Pac, cosa succederà nel 2021 e 2022?

Angelo Fracarelli
Dopo il dibattito europeo sul cosiddetto regolamento transitorio, L’attuale regime di pagamenti diretti è stato prorogato a tutto il 2022. Le novità per i Psr e l'Ocm unica. Proroga per la conversione dai diritti alle autorizzazioni d'impianto in viticoltura

Il 30 giugno 2020, è stato raggiunto un accordo tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo che proroga di due anni l’applicazione delle attuali regole della Pac, quindi fino al 31 dicembre 2022.

Questa decisione è avvenuta nell’ambito del dibattito sul cosiddetto “regolamento transitorio”. Pertanto, il periodo di transizione, che partirà dal 1° gennaio 2021, sarà di due anni. Di conseguenza, la nuova Pac entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023.

 

 

Articolo pubblicato sul numero 22 di Terra e Vita

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Perché un regolamento transitorio?

Il dibattito sulla Pac post 2020 sta procedendo a rilento, a causa dei ritardi accumulati con le elezioni di maggio 2019, del conseguente insediamento del nuovo Parlamento europeo e della ritardata entrata in carica della nuova Commissione europea, avvenuta il 1° dicembre 2019.

A ciò si è aggiunta l’emergenza coronavirus e il lungo dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027 che deve ancora concludersi. Allo scopo di gestire tra transizione tra la Pac 2014-2020 e la Pac post-2020, la Commissione aveva pubblicato, in data 31.10.2019, le proposte per creare un regime transitorio (COM(2019) 581 del 31.10.2019) per tutti gli strumenti della Pac: pagamenti diretti, Ocm e politica di sviluppo rurale.

Inizialmente il periodo transitorio doveva interessare un solo anno (il 2021), ma il 30 giugno 2020 è stato definitivamente sancito che durerà due anni (2021 e 2022).

Il regolamento transitorio mira a fornire certezza e continuità nella concessione del sostegno agli agricoltori europei per il 2021 e il 2022 (fig. 1), tramite l’estensione del quadro giuridico esistente e gli adattamenti di alcune norme per traghettare la Pac fino all’istituzione del nuovo sistema. Di fatto, avremo una Pac biennale, che prosegue e adatta le regole attuali per i primi due anni della programmazione finanziaria 2021-2027.

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Il Quadro finanziario

Il testo del regolamento transitorio, concordato il 30 giugno 2020 dagli eurodeputati e dalla presidenza croata del Consiglio (tab. 1), deve ancora essere aggiornato con le cifre del futuro bilancio dell’Ue, che non è stato ancora approvato (tab. 2).

tab. 1 I semestri di Presidenza Ue
Anno gennaio-giugno luglio-dicembre
2020 Croazia Germania
2021 Portogallo Slovenia
2022 Francia Repubblica ceca

 

Infatti, il regolamento transitorio è uno dei pacchetti di proposte collegati al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027; come tutte le disposizioni con implicazioni di bilancio sono in attesa dell’approvazione del QFP.

tab. 2 Le tappe del regolamento transitorio
31 ottobre 2019 Proposta di regolamento transitorio da parte della Commissione europea
6 aprile 2020 Mandato del Consiglio alla Presidenza per i negoziati con il Parlamento europeo
28 aprile 2020 Votazione in seno alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo
15 maggio 2020 Votazione in seduta plenaria del Parlamento europeo
maggio-luglio 2020 Triloghi tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo
30 giugno 2020 Accordo in sede di trilogo tra Commissione, Consiglio e parlamento europeo per una durata biennale del regolamento trasnitorio
fine luglio 2020 Conclusione dei triloghi
settembre 2020 Approvazione definitiva e pubblicazione del regolamento transitorio
novembre 2020 Scelte nazionali sul regolamento transitorio della Pac 2021-2022

 

Una volta raggiunto l’accordo sul QFP (tab. 3), i negoziatori del Parlamento e del Consiglio s’incontreranno nuovamente per approvare definitivamente le norme transitorie della Pac per il periodo 2021-2022. Il testo finale dovrà poi essere definitivamente approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio, prima che possa entrare in vigore (tab. 2).

