Il Patto per l’acqua, una strategia nazionale per un uso più efficiente

Il documeto del Fai chiede interventi normativi da attivare nell'ambito di una strategia nazionale capace di rendere più efficiente l’uso efficiente della risorsa acqua

acqua
Al documento che chiede un programma di tutela della risorsa acqua presentato dal Fai hanno aderito gli enti di ricerca, i gestori delle reti, i consorzi di bonifica,agli agricoltori, i tecnici e pianificatori e gli enti territoriali.

Il risparmio, il recupero e il riuso delle risorse idriche attraverso un modello di gestione più efficiente, agevolazioni fiscali e investimenti: lo chiede il Patto per l'Acqua, il documento presentato di recente a Roma dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) nell'ambito della campagna di sensibilizzazione #salvalacqua cui hanno aderito Aiapp (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio), Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni, Associazione Comuni Virtuosi, Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), Cnr Irsa  (Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Coldiretti, Inu, (Istituto Nazionale di Urbanistica), Nomisma, Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano,Utilitalia, Legambiente, Wwf e Touring Club Italiano.

Al Governo si chiede da un lato interventi per una strategia nazionale capace di rendere più efficiente l’uso efficiente della risorsa, a partire dalla Legge di Bilancio in discussione, dall'altro la sensibilizzazione del pubblico su un uso consapevole della risorsa.

 Un tavolo permanente per l’acqua

I firmatari si sono posti anche il traguardo di  creare un tavolo permanente, inclusivo e allargato a diverse realtà, finalizzato a individuare e sviluppare richieste puntuali al Parlamento. Il lavoro del tavolo potrà essere seguito e raccogliere adesioni e proposte grazie a un portale dedicato: www.ilpattoperlacqua.it.

Il Fai quindi si unisce agli enti di ricerca, ai gestori delle reti, ai consorzi di bonifica, agli agricoltori, ai tecnici e pianificatori e agli enti territoriali per chiedere di gestire al meglio la risorsa acqua, un bene di cui l’Italia è ricca, ma che necessita di efficaci azioni di tutela contro un modello di gestione basato sullo sfruttamento intensivo della risorsa e  in assenza investimenti sulle infrastrutture idriche (da costruire, da efficientare, ma, soprattutto, da manutenere) e sull’innovazione.

Il Patto per l’Acqua si farà portatore di richieste specifiche come un credito d’imposta dedicato a tecnologie capaci di riconvertire e rendere maggiormente efficienti i processi produttivi, in agricoltura e industria, in un’ottica di risparmio e tutela della risorsa idrica.

 

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