Materie grasse e avicunicoli festeggiano. Suini imbronciati

Prosegue il momento d'oro per burro, zangolato e crema di latte. Bene anche polli e galline. Stabili vino e olio evo, i bovini provano a guardare verso l'alto

Caseari, materie grasse ancora in alto

Prosegua senza fermarsi la spinta inflattiva dei prezzi delle materie grasse e i burri su tutti i principali mercati. Gli scambi si mantengono attivi per tutte le tipologie di burro, con recuperi di 20 centesimi sia sulle piazze emiliane che lombarde. Lo zangolato si è attestato a 2,32 euro/kg (+8,1% var. cong.; +89,2% var. tend.), il burro Cee tocca i 4,40 euro/kg (+4,8% var. cong.; +33,9% var. tend.). Buone le performance della crema di latte a Milano in recupero di ulteriori 16 centesimi (2,58 euro/kg). Sul fronte dei duri, per il Grana Padano Dop l’andamento generale risulta calmo, in particolare per le produzioni più stagionate che registrano un calo a Cremona e Milano intorno ai 10 centesimi al chilo, portando i listini medi nazionali del 12-15 mesi a 8,07 euro/kg (-0,8% var. cong.; +1,4% var. tend) e il 16-24 mesi a 8,69 euro/kg (-0,6% var. cong.; +0,3% var. tend.).

Settimana senza spunti per il Parmigiano Reggiano Dop su tutte le piazze principali, con quotazioni in solida tenuta e scambi nella norma per tutta la settimana.

Avicunicoli in salute

Nel corso dell’ultima settimana monitorata il mercato avicunicolo si è mantenuto positivo con i consumi che nel complesso hanno registrato una buona dinamica. Nessuna novità per i polli con una domanda e un’offerta in solido equilibrio e quotazioni stabili su tutte le principali piazze.

Anche per le galline la situazione attuale rispecchia quanto avvenuto le precedenti settimane con le pesanti che consolidano l’invariato nei listini, mentre l’offerta delle rosse risulta leggermente inferiore rispetto alle richieste con una tendenza di fondo dei corsi a salire. Si mantengono in buona vista i conigli, con i consumi che sono rimasti sostenuti per tutta la settimana e fronte di un’offerta ancora non sufficiente e conseguenti incrementi nei listini fino a 16 centesimi al chilo su tutte le piazze.

Si mantiene positiva la congiuntura anche per le faraone con un andamento degli scambi buono e un’offerta che risulta contenuta e prezzi in crescita dell’1,3% rispetto a sette giorni fa. La richiesta di uova ha registrato anche nel corso dell’ultima settimana una buona domanda sia intermedia, che finale. I consumi hanno continuato a tenere nonostante i recenti incrementi nei prezzi registrando una domanda e offerta in equilibrio su valori saldamente ancorati sui livelli acquisiti.

Bovini, quotazioni stabili

Questa settimana del mese di ottobre è stata sostanzialmente improntata sulla tenuta e qualche apprezzamento sulle quotazioni del bovino da macello. Si registrano ancora aumenti nelle rilevazioni dei vitelloni maschi e anche femmine sulle piazze di Modena e Padova, così come i vitelli e le vitelle da ristallo. Solo i baliotti registrano un calo. Immobilità assoluta per le vacche. Sul mercato dei tagli aumenti per tutti i tagli di vitello e vitellone che registrano una congiuntura positiva rispettivamente del +1,9% e +1,2%, ma i maggiori incrementi vengono messi a segno delle carni di scottona (+7,1% var. cong.; +13,2% var. tend.)

Suini, continua il periodo no

L’analisi delle ultime settimane fa emergere un tratto in comune nella flessione congiunturale dei suini da macello con un’offerta nazionale ed estera attiva e robusta a fronte di una domanda stabile. Relativamente al mercato all’ingrosso possiamo notare, invece, come i tagli destinati al consumo confermino il loro trend stabile, mentre quelli destinati all’industria sono complessivamente in calo (coppa, spalla, pancetta e pancettone). Per quanto riguarda i suinetti da allevamento la difficoltà che incontrano gli allevatori nell’aumento dei costi non viene compensata da un’offerta estera quotata a prezzi minori.

Olio, panorama immutato

La seconda settimana di ottobre lascia sostanzialmente immutato il panorama dell’olio di oliva nazionale all’origine.

Si sono evidenziate le prime quotazioni sulla nuova produzione calabrese che hanno mostrato una lieve tendenza al rialzo. Situazione analoga per l’olio vergine.

Qualche scostamento negativo è stato rilevato sui listini dell’olio lampante che si sono attestati, in media, a 2,33 euro al chilo.

Sul mercato all’ingrosso si è registrato un arretramento sia per i prezzi medi del raffinato di oliva che di sansa che si sono fermati rispettivamente a 3,06 e 1,59 euro al chilo.

Vino senza novità

Il mercato del vino comune italiano non ha evidenziato variazioni rilevanti nell’ultima settimana. Le quotazioni restano stabili sui valori registrati l’ultima volta. Le contrattazioni restano limitate.

 I prezzi dei prodotti agricoli del 17 ottobre 2021
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Materie grasse e avicunicoli festeggiano. Suini imbronciati - Ultima modifica: 2021-10-19T17:01:29+02:00 da Terra e Vita

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