tab. 3 Le principali tappe politiche per il futuro bilancio dell’Unione europea
2 maggio 2018 Proposte per il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027
31 gennaio 2020 Uscita del Regno Unito dall’Unione europea: conclusione della Brexit
17-18 luglio 2020 Probabile accordo sul QFP in seno al Consiglio europeo
settembre-ottobre 2020 Approvazione del QFP da parte del Parlamento europeo
dicembre 2020 Approvazione definitiva del QFP da parte del Consiglio europeo
1° gennaio 2021 Entrata in vigore QFP 2021-2027 da parte del Consiglio europeo

Pagamenti diretti

I titoli all’aiuto sono prorogati per il 2021 e il 2022; dal punto di vista giuridico, si conferma l’attuale regime di pagamento a norma del regolamento (UE) n. 1307/2013.

Pertanto, il sistema attuale dei pagamenti diretti sarà mantenuto per l’anno di domanda Pac 2021 e 2022.

Il regolamento transitorio, tuttavia, dispone che gli Stati membri possano utilizzare il meccanismo di convergenza interna per convergere ulteriormente i titoli verso una media nazionale.

Ricordiamo che la convergenza è iniziata nel 2015 per avvicinare gradualmente i titoli storici; dal 2015 al 2019, i titoli di valore elevato sono diminuiti gradualmente per avvicinarsi al valore medio nazionale di 217,64 euro/ha, mentre i titoli di valore basso sono aumentati gradualmente per avvicinarsi al valore medio nazionale.

L’attuale Reg. 1307/2013 prevede che il processo di convergenza si fermi al 2019, invece il regolamento transitorio concede agli Stati membri la possibilità di proseguire il processo di convergenza dei titoli anche nel 2020, 2021 e 2022.

Per l’anno civile 2020, gli Stati membri possono decidere che i titoli detenuti dagli agricoltori al 31 dicembre 2019, aventi un importo di valore superiore al valore unitario nazionale, nel 2020, sia applicata una riduzione tra la differenza tra il valore di tali diritti e il valore medio unitario nazionale. Pertanto, la convergenza per il 2020 potrà essere applicata retroattivamente.

Ocm unica

Il regolamento transitorio prolunga gli attuali programmi operativi nel settore dell’olio di oliva, previsti dal regolamento (UE) n. 1308/2013, fino al 31 dicembre 2022. I programmi operativi esistenti elaborati per il periodo che va dal 1° aprile 2018 al 31 marzo 2021 possono essere sostituiti da nuovi programmi che vanno dal 1 aprile 2021 al 31 dicembre 2022.

I programmi operativi nel settore degli ortofrutticoli che non hanno raggiunto la durata massima di cinque anni possono essere prorogati solo fino al 31 dicembre 2022.

I nuovi programmi operativi in ​​questo settore saranno approvati per una durata massima di tre anni. I programmi nazionali elaborati per il periodo compreso tra il 1° agosto 2019 e il 31 luglio 2022 sono prorogati e si concludono il 31 dicembre 2022. Gli Stati membri modificano i loro programmi nazionali per tener conto di tale proroga.

I regimi di aiuto nel settore vitivinicolo sono prolungati fino al 16 ottobre 2023.

I programmi nazionali esistenti per il settore apicolo, elaborati per un periodo compreso tra il 1° agosto 2019 e il 31 luglio 2022, possono essere prorogati fino al 31 dicembre 2022.

Sviluppo rurale, attuali Psr prorogati

Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la Commissione propone norme transitorie al fine di garantire una transizione tra due periodi di programmazione pluriennale. Gli attuali Psr possono essere prorogati sino al 31 dicembre 2022.

Durante il periodo transitorio, le misure degli attuali Psr 2014-2020 devono basarsi sulle norme e sugli strumenti attuali. L’estensione dei Psr contempla la possibilità di presentare una richiesta di modifica di un programma di sviluppo rurale per gli anni 2021 e 2022, mantenendo invariata la quota complessiva del contributo di spesa del Feasr.

Dal punto di vista finanziario ci sono due opzioni:

- i Psr che a causa della mancanza di risorse finanziarie non sono in grado di assumere nuovi impegni giuridici, possono prorogare i loro programmi di sviluppo rurale fino al 31 dicembre 2023 e finanziare tali programmi prorogati dalla corrispondente dotazione di bilancio per l’anno 2021-2022 (nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027); in altre parole, ci sono due anni in più, sia per gli impegni di spesa (dal 2020 al 2022) sia per l’erogazione delle spese (dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2025);

- i Psr che invece hanno ancora disponibilità di fondi degli anni precedenti o che non decidono di avvalersi della possibilità per estendere i loro programmi di sviluppo rurale, possono trasferire la dotazione di bilancio, alle dotazioni finanziarie per gli anni dal 2023 al 2025.

Le spese a favore dei beneficiari per gli impegni pluriannuali continueranno ad essere ammissibili anche dopo il 2020, con due possibili modalità:

- i Psr possono aprire nuovi bandi e nuovi impegni un periodo più breve di 1-3 anni (anziché 5 anni); i Psr possono anche stabilire un periodo più lungo di tre anni sulla base della natura degli impegni (es. per le misure agroambientali e climatiche, l’agricoltura biologica e il benessere degli animali);

- i Psr possono prevedere una proroga annuale degli impegni dopo la scadenza del periodo iniziale, a decorrere dal 2021; la proroga non può superare un anno.

Gestione del rischio

L’applicazione dello strumento di stabilizzazione del reddito e dei fondi di mutualizzazione, prevede la possibilità per lo Stato membro di attivazione del sostegno in seguito al calo del 20% del reddito o della produzione (e non il 30% come attualmente).

Questo per facilitare l’accesso alle compensazioni per gravi riduzioni del reddito e per perdite causate da eventi climatici avversi, focolai di malattie animali o vegetali o infestazioni di parassiti, in allineamento a quanto già previsto con il regolamento Omnibus.

Implicazioni per gli agricoltori

Il regime transitorio per il 2021 e il 2022 implica alcune importanti conseguenze per gli agricoltori:

- gli attuali titoli e gli attuali pagamenti diretti si utilizzeranno anche per la domanda della Pac 2021 e 2022 e saranno soggetti alla convergenza;

- le misure della politica di sviluppo rurale saranno valide anche nel 2021 e 2022; i Psr potranno aprire nuovi bandi e nuovi impegni agroambientali;

- il sostegno alle Ocm vitivinicolo, ortofrutticolo, olio di oliva e apicoltura proseguono anche nel 2021 e 2022;

- la nuova Pac prenderà avvio dal 1° gennaio 2023.

Per la politica di sviluppo rurale, le Regioni avranno la possibilità di assumere nuovi impegni per il 2021 e 2022, relativamente alle misure “per superficie”, ad esempio le indennità compensative (misura 12 e 13), le misure agroambientali (misura 10 e 11) e benessere animale (misura 14), in base ai contenuti dei Psr 2014-2020.

In questo modo si potrà dare continuità agli impegni dell’agricoltura biologica, dell’agricoltura integrata, al benessere degli animali, alle indennità per l’agricoltura di montagna, ecc.


Impianti vitivinicoli, proroga per le autorizzazioni

Gli Stati membri che hanno consentito ai produttori di presentare le loro richieste di conversione dei diritti di impianto fino al 31 dicembre 2020, non ancora utilizzati, possono essere autorizzati a decidere di prorogare il termine per la presentazione di tali richieste al 31 dicembre 2022.

L’ultima data per la validità di tali autorizzazioni convertite dovrebbe essere adattato di conseguenza e dovrebbe pertanto concludersi al più tardi entro il 31 dicembre 2025.

Pac, cosa succederà nel 2021 e 2022? - Ultima modifica: 2020-07-20T15:19:53+02:00 da K4

1 commento

  1. Spero proprio che prosegua la convergenza! Perchè io nuovo agricoltore con tutte le difficoltà di avviamento devo prendere una pac più bassa del mio vicino, che fa le stesse mia coltivazioni, solo perchè lui 15 anni fa aveva pomodori e tabacco?

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