Il florovivaismo ha la sua legge e può finalmente programmare il proprio futuro. Insieme al ministro Lollobrigida, fin dal primo giorno del nostro insediamento al ministero ci eravamo ripromessi di dotare il settore di un quadro normativo adeguato a favorire la crescita del comparto e consentire una pianificazione di ampio respiro per le imprese florovivaistiche.
Il provvedimento era atteso da decenni e ora la legge quadro è realtà. Con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n. 102, si apre una nuova fase per uno dei comparti più strategici dell’agricoltura nazionale.
La riforma è frutto di un intenso confronto con imprese, organizzazioni di categoria, territori e si pone l’obiettivo dichiarato di archiviare la lunga quanto poco utile stagione degli interventi frammentari, introducendo una visione organica dello sviluppo del settore, sostenuta anche da uno stanziamento di 10,5 milioni di euro. Siamo a un punto di svolta non solo sotto il profilo normativo, ma anche dal punto di vista culturale e politico.
Ora il florovivaismo è a tutti gli effetti un comparto strategico dell’agricoltura italiana, capace di generare valore economico, occupazione, tutela ambientale e qualità del paesaggio. Grazie al Piano nazionale del florovivaismo, l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente presso il Ministero dell’Agricoltura e il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio diamo vita a un reale cambio di approccio in grado di programmare gli investimenti, prevenire le criticità e accompagnare la crescita delle imprese con una strategia di lungo periodo, superando definitivamente una gestione fondata esclusivamente sulle emergenze.
La riforma guarda inoltre alla competitività dell’intera filiera, valorizzando tutte le professionalità che operano nel settore, dai vivaisti ai garden center, dai progettisti del verde fino ai manutentori. Grande attenzione viene riservata alla formazione, alla certificazione delle produzioni, alla tracciabilità e all’innovazione, strumenti indispensabili per rafforzare il posizionamento del Made in Italy sui mercati internazionali e contrastare la concorrenza sleale.
Un comparto che oggi genera oltre 3 miliardi di euro di valore, con un impatto occupazionale di primaria importanza, ha tutti i requisiti per rappresentare un’eccellenza italiana e ha pieno diritto a inaugurare una stagione nuova, nella quale costruire il futuro del settore e rafforzarne ulteriormente il ruolo strategico nell’economia, nell’ambiente e nello sviluppo delle città del futuro.
Così come siamo certi del contributo crescente in termini di sostenibilità economica e ambientale che il florovivaismo potrà offrire nei prossimi anni, allo stesso modo i lavoratori e tutti gli operatori del settore possono essere fiduciosi che nel governo Meloni e nel Masaf potranno trovare non solo un sostegno, ma un alleato serio, disponibile al confronto e motivato a proseguire il cammino di crescita del comparto, perché finalmente il florovivaismo è diventato centrale nell’agricoltura italiana. Lo avevamo promesso e stiamo mantenendo la parola data con fatti, risorse e decisioni concrete.

di Patrizio La Pietra
sottosegretario al Masaf con delega al florovivaismo








