Vite, produzioni eccessive indeboliscono le difese

Eccesso di produzione e mancata lignificazione
Una produzione eccessiva di grappoli ruba sostanze di riserva alla pianta. La loro mancanza negli organi di accumulo può diminuire la resistenza ai freddi invernali e incidere negativamente sulla differenziazione delle gemme, sulla sintesi di sostanze di difesa e sulla longevità della pianta

Per la vite, il problema della produzione eccessiva è noto da tempo. Luigi Savastano, nel suo volume “Patologia arborea applicata”, già descriveva una patologia delle piante arboree nota come sovraproduzione.

Nella sua descrizione particolareggiata si legge: “Si va notando nei vigneti francesi, compresi quelli dell’Algeria e della Tunisia, ed in quelli della California una malattia delle vigne. Questa consiste in una produzione eccessiva in grappoli, che induce l’esaurimento della vite, e qualche volta perfino la morte. Il Bioletti, e Twight ed il Ravaz la chiamano sovraproduzione. Essa non è certamente limitata ai vigneti indicati; dopo che si sarà ben studiata, si finirà per trovarla in tutti i vigneti”.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Ricostituire le riserve

La produzione per ceppo può influenzare il deposito di fotosintati di riserva. Esiste, infatti, antagonismo tra attività vegetativa e attività riproduttiva, per cui se la produzione dei grappoli è in eccesso tutta la pianta risulta impoverita di sostanze di riserva che dovrebbero invece accumularsi negli organi sink.

Le sostanze nutritive accumulate hanno una notevole importanza per un buon “agostamento” dei tralci e per le radici. La loro mancanza può diminuire la resistenza ai freddi invernali e incidere negativamente sulla differenziazione delle gemme e sulla maturazione dei grappoli, sulla sintesi di sostanze di difesa e sulla longevità della pianta. La corretta deposizione di sostanze di riserva negli organi legnosi, annuali e perenni, ha una notevole importanza anche per le radici poiché una carenza predispone alla clorosi ferrica per scarsa produzione di acido citrico, a sua volta derivato dall’ossidazione degli zuccheri accumulati nell’apparato radicale.

Il concetto di accumulo delle riserve è legato al rendimento dell’anno precedente, all’età della pianta e alla maturazione del legno. Se la pianta ha riserve sufficienti avrà una ripresa vegetativa ottimale e potrà anche sopportare un leggero stress nel periodo dell’allegagione.

Eccesso di produzione e mancata lignificazione

Assicurarsi il successo produttivo

Per assicurarsi il successo riproduttivo, in biologia fitness, le piante utilizzano tre processi fondamentali: 1) la crescita, che consiste nella conversione dei metaboliti primari in elementi strutturali (foglie, radici, fusto ecc.); 2) la fertilità, che si estrinseca nella produzione di semi numerosi e vitali; 3) la difesa, ossia la capacità di resistere all’attacco di patogeni.

Ciascuno di questi processi richiede lo stesso pool di risorse (carbonio fotosintetico, acqua, elementi minerali), con il risultato di essere interdipendenti, complementari e concorrenti.

Risulta evidente che una regolare fotosintesi, una nutrizione equilibrata e un giusto carico produttivo sono fondamentali per il corretto funzionamento di questo complesso sistema di difesa dei vegetali.

L’implementazione delle difese delle piante impone una notevole richiesta di risorse che potrebbero essere distolte dai normali processi di crescita e riproduzione, così come, all’opposto, eccessivi sviluppi vegeto-riproduttivi potrebbero ripercuotersi negativamente sui processi difensivi naturali delle piante. Solo un corretto compromesso fra crescita vegetale e “processi difensivi” potrà assicurare produzioni di alta qualità e ad impatto ambientale ridotto.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Vigneto sempre meno resiliente

L’agroecosistema vigneto, negli ultimi anni, sta diventando sempre più fragile, più esposto a malattie, più sensibile a stress, cioè meno resiliente. Si tratta di cambiamenti negativi che avvengono lentamente e gradualmente e che sfuggono, spesso, a osservazioni non accurate. Esempi possono essere rappresentati dalle problematiche fitosanitarie più difficili da gestire: fitoplasmosi, deperimenti e morie di viti, malattie vascolari e radicali ecc. Una vite che impiega/devia tutte le sue risorse sulla produzione avrà sempre meno sostanze a disposizione per “alimentare” il suo sistema di difesa. Le conseguenze, se non immediate, non tarderanno a verificarsi e, spesso, possono essere irrimediabili.

Vite, produzioni eccessive indeboliscono le difese - Ultima modifica: 2023-10-23T10:56:14+02:00 da K4

1 commento

  1. Condivido l’articolo sulle difese della vite . Le produzioni, giustamente , vanno regolamentate affinché la pianta
    possa accumulare una adeguata sostanza di riserva.
    Il problema quindi si espone maggiormente durante la potatura al bruno, lasciando la giusta carica di gemme,
    anche in funzione dell’porta innesto e delle distanze dei sesti d’impianto.

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