Il grano duro sfiora i 500 euro a tonnellata. Sale anche il tenero

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Continua il braccio di ferro tra domanda e offerta di grano duro, tanto che in una settimana le quotazioni sono schizzate in alto di altri 40 euro la tonnellata

Grano duro ancora in deciso rialzo

grano duroItalia grano duro

Ulteriore vigoroso aggiornamento dei listini ad adeguarli al mercato reale della settimana. Lo scenario resta fortemente in tensione per la costante richiesta dei molini di prodotto locale a coprire i fabbisogni di breve termine, stante un “empasse” dell’offerta da altre origini. Il balzo dei prezzi crea incertezza nel comparto semole con primi segnali di inadempienza e richiesta di applicare la Forza Maggiore per riadeguare i contratti in essere. La disponibilità di prodotto nazionale resta più che adeguata e il livello dei prezzi suggerisce all’offerta di modulare ma non di bloccare le vendite. Il Fino reso Nord Italia quota 490 €/t con il Centro partenza a 470 €/t e il Sud “nominalmente” attorno ai 495-500 €/t. Comunitari ed esteri al rialzo e poco offerti.

 

 

Grano tenero, i listini si rafforzano

Italia grano duro

Si confermano quotazioni al rialzo per effetto incrociato della disponibilità locale di volumi e qualità e quanto accade nel resto del mondo. Ancora da definire gli esatti “spread” qualità/prezzo tra le diverse alternative, soprattutto per i grani di forza, con adeguata offerta di “bianchi” e la più parte dei “misti” già legati da accordi di compra-vendita. Gli incrementi di prezzo di 8-9 €/t sono speculari tra Milano e Bologna con tendenza rialzista sostenuta dagli utilizzatori intenti a operare soprattutto i grani di forza locali le coperture a medio termine. Per i panificabili i giochi si allargano al contesto europeo ed estero. Il “tipo Bologna” vale 295 €/t reso, con i “bianchi” a sconto di 15-18 e i “misti” sui 265 €/t. Comunitari e “spring” invariati.

Mais invariato

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Il responso del raccolto 2021 porta ad allargare la forbice di prezzo tra mais generico e mais con caratteristiche. A consolidare la tendenza la qualità del raccolto nazionale e la disponibilità a breve-medio termine di rimpiazzi comunitari ed esteri. Scambi senza particolari tensioni e offerta adeguata alla domanda. Su Bologna il mais con caratteristiche” vale un 275 €/t (+2) mentre le Granaria si allinea a 274 €/t (-2) con i “generici” scontano un 12-14 €/t. Comunitari ed esteri con caratteristiche in aumento.

Oleaginose e cereali foraggeri, orzo e sorgo in salita

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Cereali Foraggieri: si rafforzano gli orzi a 235-240 €/t (+5) arrivo Nord e il sorgo che su Bologna quota 253 €/t (+8) partenza. I teneri sono il traino e si allineano ai “misti” alimentari sui 250-260 €/t reso. Oleaginose: la soia nazionale non quotata ancora. L’estera scende di 3 €/t su Milano e 12 €/t su Bologna anche per l’effetto valutario euro/dollaro, quotando un 503-510 €/t reso destino.

Il grano duro sfiora i 500 euro a tonnellata. Sale anche il tenero - Ultima modifica: 2021-09-03T11:39:44+02:00 da Simone Martarello

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