sostenibile. L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare il campione europeo di bioeconomia, coinvolgendo i territori e le comunità locali».

L’urgenza di un cambio di rotta anche a livello globale è nei numeri. Il progressivo degrado dei suoli a livello mondiale è il principale colpevole della perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici e sta avendo un impatto negativo sul benessere di almeno 3,2 miliardi di persone, nonché sul 10% del prodotto lordo annuo.

Centro-Sud Italia a forte rischio desertificazione

«La Commissione europea – sottolinea Conte - sostiene che il 20% della superficie dell’Ue è attualmente soggetto a un preoccupante rischio di un processo di erosione. Il 21% del nostro territorio è considerato potenzialmente a rischio desertificazione, il 41% di queste aree è nel Centro-Sud della nostra penisola. Il suolo - incalza il presidente Conte - è un bene non rinnovabile, per formare 10 centimetri di terreno fertile occorrono più di due mila anni».

Catia Bastioli: «Dobbiamo riportare la sostanza organica pulita nel suolo»

Un suolo in salute dovrebbe essere ricco di sostanza organica stabile. Una dotazione di sostanza organica inferiore al 2% in peso riduce la fertilità fisica, chimica e biologica del suolo e di conseguenza la sua produttività.

Catia Bastioli

«Negli ultimi due secoli - ha sottolineato Catia Bastioli membro del Board della Mission Europea “Healthy soil and Food” - il carbonio organico del suolo ha registrato una perdita stimata dell’8% a livello globale, a causa della conversione del suolo a pratiche insostenibili. Le terre aride – ha specificato Bastioli - giocheranno un grande ruolo nella fornitura di terreni per la “nuova” produzione agricola. Il 59% dei suoli italiani è a rischio. Dobbiamo riportare la sostanza organica pulita nel suolo».

Rigenerazione del suolo e nuove opportunità di reddito per gli agricoltori

La rigenerazione del suolo potrebbe iniziare dalla creazione di nuove filiere agricole integrate basate sulla diffusione di buone pratiche, sull'uso sostenibile della biomassa e sul ripristino della materia organica nei suoli anche attraverso l'identificazione di terreni aridi e marginali. Questa attività potrebbe incoraggiare la creazione di nuove opportunità di reddito per gli agricoltori che lavorano terreni con margini economici negativi o in zone a rischio abbandono. «Per realizzare tutto questo - incalza Bastioli - servono ricerca, innovazione, politiche e fiscalità specifiche. Manca ancora una normativa unica sul suolo a livello europeo».

Michele Pisante: «Investire su catena digitale del valore»

Michele Pisante

Michele Pisante, membro del Cluster tecnologico nazionale AgriFood, ha specificato che «In Italia abbiamo una scarsa biocapacità dei suoli. Inoltre, nel nostro Paese, l’agricoltura conservativa è molto poco sviluppata, mancano formazione e tecnologie».

Pisante ha poi ribadito che bisogna investire su una «Catena digitale del valore. Dal seme, alla trasformazione al cliente. In questa ottica sarà interessante sfruttare al meglio le opportunità e le potenzialità del 5G. La tecnologia è, e sarà sempre più, strumento di supporto per migliorare le informazioni sul suolo, sulla tracciabilità e integrità di filiera, sulla sicurezza alimentare, sulla gestione integrata della qualità fino al prodotto finale. Suolo, salute e alimenti sono i tre pilastri della nostra attività».

 

 

Giornata mondiale del suolo, Conte: «Ripensare modello di sviluppo» - Ultima modifica: 2019-12-05T19:13:20+00:00 da Laura Saggio

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