Coldiretti denuncia il rischio disimpegno. Di Gioia: «La Puglia non perderà i finanziamenti del Psr»

Leonardo Di Gioia, assessore all'agricoltura della Regione Puglia
Nel mirino la piena attuazione della misura investimenti e il primo insediamento dopo i ricorsi al Tar. L’assessore regionale: «Stiamo riformulando le istruttorie, ma nessuno dimentichi l’alto numero di pratiche irregolari».

«Non c’è alcun rischio che la Regione Puglia perda i finanziamenti del Programma di sviluppo rurale 2014-2020: quanti lo denunciano sollevano una polemica che non ha nessun fondamento».

Lo ribadisce l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, in merito allo stato di attuazione del Psr Puglia. «L’attuazione delle graduatorie delle Misure 4.1 e 6.1, dedicate agli investimenti strutturali e al primo insediamento dei giovani in agricoltura, sono oggi legate al giudizio al Tribunale amministrativo regionale. Ma nei prossimi mesi e già a partire dal 4 dicembre, data in cui è prevista l’ultima udienza, si avvierà a conclusione. Stiamo, come ho sottolineato e spiegato da tempo, provvedendo con le istruttorie delle domande così come il Tar ci ha indicato di fare. E siamo fiduciosi che si possa dirimere una situazione abbastanza complessa».

Domande con dati non corrispondenti

«Quello che preoccupa – conclude di Gioia –, ma nessuno pare ricordarselo, è l’elevato numero di manomissioni delle pratiche candidate e di artificiose presentazioni di documentazioni che non sono oggettivamente rispondenti al vero. La Pubblica amministrazione oggi è impegnata nello scovare chi ha peccato di disonestà a discapito di chi, invece, secondo le regole e nella piena correttezza ha il diritto di essere tutelato e premiato».

Coldiretti Puglia: «Per Investimenti, giovani e agriturismi è un rebus»

La puntualizzazione dell’assessore di Gioia è arrivata dopo la denuncia di Coldiretti Puglia, per la quale «saranno le misure agroambientali la sola ancora di salvezza con cui la Regione Puglia riuscirà forse a scongiurare di restituire parte delle risorse del Psr a Bruxelles, impegnate per il 2015 secondo la regola dell’N+3 e cioè con l’obbligo di spendere entro il 31 dicembre 2018, in sintesi entro tre annualità dall’anno previsto d’impegno».

Savino Muraglia

Secondo il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, «sulla base dei dati sullo stato di avanzamento della spesa del Psr, monitorato dal Ministero delle politiche agricole, la spesa per lo sviluppo rurale in Puglia allo stato attuale è tra le più basse d’Italia, è al 16% del totale delle risorse a disposizione. È divenuta un rebus la situazione dei bandi per investimenti, giovani e agriturismi che ha ormai dell’incredibile. Basti pensare che le anomalie riscontrate sui 1.080 progetti presentati per l’insediamento dei giovani agricoltori rientrati in graduatoria sono pari al 96,8% e addirittura al 98,3% su quelli dei ricorrenti. Praticamente tutto è messo all’indice, un tunnel senza via d’uscita».

 

«Istruttorie al palo»

Medesima situazione si riscontra, per Muraglia, nella graduatoria delle domande degli agriturismi, “anomale” per il 59,63%. «La macchina burocratica dell’assessorato regionale all’Agricoltura dovrà chiamare a contraddittorio migliaia di aziende, senza aver mai avviato la reale istruttoria delle domande, aspettando che il Tar tolga le castagne dal fuoco, sempre che i giudici siano messi tempestivamente ed efficacemente nella condizione di comprendere il ginepraio creato da procedure evidentemente fallimentari che attengono la presentazione delle domande, ma a questo punto viene da credere anche dei criteri di verifica delle anomalie».

Prepararsi a distribuire i finanziamenti richiesti

Nessuno si sogni di far scorrere le graduatorie, eliminando migliaia di domande massivamente e senza opportuna attività istruttoria, avvisa il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti.

Angelo Corsetti

«Chiediamo anzi alla Regione Puglia di prendere di petto il gap burocratico, perché i tempi delle imprese non sono quelli della burocrazia. Piuttosto che rischiare di “restituire” le risorse del Psr Puglia a Bruxelles, si cerchino altri fondi, perché quando si dipanerà la matassa del blocco delle graduatorie, si dovrà celermente finanziare le 9mila aziende richiedenti che risulteranno aventi diritto e che aspettano da anni per poter innovare e sviluppare la propria idea imprenditoriale. Evidentemente spendere si può, come sta facendo la Provincia di Bolzano al 51% della spesa, il Veneto al 39% come la Provincia di Trento, la Calabria che con il 30% è prima al Sud, tallonata dalla Sardegna con un livello di spesa del 29%, il Piemonte (26%) come l’Umbria, la Toscana (25%) come l’Emilia Romagna, il Molise (24%), la Valle d’Aosta (23%) come la Sicilia, la Lombardia (20%), il Lazio (19%), la Campania (18%) e la Basilicata (17%). Il fanalino di coda della classifica nazionale dei Psr è la Puglia, con Abruzzo, Liguria, Marche e Friuli Venezia Giulia».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome