Lattuga, la peronospora arriva sempre puntuale

L’andamento meteorologico autunnale degli ultimi anni, con temperature tra i 10 e i 15 °C ed elevati tassi di umidità, è risultato ottimale allo sviluppo delle infezioni di Bremia lactucae, che può causare notevoli perdite economiche

Tra le malattie della lattuga, la peronospora (Bremia lactucae) è quella più temibile poiché attacchi anche lievi possono causare notevoli perdite economiche.

La Bremia mostra una notevole variabilità genetica, e nel 2023 l’Ibeb-Eu (International Bremia Evaluation Board Europe), sulla base di analisi eseguite su campioni prelevati nel 2021 e 2022, ha identificato tre nuove razze, BI:38EU, BI:39EU, BI:40EU.

Le prime due sono per lo più presenti, rispettivamente, nel sud Europa e nord Europa mentre la BI:40EU in tutta Europa, compresa l’Italia. Le diverse razze sono caratterizzate da una elevata specializzazione patogenetica nei confronti di determinate cultivar.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Condizioni autunnali ottimali

Sporulazione sulla pagina inferiore delle foglie in presenza di elevata umidità

L’andamento meteorologico autunnale degli ultimi anni (compreso quello in corso!) si è contraddistinto per condizioni ottimali allo sviluppo della Bremia. Pur mancando, infatti, precipitazioni abbondanti tipiche del periodo autunnale, le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, con temperature diurne spesso al di sopra delle medie del periodo, favoriscono la persistente formazione di rugiada sulle piante che creano le condizioni favorevoli alle infezioni ed allo sviluppo epidemiologico della malattia. Le condizioni ideali per le infezioni sono: temperature comprese tra i 10 ed i 15 °C ed elevati tassi di umidità. Trascorso il periodo di quiescenza sotto forma di oospore nei tessuti vegetali dell’ospite, il fungo infetta le piante di lattuga per mezzo degli sporangi. Il micelio del fungo penetra direttamente attraverso l’epidermide o le aperture stomatiche.

Dopo 48-64 ore, in funzione delle condizioni metereologiche, sono visibili i primi sintomi, sulla pagina inferiore delle foglie basali, con la comparsa di macchie giallastre di forma poligonale. In condizioni di elevata umidità o piogge persistenti, sulla pagina inferiore delle foglie, in corrispondenza delle macchie osservate, si forma una muffetta bianca pulverulenta. Se la malattia rimane circoscritta alle foglie esterne, il danno economico è contenuto mediante la toelettatura dei cespi.

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Difesa fitosanitaria

Nei trapianti autunnali, soprattutto in presenza di cultivar non resistenti ai recenti ceppi di Bremia, è opportuno il primo intervento 8-10 giorni dopo il trapianto; i successivi trattamenti andranno cadenzati in funzione delle condizioni climatiche predisponenti la malattia (pioggia ed elevata umidità).

Al fine di limitare gli interventi fitosanitari, possiamo adottare una serie di strategie preventive quali: effettuare le dovute rotazioni colturali, distruggere i residui delle colture infette, favorire il drenaggio del suolo, distanziare le piantine, coltivare su prose alte, bilanciare bene l’apporto di azoto e, soprattutto, impiegare cultivar resistenti o tolleranti alla Bremia.

Sono numerosi i principi attivi impiegabili per la difesa della lattuga dalla peronospora, con delle limitazioni di etichetta legate, soprattutto, alla gestione delle resistenze.


Principi attivi registrati

Ametocradina
Amisulbron
Azoxystrobin
B. amyloliquefaciens*
Cerevisane*
COS-OGA*
Cimoxanil
Dimetomorph
Flopicolide
Fosetil-Al*
Laminarina*
Mandipropamide
Metalaxil
Metalaxil-M
Metiram
Olio essenziale di arancio dolce*
Oxathiapiprolin
Propamocarb
Idrossido di rame*
Ossicloruro di rame*
Ossido di rame*
Solfato di rame*
Solfato tribasico di rame*

*Utilizzabili in agricoltura biologica

Lattuga, la peronospora arriva sempre puntuale - Ultima modifica: 2023-10-14T15:00:20+02:00 da K4

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