Soia nazionale, crescita inarrestabile. Male il tenero foraggero

La carenza di offerta rispetto alla domanda continua a spingere verso l'alto le quotazioni della soia nazionale che ha raggiunto quota 650 euro alla tonnellata

I prezzi dei semi di soia nazionali hanno messo a segno nella prima settimana di aprile una nuova accelerazione in tutte le principali Borse Merci, complice l’ulteriore riduzione delle disponibilità, ormai insufficienti a far fronte alla domanda. Uno scenario che rimane esclusivo della soia nazionale non Ogm e a cui si contrappone infatti il ribasso dei semi di soia esteri e delle farine di soia Ogm. La debolezza continua a caratterizzare, invece, l’attuale andamento dei prezzi dei cereali foraggeri, grano tenero in particolare, in calo per la settima settimana consecutiva.

Soia nazionale ancora in crescita, si raffredda quella Ogm

L’ulteriore rincaro della soia nazionale registrato in avvio di aprile ha spinto i prezzi fino a raggiungere la soglia record di 650 €/t (franco partenza, Borsa Merci di Bologna), in aumento di oltre 25 €/t rispetto alla settimana precedente. Listini in calo, invece, per la soia di provenienza estera, scesa sotto i 540 €/t (franco arrivo), il 3,1% in meno rispetto all’ultima settimana di marzo. Su base annua i prezzi mantengono comunque un’ampia crescita, di poco inferiore ai 40 punti percentuali.

 

 

Sui mercati esteri, la settimana si è chiusa con il segno meno alla Borsa di Chicago. Le quotazioni dei future della soia sono tornate a ridosso dei 14 dollari per bushel (pari a 433 €/t), anche per via delle stime contenute nel report di aprile dell’USDA (Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti) che hanno confermato le scorte di fine campagna negli USA e rivisto in rialzo le scorte a livello mondiale (da 83,7 milioni di tonnellate stimati a marzo a 86,8 milioni di tonnellate di aprile).

Passo avanti per la farina di girasole

Sono tornati in calo i prezzi all’ingrosso della farina di soia, condizionati dai ribassi che durante la settimana si sono osservati oltreoceano alla Borsa di Chicago, dove le quotazioni hanno chiuso la settimana arretrando sulla soglia dei 400 $/t (pari a 372 €/t). Quanto al mercato italiano, i ribassi sono stati più accentuati per la farina ogm: la farina proteica estera ha ceduto 15 €/t alla Borsa Merci di Bologna, attestandosi sui 455 €/t (franco arrivo). Si attenua la crescita rispetto allo scorso anno, pari adesso a un +15%.

Tra le altre farine proteiche, la prima settimana del mese ha mostrato un apprezzamento della farina di girasole proteica (+5 €/t alla Borsa Merci di Bologna, 313-315 €/t franco arrivo), a fronte del calo rilevato per la farina di girasole integrale (-5 €/t alla Borsa Merci di Torino), i cui valori, complice una maggiore offerta, sono scivolati sotto i 300 €/t (franco arrivo). I prezzi attuali si confermano in forte aumento rispetto ad un anno fa (+26% per la farina proteica, +35% per la farina integrale). Assenza di variazioni significative nei listini all’ingrosso della farina di colza, ad eccezione della flessione registrata alla Borsa Merci di Torino (-5 €/t su base settimanale).

Grano tenero, debolezza "strutturale"

Tra i cereali foraggeri, un nuovo ribasso ha interessato i prezzi del grano tenero, seppur di lieve entità (-1 €/t alla Granaria di Milano). I prezzi attuali, attestati sui 228-230 €/t (franco arrivo), rimangono più alti dell’11% rispetto alla scorsa annata. Mercato statico per orzo e sorgo, con variazioni limitate nei listini delle Borse Merci nazionali. Entrambi i cereali nazionali si mantengono comunque in crescita su base annua (+13% per l’orzo, +18% per il sorgo).

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dal 5 al 10 aprile 2021

Soia nazionale, crescita inarrestabile. Male il tenero foraggero - Ultima modifica: 2021-04-12T15:52:50+02:00 da Terra e Vita

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