I prezzi dei prodotti agricoli di Ismea per Terra e Vita (30 ottobre)

prezzi dei prodotti agricoli di ismea terra e vita
In collaborazione con Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare)

Tutti i prezzi dei prodotti agricoli rilevati, e commentati, da Ismea sulle principali piazze italiane nell’ultima settimana.

Animali vivi, carni fresche, cereali e derivati, derivati di colture industriali, foraggi e alimenti per il bestiame, latte e derivati, oli e grassi vegetali, semi oleosi, uova fresche e in guscio, vini.

AVICUNICOLI

Il mercato dei polli ha evidenziato ancora una disparità tra il comparto del vivo e quello del macellato. Il macellato, bustoni e petti in primis, ha generato prezzi ribassati che, a cascata, rischiano di incidere nella valutazione del vivo, nonostante l’offerta rimanga contenuta. la settimana entrante, intervallata dalla festività, verosimilmente vedrà una conferma delle quotazioni. Per le galline rosse c’è una palese scarsità dovuta ai motivi già riportati nelle scorse settimane tuttavia agli attuali prezzi (elevati) risponde solo il mercato nazionale mentre si bloccano le transazioni internazionali, (che rappresentano la maggioranza). Le faraone stanno risalendo gradualmente nella scala dei valori, sia vivi che macellati, confortate dal periodo stagionale favorevole. Non sembrano ancora risolti i problemi dei tacchini, si confermano i prezzi in attesa di un ritorno alla normalità che permetterebbe di contrastare la notevole importazione di fesa che ad oggi si sta verificando. Continuano a mancare i conigli, quindi determinano un prezzo piuttosto alto, magari anche in linea con le richieste; tuttavia più di qualcuno considera l’attuale valore difficile da inserire nella catena della compravendita, pertanto rinuncia all’acquisto di conigli o/e cerca carni alternative. Per questo la prudenza è d’obbligo. Vengono prodotte complessivamente meno uova di quante ne vengano richieste; rimane una carenza di prodotto.

 

BOVINO

Settimana di fine mese, quindi scarsamente significativa per le commercializzazioni. Prezzi invariati o addirittura in calo sia per il vivo che per i tagli. Aggiustamenti lievemente in rialzo rilevati in Commissione a Padova per i vitelloni Limousine e le vacche, in calo i baliotti taglia 50 kg mentre risultano in aumento quelli di 65 kg, nel complesso comunque continua l’andamento negativo per questa categoria. Il mercato bovino nel corso del mese si è mantenuto sostanzialmente calmo, con i tagli che sono rimasti invariati alla Borsa di Modena per le ultime tre settimane. L’andamento del vivo è stato per lo più in calo.

 

CASEARIO

Per le materie grasse quest’ultima settimana del mese ha replicato l’andamento della precedente, con ancora flessioni decisi per zangolato che tocca ora quota 3,70 €/kg sulle piazze emiliane e 3,90 €/kg su quella mantovana. Sempre a Mantova il Grana Padano Dop registra ancora un calo dei prezzi per tutte le varietà pari a 5 centesimi al chilo, mentre rimangono stabili i valori a Milano e a Cremona. Leggeri recuperi per il Parmigiano Reggiano Dop solo a Reggio Emilia, dove viene segnato un aumento per il valore massimo della produzione 12 mesi, stabili i corsi sulle altre borse merci. Per ciò che concerne la materia prima, su Lodi il latte spot rettifica al rialzo i valori passati da 43 a 43,25 euro al quintale, mentre rimangono stabili i prezzi a Verona.

 

SUINO

Ancora negativo, come ormai da parecchie settimane, l’andamento dei suini da allevamento, in particolare per le taglie da 25/100 kg. La rilevazione della CUN per la prossima settimana conferma ancora questa situazione. Nel comparto dei suini grassi, dopo tre settimane di calo, la tendenza si è invertita, favorita dalla minore offerta di suini destinati alla produzione DOP ed alla stazionarietà del mercato estero. Ad inizio settimana, alla Borsa di Modena, l’aumento è stato di poco superiore al centesimo. Per i suini fuori dal circuito DOP la CUN indica invece una diminuzione di prezzo. Riguardo i tagli si rileva ancora un calo per le cosce non DOP, le coppe e le pancette, mentre il lombo è in aumento.

 

CEREALI

Nell’ultima settimana di ottobre il mercato italiano dei cereali è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità sotto il profilo degli scambi e dei prezzi. Da segnalare solamente i lievi rialzi dei listini del frumento tenero e dell’orzo osservati in diverse piazze di riferimento. Prosegue il trend rialzista delle quotazioni dei semi di soia, sempre oggetto di una domanda particolarmente interessata a fronte di una produzione nazionale inferiore alle previsioni. In leggero recupero anche i risoni, con valori medi comunque notevolmente inferiori rispetto a quelli rilevati nell’analogo periodo dello scorso anno.

 

Scarica i prezzi dei prodotti agricoli del 30 ottobre

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