Massey Ferguson in giro per l’Italia

È partito da Fieragricola l'Experience Tour di Massey Ferguson che, oltre all'Italia, toccherà altri 13 paesi in Europa

Partito da Verona dieci giorni fa, l’eXperience Tour di Massey Ferguson è già pronto per la tappa umbra (16-18 febbraio), dopodiché punterà ancora più a Sud. È infatti un tour centro-meridionale quello che i vertici italiani del marchio hanno disegnato per il celebre camion rosso-nero: dopo il primo appuntamento, fatto coincidere con Fieragricola, si passa alla provincia di Perugia, per spostarsi la settimana successiva a Eboli e infine a Pescara (27 febbraio-1 marzo).  «Abbiamo scelto di toccare le province in cui abbiamo nuovi concessionari – spiega il management italiano – anche per lanciare il loro nome presso tutti gli appassionati di Massey Ferguson».

Formula consolidata (ed europea)

Le tappe italiane sono però soltanto un tassello del Tour, che quest’anno toccherà, con i suoi due camion, ben quattordici paesi: oltre al nostro, Francia, Spagna, Finlandia, Belgio, Germania, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Norvegia, Svezia, Romania, Ungheria, Grecia. Per ciascuno di essi saranno presentate le macchine più interessanti in base al tipo di agricoltura che vi si svolge. Uno sforzo che porterà MF a impegnare ben 31 gamme diverse, comprendenti tutti i campioni del listino.

Per l’Italia ci si è concentrati su una novità e un ritorno: quello delle mietitrebbie in bianco-rosso, assenti da vent’anni dal nostro mercato. «Abbiamo scelto una Beta 7370 Pli, dove la sigla sta per Paralevel. È, quindi, la livellante integrale del nostro marchio, disponibile per il mercato italiano da un paio d’anni», ci spiega Claudio Bogoni, manager di prodotto per Mf Italia.

Se la nuova Beta rappresenta un ritorno in grande stile alle macchine da raccolta, la novità è senza dubbio costituita dal 9S, nuovo fiore all’occhiello dell’offerta made in Beauvais. «È il trattore più potente mai uscito dagli stabilimenti Massey Ferguson: partendo da 280 cavalli, arriva a un massimo di 425, forniti da un motore ripensato nell’iniezione e nella sovra-alimentazione, per coniugare prestazioni eccezionali e consumi sotto controllo», spiega ancora Bogoni. Un mezzo che – basta un’occhiata alle foto per notarlo – pesca a mani basse nell’esperienza del MF 8S. «Come in quel caso – conferma Bogoni – abbiamo la cabina separata dal motore, per assicurare più comfort, meno rumore e meno vibrazioni al posto di guida». Migliorata anche l’idraulica, che in optional arriva ora a 340 litri al minuto, e il comparto elettronico, che si arricchisce della funzione Tim (Tractor implement management), ovvero la possibilità, da parte dell’attrezzo, di controllare avanzamento e velocità del trattore. Non mancano poi la guida satellitare con tecnologia Rtk, la gestione delle manovre di fine campo e del dosaggio variabile, la connessione con l’officina per garantire interventi tempestivi e fermi-macchina ridotti al minimo.

Alte potenze, ma fin dove?

«Al 9S spetta un compito difficile: rimpiazzare doverosamente una gamma di successo come la 8700». Gianluca Gherardi, responsabile vendite di Massey Ferguson per l'Italia, è fiducioso riguardo al successo della nuova gamma, ma non dimentica il tributo alla serie che per tanti anni ha rappresentato la punta di diamante del marchio. «La gamma 8700 è stata una di quelle di maggior successo fra le alte potenze. Ha venduto molto e fatto felici molti agricoltori. Il 9S si presenta con importanti aggiornamenti nel comfort e nell’idraulica, ma soprattutto con un diverso modo di gestire la potenza: non più 2.200 giri, ma il regime sufficiente a ottenere la coppia massima. In questo modo si uniscono prestazioni e consumi contenuti».

Nella sua versione massima, il 9S arriva a 425 cavalli. Numeri impensabili fino a un paio di decenni fa, ma oggi giustificati sia dalla necessità di aumentare la produttività oraria, sia dalle cattive condizioni del terreno. «Diciamo che 200 cavalli sono quelli che servono per lavorare la terra. Gli altri sono necessari per risolvere i problemi che le stesse macchine agricole, con il loro peso, causano al terreno. Ricorda molto la storia del cane che si morde la coda e per questo credo che presto o tardi arriveremo a mettere un limite alle potenze in nome del rispetto del suolo».

Massey Ferguson in giro per l’Italia - Ultima modifica: 2024-02-09T15:06:34+01:00 da Ottavio Repetti

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