Concimazione azotata: la tempesta perfetta

concimazione azotata
Nell'editoriale di Terra e Vita n. 9/2026 Amedeo Reyneri propone alcune soluzioni per mitigare l'effetto del caro fertilizzanti azotati

Sui fertilizzanti e particolare su quelli azotati si è scatenata una tempesta perfetta. E nel momento peggiore: quando si concentrano gli acquisti per le semine primaverili. Tre i fattori che stanno facendo salire il costo di questo essenziale fattore della produzione a valori mai raggiunti. Il primo non era prevedibile: la chiusura dello Stretto di Hormuz, da dove passa il 20% del petrolio e del metano, ma da dove transita anche circa il 25% dei fertilizzanti azotati impiegati nel mondo. La doppia combinazione di una limitazione dell’energia, essenziale per la sintesi di azoto ammoniacale e ureico, accoppiata alla diretta mancanza della quota di concime direttamente prodotta dai paesi del golfo, ha fatto impennare le quotazioni dei concimi, esasperando le oscillazioni sui mercati e specialmente per quelli strutturalmente deficitari.

Il secondo è l’introduzione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), cioè il prelievo alle frontiere dell’Unione europea per equiparare il costo delle emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti importati a quello pagato dai produttori Ue.

Il terzo fattore non entra nella drammatica congiuntura di questa primavera, perché si applicherà dal primo gennaio 2028: il divieto di impiego dell’urea granulare nella forma non protetta in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto per rispondere alla Direttiva Ue sulla “Qualità dell’aria”. Infatti, l’urea distribuita sul terreno è soggetta alla produzione di ammoniaca (NH3) per volatilizzazione, questa reagendo in atmosfera con acidi inorganici presenti negli aerosol contribuisce alla formazione del particolato più fine (PM2.5).
Ma come incidono questi tre fattori sul prezzo dell’urea?

Il primo è imprevedibile e dipenderà dall’esito della crisi del golfo, ma è possibile che, tolti i picchi più estremi, nelle prossime settimane le quotazioni si collochino tra 700 e 850 €/t. Il Cbam se non sarà sospeso o rimodulato potrà incrementare il prezzo dell’urea tra 20 e 25 €/t. Infine, il bando dell’urea non protetta quanto meno determinerà la necessità di impiegare quella in forma inibita con NBTP o NPPT, con un incremento atteso del 10-15% del costo dell’unità di azoto.

Gli agricoltori sono davanti a un bivio: ridurre le concimazioni per contenere l’aumento dei costi o sostenere un aumento dei costi colturali per mantenere i dosaggi usuali?

Sperando in una risoluzione della crisi geopolitica e in una rimodulazione del Cbam, è opportuno considerare che nel medio periodo il costo della concimazione azotata sarà più elevato di quello sostenuto di recente. Ma dato che non tutti i mali vengono per nuocere, questa situazione deve indurre ad affrontare in modo razionale la fertilizzazione azotata impiegando gli strumenti disponibili come Dss o le linee guida regionali per le produzioni integrate per evitare costosi sprechi; quindi, considerare con più attenzione gli apporti azotati dei reflui (zootecnici, digestati) aziendali e del territorio, spesso sotto o sovrautilizzati e mal conteggiati nel piano di concimazione.

Occorre poi considerare con attenzione che alcuni sostituti dell’urea granulare convenzionale hanno una maggiore efficienza per via della riduzione delle perdite per volatilizzazione o per un rilascio più prolungato e in sintonia con le esigenze delle colture e tale da permettere una riduzione delle unità di azoto distribuite. Ancora, l’impiego regolare di colture di copertura con leguminose può sostenere nel tempo la nutrizione azotata e permettere un risparmio.

Questa tempesta ci ricorda la fragilità del sistema agricolo dell’Ue e in particolare di quello italiano.

Una politica per ridurre tale fragilità è quanto mai urgente con un piano per affrontare in modo coordinato le crisi e assicurare la redditività degli agricoltori, senza la quale le strategie per mantenere un adeguato livello di autoapprovvigionamento rimarrà lettera morta.

1 commento

  1. rotazioni, ok.
    Fonti di azoto alternative e nuove epoche di applicazione ( es. organico, sostenibile, ma che verrà mineralizzato in.. )

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