Cereali foraggeri, sostanziale stabilità nei listini nazionali

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Cala la tensione nelle contrattazioni, ma rispetto al 2021 i prezzi rimangono altissimi, con aumenti anche dell'80% nell'arco di dodici mesi

La seconda settimana di aprile ha mostrato una sostanziale stabilità nei listini dei cereali foraggeri quotati presso le principali Borse Merci italiane. Se sulle piazze internazionali permangono elementi di incertezza, soprattutto negli Stati Uniti a causa del meteo avverso che ostacola le semine, in Italia sulla debolezza delle quotazioni di grano tenero, orzo e sorgo destinati all’alimentazione zootecnica continuano a incidere i consumi ridotti. I prezzi rimangono comunque su livelli elevati. Nel comparto dei proteici, nonostante le tensioni che persistono nei listini internazionali, leggero rialzo della soia di provenienza estera, causato dal rafforzamento del dollaro, mentre ribassi si sono osservati per le farine di girasole e di colza.

Orzo e sorgo si pagano oltre il 70% in più rispetto al 2021

Nel comparto dei cereali foraggeri, prezzi stabili per l’orzo nazionale: a Bologna i valori si sono confermati sui 372-376 €/t (franco arrivo). Nessuna variazione settimanale anche per il sorgo, fermo sui 370-373 €/t (franco partenza). Per entrambi i cereali rimane ampia la crescita rispetto alla scorsa annata, compresa tra il +71% del sorgo e il +80% dell’orzo.

Il grano tenero rimane ad alta quota

Leggero rialzo si è registrato per il grano tenero foraggero, il cui prezzo medio si è riportato sui 395 €/t (+2,5 €/t rispetto alla settimana precedente). Anche in questo caso, i prezzi attuali restano ben più alti rispetto a quelli di dodici mesi fa (+65%).

La soia sfiora i 700 euro per tonnellata

Tra le oleaginose, quotazioni di fatto invariate anche per la soia di origine nazionale, ferma a Milano appena sotto i 700 €/t (694-698 €/t, franco arrivo), mentre sul rialzo marginale di quella estera ha inciso il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro. A Bologna i prezzi sono saliti sui 670-675 €/t (franco arrivo), recuperando uno 0,7% rispetto alla settimana precedente. Su base annua, l’incremento è superiore al 25%.

Il mercato dei semi oleosi rimane comunque sostenuto a livello internazionale, trainato dalle tensioni che persistono nel comparto degli oli vegetali. Alla Borsa di Chicago le quotazioni dei semi di soia hanno aperto la settimana 18-22 aprile tornando sopra la soglia dei 17 dollari per bushel (pari a circa 595 €/t) mentre al Matif di Parigi la colza ha superato la soglia record di 1.000 €/t, spinta anche dalle notizie di esaurimento degli stocks in Canada.

Farine proteiche in discesa, ma in forte aumento sullo scorso anno

Tornando in Italia, mercati statici anche le farine proteiche. Ha prevalso il segno “meno” per la farina di girasole, in calo su tutte le principali piazze di scambio nazionali. A Bologna le quotazioni hanno ceduto 10 €/t, portandosi sui 425-430 €/t (franco arrivo), mantenendo però una crescita rispetto allo scorso anno del +37,5%. Andamento simile per la farina di colza: a Milano i prezzi all’ingrosso sono arretrati di 4 €/t, scivolando sui 517-520 €/t (franco arrivo). Come per il girasole, resta significativa la crescita messa a segno, nell’arco di dodici mesi, di un aumento pari al +45%.

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche nella settimana dall'11 al 16 aprile 2022

Cereali foraggeri, sostanziale stabilità nei listini nazionali - Ultima modifica: 2022-04-19T19:24:35+02:00 da Terra e Vita

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