Calma piatta in Italia per cereali foraggeri e farine proteiche

cereali foraggeri
Il commento di Bmti ai prezzi settimanali delle farine proteiche e dei cereali foraggeri. Nessuna variazione di rilievo sulle principali borse merci nazionali. vanno meglio la colza sull'Euronext e la soia su Chicago

La stabilità continua a caratterizzare l’attuale andamento dei prezzi delle materie prime destinate all’alimentazione animale. Le prime rilevazioni di dicembre, infatti, non hanno mostrato variazioni significative nei listini rilevati dalle principali borse merci nazionali né per i cereali foraggeri né per le farine proteiche. Maggiore vivacità sui mercati esteri, in particolare per la colza scambiata all’Euronext, con le quotazioni tornate ai massimi degli ultimi due anni, e per la soia quotata alla borsa di Chicago, che, dopo le due settimane precedenti segnate dai cali, ha mostrato un recupero in apertura di dicembre, sostenuta anche da una buona attività di esportazione degli Stati Uniti verso la Cina.

Cereali foraggeri

Se si escludono gli aumenti osservati sulla piazza di Torino (+1,1% per l’orzo nazionale; +1,5% per l’orzo francese), la prima settimana di dicembre ha mostrato prezzi stabili per l’orzo destinato ad uso zootecnico, invariati a Milano sui 170-175 €/t. Su tutte le borse merci rimane ampio il ribasso rispetto alla scorsa annata, compreso tra i 15 e i 24 punti percentuali, conseguenza di uno scenario di mercato che nell’Unione europea si conferma all’insegna dell’ampia disponibilità di prodotto. Le ultime stime della Commissione Europea, diffuse lo scorso 28 novembre, indicano un’offerta disponibile sui 68,5 milioni di tonnellate, ai massimi dall’annata 2015/16, a fronte di consumi attesi sui 59,4 milioni di tonnellate. Tornando all’analisi dei listini nazionali, poche variazioni anche nel mercato del sorgo, dove la stabilità è prevalsa su tutte le borse merci, ad eccezione del rialzo sulla piazza di Alessandria (+0,6% rispetto a fine novembre) e Bologna (+1,2%). Come per l’orzo, i prezzi attuali si confermano in calo rispetto allo scorso anno, con ribassi compresi tra il -6% e il -11%.

Farine proteiche

Le prime rilevazioni di dicembre hanno mostrato prezzi invariati per i semi di soia sia di origine nazionale che di provenienza estera. Questi ultimi si sono confermati sulla piazza di Bologna sui 353-355 €/t, valori praticamente in linea con quelli registrati un anno fa (+1,4%). Volgendo lo sguardo ai mercati esteri, la settimana è stata segnata - come detto - da un recupero della quotazioni della soia scambiata alla borsa di Chicago, tornate sugli 890 centesimi di dollaro per bushel, l’1,5% in più rispetto alla settimana precedente. Una ripresa sostenuta dal buon ritmo dell’export degli Stati Uniti verso la Cina, attestato a novembre sugli 8,3 milioni di tonnellate rispetto ai 5,4 milioni di tonnellate di novembre 2018.

Tra gli altri proteici, andamento stabile anche per i prezzi della farina di colza, invariati su tutte le borse merci italiane, ad eccezione del lieve rincaro a Milano (+0,8%). Rispetto ad un anno fa i listini segnano però ribassi nell’ordine dei 10 punti percentuali. Le quotazioni della colza hanno messo a segno invece un netto aumento all’Euronext di Parigi (+1,9% su base settimanale), chiudendo la settimana sui 397 €/t, di fatto ai massimi degli ultimi due anni e risentendo delle stime ribassiste sul raccolto del Canada, atteso in calo dell’8% rispetto al 2018. Tornando al mercato italiano, in uno scenario di sostanziale stabilità, per la farina di girasole si sono osservati dei ribassi sulle piazze di scambio venete, sebbene limitatamente al girasole convenzionale (-1,1% a Treviso, -1,9% a Verona). E negativa rimane la variazione rispetto allo scorso anno, compresa tra il -6% e il -12%.

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dal 2 al 7 dicembre 2019

Calma piatta in Italia per cereali foraggeri e farine proteiche - Ultima modifica: 2019-12-09T17:29:45+01:00 da Terra e Vita

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